Rata Imu pagata in ritardo: calcolo sanzioni, ravvedimento e codici tributo

In caso di carente o omesso versamento dell'IMU è possibile fare il ravvedimento versando il tributo, gli interessi e la sanzione.


Cosa succede nel caso di rata IMU pagata in ritardo? A quali sanzioni si va incontro ed è possibile ravvedersi? Il 16 dicembre scadeva il termine entro il quale effettuare il pagamento della seconda rata Imu 2020. La nuova IMU è il frutto dell’accorpamento tra la vecchia IMU e la TASI e in caso di omesso versamento, ovvero per il pagamento in ritardo è possibile ravvedersi versando il tributo dovuto, gli interessi e la sanzione per omesso o carente versamento.

Ricordiamo che, nel caso in cui non si proceda neanche al ravvedimento, il comune provvederà, nell’arco di qualche mese, a mandare un avviso di accertamento esecutivo, con sanzione e interessi; se anche l’avviso non verrà pagato, il debito sarà affidato all’agente della riscossione per il recupero.(ex equitalia per intenderci).

Pertanto il metodo più economico è il ravvedimento operoso: la sanzione e gli interessi infatti possono essere versati in misura ridotta a seconda di quando viene effettuato il pagamento rispetto alla scadenza ordinaria del 16 dicembre.

In questa guida vedremo insieme come regolarizzare gli omessi o carenti versamenti della rata IMU attraverso il ravvedimento operoso, ma prima vediamo in breve cos’è e come funziona la nuova IMU 2020.

Nuova IMU 2020: cos’è e come funziona

Per l’anno 2020, la nuova IMU (Legge di bilancio 2020) andava pagata in due rate:

  • alla data del 16 giugno 2020 si doveva versare il 1° acconto;
  • entro il 16 dicembre 2020 il saldo.

Per il 2020, l’acconto è stato pari al 50% di quanto versato a titoli di IMUe TASI nel 2019.

Fino al 2019 il versamento era da effettuarsi in 2 rate uguali pari al 50% dell’importo (salvo conguaglio a saldo). Dal 2020 il calcolo è da effettuarsi in base al possesso mensile ovvero per semestre sempre considerando il conguaglio a saldo in caso di possibili variazioni di aliquote da parte del Comune.

Leggi anche: Seconda rata IMU in scadenza il 16 dicembre: FAQ MEF sull’esonero

Aliquote IMU solo nel 2021: rimane ferma la scadenza del 16 dicembre

Il D.L. 125/2019,  ha prorogato al 31 gennaio 2021 il termine entro il quale devono essere pubblicate sul sito del Dipartimento delle finanze del MEF:

  • le aliquote e
  • i regolamenti concernenti i tributi comunali.

Invece, è prorogata al 31 dicembre  la data entro la quale il comune deve inserire il prospetto delle aliquote IMU e il relativo regolamento sul Portale del federalismo fiscale.

Dopo il suddetto inserimento sul portale del Federalismo fiscale,  i regolamenti e le aliquote sono sono pubblicati sul sito www.finanze.gov.it.,  entro il 31 gennaio 2021(rispetto alla scadenza ordinaria del 28 ottobre).

Dunque:

  • restava fermo il termine per il versamento della seconda rata IMU al 16 dicembre 2020;
  • l’eventuale differenza positiva tra l’IMU calcolata (sulla base delle aliquote tardive) e l’imposta versata nel 2020, è dovuta senza applicazione di sanzioni e interessi entro il 28 febbraio 2021.

Quest’ultima data individua il termine entro il quale versare l’eventuale differenza tra l’IMU versata nel 2020 sulle base delle vecchie aliquote e quella che invece potrebbe essere dovuta in base alle aliquote pubblicate entro il 31 gennaio 2021.

Rata Imu pagata in ritardo: come fare il ravvedimento operoso

Gli omessi o carenti versamenti della 2° rata IMU 2020 possono essere regolarizzati ricorrendo al ravvedimento operoso, ax art 13 D.lgs 472/1997.

Per regolarizzare i versamenti è necessario versare sia il tributo che gli interessi e la sanzione.

Qual è la sanzione da prendere in riferimento? La sanzione è quella individuata all’art.13 del d.lgs 471/1997.

In particolare si applica la sanzione prevista per i carenti/omessi  versamenti d’imposta; è la stessa sanzione applicata per l’IRPEF o per l’IRES.

Leggi anche: Ravvedimento operoso Imu e Tasi: cos’è e come funziona

Sanzione pagamento IMU in ritardo

La sanzione applicata è quella ordinaria del 30% ridotta:

  • al 15% per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni;
  • all’1%, per ciascun giorno di ritardo, per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni.

Alle sanzioni ordinarie fin qui individuate, 30%, 15% e 1%, è possibile applicare delle riduzioni a seconda di quando viene effettuato il versamento del tributo.

Infatti, l’omesso o carente versamento della 2° rata IMU può essere ravveduto con in seguenti tipi di ravvedimento:

  • sprint, effettuato entro 14 giorni da carente/omesso versamento, in tale caso la sanzione da versare è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo ( 1/10 dell’1%);
  • breve, effettuato tra il 15° e il 30° giorno rispetto alla data ordinaria, la sanzione è pari allo’1,5% (1/10 del 15%);
  • medio, per le regolarizzazione avvenute tra il 30° e il 90 gg dalla scadenza, la sanzione è pari all’1,67% (1/9 del 15%);
  • lungo, per le regolarizzazione avvenute entro il termine per presentare la dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.

Con il ravvedimento lungo, la sanzione da versare è pari al 3,75% ossia 1/8 del 30%.

Attenzione però, per i tributi locali, si può ricorrere al ravvedimento solo se:

  1. la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o
  2. altre attività amministrative di accertamento.

Attività delle quali, l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.

Prima dell’intervento del D.L. 124/2019, il saldo Imu anno N poteva essere ravveduto entro il 16 dicembre anno successivo (N+1); alcuni Comuni ammettevano il ravvedimento fino al 31 dicembre anziché al 16.

Ravvedimento IMU oltre l’anno

Il D.L. 124/2019, all’art.10-bis ammette  il ricorso al ravvedimento oltre l’anno anche per i versamenti IMU. Prima tale ravvedimento era riservato ai soli tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate. L’IMU è un tributo locale.

Ad ogni modo, con il ravvedimento oltre l’anno,  alla sanzione del 30%, è possibile applicare le seguenti riduzioni:

  • 1/7 del minimo se la regolarizzazione avviene entro due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/6 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene oltre due anni;
  • 1/5 del minimo se la regolarizzazione avviene dopo la constatazione della violazione ma prima dell’emissione della cartella esattoriale.

Contestualmente vanno versati gli interessi e il tributo dovuto.

Non è ammesso il ricorso al ravvedimento frazionato.

Un esempio pratico

Alla data del 16 dicembre, il Sig. X ha omesso di versare la 2° rata Imu per un importo pari a 500 euro.

Ipotizzano che il versamento sarà regolarizzato in data 10 febbraio 2021, sarà necessario versare i seguenti importi:

  • IMU per euro 500;
  • sanzione di € 8,35 (500*1,67% ossia 1/9 del 15%);
  • interessi 0,04 (da non versare perchè inferiori a 1,03€)

Il versamento avviene in F24 utilizzando il  solo codice tributo previsto per l’IMU; infatti con lo stesso codice tributo si versano sia la sanzione che gli interessi, se dovuti.