Manovra: regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità

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Il nuove regime fiscale del 5% complessivo per 5 anni, previsto dalla manovra, per agevolare la creazione di imprese costituite dai giovani fino a 35 anni e disoccupati.

L’art.27 del decreto legge nr 98/2011, meglio conosciuto come Finanziaria 2011 va a riformare gli attuali regimi fiscali forfettari, proprio per favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani ovvero di coloro che perdono il lavoro e, inoltre, per favorire la costituzione di nuove imprese.

Il d.l. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 155 dello scorso 6 luglio, oltre ai tagli, prevede infatti anche una serie di norme per lo sviluppo quali:

  • l’agganciamento di favore fiscale per i nuovi contratti aziendali, secondo il modello dell’accordo interconfederale tra Confindustria e cgil, cisl, uil;
  • la liberalizzazione del collocamento sul lavoro;
  • la radicale riforma del processo civile, concordata con tutte le parti, che consentirà maggiore efficienza nel sistema della giustizia e, soprattutto.

Tornando al regime fiscale di vantaggio previsto nella manovra, l’art 27 dispone che

a partire dal 1° gennaio 2012, il regime di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, (vale a dire il regime dei contribuenti minimi)si applica, per il periodo d’imposta in cui l’attivita’ e’ iniziata e per i quattro successivi, esclusivamente alle persone fisiche: a) che intraprendono un’attivita’ d’impresa, arte o professione; b) che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007.

E’ previsto un forfait fiscale nella misura del 5% complessivo per le imprese costituite dai giovani fino a 35 anni e dura 5 anni: “l’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali prevista dal comma 105 dell’articolo 1 della legge n. 244/2007 (ossia del 20%) e’ ridotta al 5 per cento”.

Requisiti

Tale beneficio è riconosciuto a condizione che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attivita’ di cui al comma 1, attivita’ artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attivita’ da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attivita’ precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attivita’ d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Esenzioni

Il comma 3 dell’art. 27 dispone che  tutti coloro che, per effetto delle disposizioni di cui al comma 1, pur avendo le caratteristiche dei contribuenti minimi previsti  dai commi 96  e 99 dell’articolo 1 della legge n. 244/2007, non possono beneficiare del regime semplificato per i contribuenti minimi ovvero ne fuoriescono, fermi restando l’obbligo di conservare,, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’ dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100.

Inoltre, tali soggetti sono altresi’ esenti dall’imposta regionale sulle attivita’ produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

Il regime di cui al comma 3 cessa di avere applicazione dall’anno successivo a quello in cui viene meno una della condizioni di cui al comma 96 (definizione di contribuente minimo) ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99 (chi non è contribuente minimo) dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

Tali soggetti possono comunque optare per l’applicazione del regime contabile ordinario. L’opzione, valida per almeno un triennio, e’ comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata

Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, con uno o piu’ provvedimenti detterà  le disposizioni necessarie per l’attuazione di quanto sopra descritto.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • arianna

    ma con il nuovo regime, essendo un'unione diquello dei minimi (esente iva) e quello delle nuove attività produttive (con iva), comprenderà l'iva o no? si fatturerà con iva?
    grazie

    • No, l'iva sarà da considerare solo come costo o ricavo, ma non dovrà essere gestita

  • Andrea

    Buongiorno.
    Ho un contratto a tempo determinato nel commercio categoria 4 che auspico diventi a tempo indeterminato a partire da gennaio.
    Vorrei sapere se per me fosse possibile usufruire secondo voi di questo regime fiscale di vantaggio per aprire una mia azienda conservando i mio impiego da dipendente.

    Grazie!
    Andrea

    • Ciao Andrea, non c'è ancora la certezza, poichè non esiste ancora il decreto attuativo. Comunque per potere usufruire di questa norma ci sono una serie di regole da seguire, ma non credo che ci sia un limite per chi è già lavoratore dipendente. Ti consiglio comunque di rivolgerti ad un commercialista per vedere bene cosa fare.

  • renata Luciani

    sono 1 dipendente dello Stato dal 2000, poichè prima ero dipendente dell'Amm.ne Prov.le di Roma, che dci ha scaricato senza nemmeno darci la possibilità di scegliere se rimanere, con varie manovre+ o meno nascoste. La cosa ha fatto si che mi fossero cancellati ben 20 anni di aumento stipendiale, con la conseguenza che, i dipendenti dell'Amm.ne Prov.le prendono + stipendio di me e gli Statali in virtù del fatto che già c'erano, prendevano già più di me. nonostante cause, peraltro inoltrate con il Sindacato; non sono riuscita ad ottenere l'adeguamento dello stipendio che altri miei colleghi nelle mie stesse condizioni; hanno ottenuto. Ora anche il diritto alla pensione dopo 36anni di lavoro anesto, mi viene scippato con 1 legge infame ed iniqua, andrò in pensione con meno dei mille € a cui aspiravo dopo aver lavorato 40 anni. E ho vistonell'arco dei 35 anni e 8 m: persone che con 5 di lavoro 2 figli minori perc. pensione con 15 anni 6 mesi e 1 g.di lavoro, percepiscono da oltre 20 1 pensione e contemporaneamente lavorano. . vorrei sapere cosa mi dite. grazie

  • Renata Luciani

    Io aspettavo con ansi il momento della pensione perchè lavorare come e più degli altri, senza gli stessi diritti è a dir poco avvilente e fa sì che la tua voglia di lavorare venga sempre meno, soprattutto, se vedi svanire legge dopo legge il diritto al riconoscimento del tuo stipendio, mentre gli altri che erano nelle turìe stesse condizioni per essersi visti riconoscere lo stipendio e per avere fortunatamente un anno o due + di te si godono la pensione e lo stipendio riconosciuto. Anche questo è avvilente perchè non avrei mai pensato di poter invidiare dei poveri come me. Questo è quello che un governo ingiusto istiga nelle persone. in tutto questo non capisco se potrò vedere i miei diritti riconosciuti. Se c'è qualcuno in grado di potermi aiutare per favore mi aiuti. Senza rubarmi soldi ulteriori, già un avvocato mi ha illusa, prendendomi 500 € senza fare letteralmente nulla.

    • Gentile signora Luciani, questo è solo un blog, non abbiamo uno staff di legali o un sindacato dietro, ne tantomeno un'organizzazione di qualsiasi tipo. Vorremmo tanto aiutarla, anche se non ho ben capito come. Purtroppo credo che nella sua situazione ci siano moltissime persone e credo anzi ne sono certo, che c'è un'intera generazione che la pensione non la vedrà proprio, anche se lavorerà una vita intera, fra contratti precari e periodi di stallo. In bocca al lupo per tutto.

  • Nicola Fadda

    salve a tutti, ho una partita iva da poco tempo utilizzando il regime fiscale di vantaggio, e vorrei sapere se oltre al 5% di irpef e il 26% dell’inps ci sono altre tasse, ho sempre la paura di non sapere abbastanza e non amo le sorprese…

    grazie

    • Ciao Nicola, a meno che tu sia iscritto all’INAIL non hai altre imposte da pagare; rimane l’iscrizione alla camera di commercio che si paga una volta all’anno, ma non dovrebbe essere troppo esosa!