Regime forfettario 2023: cos’è e come funziona? Guida completa e aggiornata

Ritoccato dalla Manovra 2023 il regime forfettario prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva agevolata. Ecco una guida completa.


La recente Legge di bilancio per l’anno 2023, approvata lo scorso 29 dicembre, ha introdotto il regime della cosiddetta “flat tax incrementale” per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni diversi da quelli che applicano il regime forfettario.

La norma in parola (Legge 197/2022) crea quindi un meccanismo di tassazione agevolata alternativo a quello forfettario, quest’ultimo presente già dal 2015 e caratterizzato da un’imposta sostitutiva di Irpef, addizionali ed Irap, che agisce su una base imponibile determinata grazie a coefficienti di redditività, diversi in ragione del tipo di attività svolta.

La stessa Manovra 2023 non manca di intervenire sul regime forfettario: elevando il tetto al limite dei ricavi – compensi; prevedendo un nuovo meccanismo di uscita dal regime, a partire dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti eccedono i 100 mila euro (in questo caso è dovuta l’Iva a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del limite).

Fatta questa premessa è utile descrivere nel dettaglio cos’è e come funziona il regime forfettario.

Cos’è il regime forfettario

Introdotto dalla Manovra di bilancio per l’anno 2015 (approvata con Legge 23 dicembre 2014 numero 190) e disciplinato dall’articolo 1, commi dal 54 all’89, il regime forfettario opera in favore dei contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, in possesso di determinati requisiti.

In buona sostanza, grazie al regime forfettario i contribuenti sono destinatari di:

  • Semplificazioni ai fini Iva e contabili;
  • Una modalità di determinazione forfettaria del reddito che, in deroga alla disciplina ordinaria, contempla l’applicazione di un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste.

Come scritto dall’Agenzia entrate nel focus dedicato (disponibile collegandosi a “agenziaentrate.gov.it – Archivio – Archivio schede adempimento – Schede adempimento 2019 – Agevolazioni – Nuovo regime forfettario agevolato”) il regime forfettario rappresenta “il regime naturale delle persone fisiche che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché siano in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge e, contestualmente, non incorrano in una delle cause di esclusione”.

L’istituto in esame, peraltro:

  • Si applica tanto ai soggetti che iniziano una nuova attività quanto a chi conduce già un’attività economico – produttiva;
  • Non prevede una scadenza legata agli anni di attività o al raggiungimento di una specifica età anagrafica;
  • La sua applicazione è subordinata al solo verificarsi delle condizioni e al possesso dei requisiti prescritti dalla legge.

Chi sono i soggetti esclusi

Il ricorso al regime forfettario è escluso per coloro che si trovano nelle seguenti situazioni:

  • Residenza all’estero, eccezion fatta per chi è residente in uno Stato membro Ue o aderente allo Spazio Economico Europeo e produce in Italia almeno il 75% del reddito complessivo prodotto;
  • Effettuazione, esclusiva o prevalente di attività di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato e di terreni edificabili ovvero cessioni intra Ue di mezzi di trasporto nuovi;
  • Partecipazione, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone (comprese le società semplici che producono redditi di lavoro o d’impresa), associazioni professionali, società di fatto commerciali, imprese familiari e aziende coniugali;
  • Controllo diretto o indiretto di s.r.l. o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dall’imprenditore;
  • Accesso ad altri regimi di determinazione forfettaria del reddito, del Patent box, del regime per i lavoratori impatriati, nonché dei regimi speciali Iva (ad esempio quelli per editoria, agenzie di viaggi e turismo, agricoltura e attività connesse, pesca o agriturismo);
  • Attività prevalente svolta in favore di un datore di lavoro con cui sono in corso rapporti lavorativi o gli stessi hanno interessato i due anni precedenti, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro;
  • Percezione, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente ed assimilati superiori a 30 mila euro, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato.

Quali sono i requisiti richiesti?

L’accesso al regime forfettario è riservato ai soggetti che:

  • Nell’anno di inizio dell’attività (per le nuove realtà);
  • Nell’anno precedente quello di adozione del regime forfettario (per le attività già esistenti);

presumono di (o hanno totalizzato):

  • Ricavi o compensi non superiori a 65 mila euro (ragguagliati ad anno), limite che la Manovra 2023 (articolo 1, comma 54, Legge 29 dicembre 2022 numero 197) ha elevato ad 85 mila euro;
  • Spese non eccedenti i 20 mila euro per lavoratori dipendenti, collaboratori coordinati e continuativi, prestazioni di lavoro accessorio, titolari di borse di studio, di assegno o sussidio, o di addestramento professionale, utili da partecipazione erogati agli associati che apportano solo lavoro, prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Come si accede al regime forfettario

In caso di nuova attività, per accedere al regime forfettario è necessario indicare, all’interno della dichiarazione di inizio attività, il codice “2” nell’apposita casella del quadro B.

Al contrario, per i contribuenti che svolgono già un’attività d’impresa, arte o professione, essendo il regime forfetario un regime naturale, l’accesso opera senza necessità di trasmettere alcuna comunicazione preventiva o successiva.

Come si calcola il reddito imponibile dei forfettari

Tra le particolarità del regime forfetario figurano le modalità di determinazione del reddito imponibile. Quest’ultimo si ottiene applicando un coefficiente di redditività all’ammontare dei ricavi percepiti.

Il coefficiente varia a seconda dell’attività svolta, identificata secondo la classificazione ATECO, ad esempio:

  • Industrie alimentari e delle bevande (ATECO 10, 11), coefficiente di redditività 40%;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio (ATECO 45 – da 46.2 a 46.9 – da 47.1 a 47.7 – 47.9), coefficiente di redditività 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (ATECO 47.81), coefficiente di redditività 40%;
  • Commercio ambulante di altri prodotti (ATECO 47.82 e 47.89), coefficiente di redditività 54%;
  • Costruzioni e attività immobiliari (ATECO 41, 42, 43 e 68), coefficiente di redditività 86%;
  • Intermediari del commercio (ATECO 46.10), coefficiente di redditività 62%;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (ATECO 55 e 56), coefficiente di redditività 40%;
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (ATECO 64, 65, 66, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 85, 86, 87, 88), coefficiente di redditività 78%;
  • Altre attività economiche (ATECO 01, 02, 03, 05, 06, 07, 08, 09, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 35, 36, 37, 38, 39, 49, 50, 51, 52, 53, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 84, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99), coefficiente di redditività 67%.

Per le realtà che esercitano contemporaneamente attività rientranti in codici ATECO differenti, è necessario applicare ai ricavi imputabili a ciascuna di esse il relativo coefficiente di redditività.

Come funziona l’imposta sostitutiva

Una volta individuato il reddito imponibile, su questo si applica, per i primi cinque anni di attività, un’aliquota sostitutiva di Irpef, addizionali regionali e comunali e di Irap pari al 5%.

Trascorsi cinque anni l’imposta passa al 15%.

Per i contribuenti già in attività, l’imposta sostitutiva da applicare corrisponde da subito al 15%.

Quali sono gli adempimenti fiscali richiesti

Il beneficiario del regime forfetario è tenuto a:

  • Effettuare le ritenute alla fonte sui soli redditi da lavoro dipendente ed assimilati;
  • Presentare (all’Agenzia entrate) e rilasciare (ai percipienti i redditi) le Certificazioni uniche (CU);
  • Presentare all’AE il modello 770;
  • Presentare la dichiarazione dei redditi;
  • Conservare i documenti emessi e ricevuti.

Al contrario, è previsto l’esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di tenere e conservare i registri previsti da disposizioni diverse da quelle tributarie.

Come si gestisce l’IVA dei forfettari

Nel regime forfettario non è previsto l’addebito dell’Iva a titolo di rivalsa né tantomeno la possibilità di detrarre l’imposta assolta sugli acquisti nazionali e intra Ue.

Pertanto si è esonerati dalla maggior parte degli adempimenti Iva, come l’esonero dall’obbligo di registrazione delle fatture e dei corrispettivi, nonché dalla presentazione della dichiarazione annuale, della comunicazione dei dati delle liquidazioni e della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere.

Fattura elettronica forfettari: ecco cosa sapere

La Fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari e minimi dal 1° luglio 2022, anche se non per tutti. Dal 1° luglio infatti la fatturazione tramite SDI è estesa anche alle partite IVA in regime forfettario. Questo nuovo obbligo fa venire meno inoltre il regime premiale riservato proprio a tali contribuenti che fino ad oggi hanno optato per la e-fattura, pur in assenza di uno specifico obbligo. Infatti, il “premio” non troverebbe più giustificazione alcuna nei confronti degli altri contribuenti dato che la fatturazione elettronica non sarebbe più un opzione, ma un obbligo.

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Come detto l’obbligo di fattura elettronica anche per i forfettari è scattato:

  • a partire dal 1° luglio 2022 per i soggetti che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a euro 25.000,
  • e a partire dal 1° gennaio 2024 per i restanti soggetti.

Le sanzioni in caso di mancato adeguamento sono iniziate dal 1 ottobre 2022. Sono esclusi dall’obbligo i forfettari con reddito entro i 25mila euro, almeno fino al 2024.

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