Riforma fiscale 2023: dall’IRPEF alla flat tax, ecco cosa potrebbe cambiare

Una riforma fiscale organica, ampia e strutturata è certamente uno degli obiettivi primari del Governo. Quali saranno le sue caratteristiche?


La riforma fiscale è uno degli obbiettivi più importanti di questo Governo, perché tramite essa le istituzioni vogliono spingere ad uno snellimento delle procedure e ad una maggiore equità. Ma vi sarà spazio anche per la revisione del sistema sanzionatorio. Questi sono solo alcuni dei punti chiave della riforma all’orizzonte, indicati dal Ministero dell’Economia, che fissa al prossimo marzo il mese in cui le novità fiscali saranno portate all’attenzione del Governo.

Vero è che l’ultima vera riforma in questo settore risale agli anni ’70 del secolo scorso e, in seguito, abbiamo avuto il mero inserimento di norme sparse e provvedimenti tampone. Il risultato è stato la creazione di una ‘giungla’ di regole, che rende oggi il sistema fiscale fin troppo complesso da comprendere per il cittadino medio.

Ecco perché è giusto varare una riforma fiscale complessiva: ciò che appare chiaro è che il testo finale dovrà essere il frutto di un confronto con le Entrate, i professionisti e i vari partiti, in modo da giungere ad un risultato condiviso, efficace e in grado di ripensare davvero il rapporto tra Fisco e contribuente in termini di maggior equilibrio.

Ma quali saranno i tratti clou della riforma fiscale 2023? Che cosa dobbiamo aspettarci in merito? Quali le novità  in arrivo, che promettono di migliorare la macchina del Fisco in Italia? Cerchiamo di fare chiarezza nel corso di questo articolo.

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Riforma fiscale 2023: le parti fondamentali

A livello ministeriale è già stato anticipato che vi sarà una legge delega che non potrà tralasciare le regole UE e che, tra i punti essenziali della riforma in arrivo, vi sarà la semplificazione del calendario degli adempimenti e del meccanismo dei versamenti oltre a una revisione del sistema delle sanzioni per il contribuente.

Lo schema della legge delega sarà composto da quattro parti fondamentali:

  • la prima atterrà ai principi generali;
  • la seconda la revisione delle imposte;
  • la terza atterrà ai procedimenti;
  • la quarta parte riguarderà i Testi unici, che dovranno essere accorpati.

Ciò è quanto è stato anticipato dal MEF e vi sarà spazio anzitutto per i principi, e ci riferiamo all’armonizzazione dei principi UE, internazionali e dello Statuto dei contribuenti. Non soltanto: vi sarà anche spazio per la disciplina dei tributi e, soprattutto, l’elemento di maggior spicco dell’intero testo di riforma fiscale sarà costituito dai procedimenti.

Questi ultimi saranno quattro, ovvero il procedimento dichiarativo per cui è in vista uno snellimento del calendario degli adempimenti e delle regole sui versamenti, il procedimento di accertamento – che riceverà modifiche con la riforma – quello della riscossione e, infine, l’iter del contenzioso tributario. Verosimilmente avremo novità interessanti per ciascuno di essi.

Irpef, sistema duale e flat tax: quali novità?

In materia di Irpef la riforma fiscale dovrebbe confermare il cd. “modello duale” già conosciuto e parzialmente messo in pratica. Di fatto la tassazione duale distingue i redditi derivanti dall’investimento in capitale ed immobili, per cui vale un’imposta proporzionale, da quelli derivanti dal lavoro – soggetti ad una progressività.

All’orizzonte, sul piano delle aliquote Irpef, vi potrebbe essere una sorta di alleggerimento e la possibilità di ridurle a tre – 23%, 27% e 43%.  Ma chiaramente su questo punto andranno rintracciate le coperture ad hoc – e senza ricorrere allo scostamento di bilancio.

Vero è che obiettivo del Governo per i prossimi 5 anni è e resta quello della flat tax al 15%, vale a dire un’aliquota fiscale unica per tutti sia per autonomi, che già ne beneficiano, che per i lavoratori subordinati – entro un limite di reddito di 85mila euro. Si parla in questo periodo di una possibile inclusione della flat tax nelle aliquote Irpef, come primo scaglione per tutti i redditi.

Equità orizzontale e Codice tributario unico

Non dimentichiamo altresì che volontà del Governo, all’interno della riforma fiscale 2023, è quella di applicare il principio dell’equità orizzontale. In buona sostanza secondo questo principio vanno tassati in eguale misura tutti i redditi, al di là della loro provenienza da lavoro subordinato da pensione. Invece, una differente parte della riforma fiscale atterrà ai cosiddetti Testi unici, per giungere poi alla redazione di un unico Codice tributario. D’altronde, come chiarito dallo stesso direttore delle Entrate, raccogliere tutti i testi unici in un solo Codice rappresenterà un dovere delle istituzioni, per permettere a chiunque finalmente di poter sapere come orientarsi in materia di tasse. Si segnala infatti che, ad oggi, le norme fuori sistema sono più delle norme sistematiche.

Introduzione del quoziente familiare

Un altro punto cruciale della riforma fiscale sarà l’introduzione del quoziente familiare, ovvero il meccanismo che fissa le aliquote d’imposta sulla scorta del numero e alla condizione (disabilità, età, grado di parentela) dei membri del nucleo familiare. Per tassare i cittadini, il quoziente familiare tiene dunque conto del carico familiare e dei figli.

Di fatto il quoziente familiare contribuirebbe alla revisione del sistema della tassazione, ed anzi detto quoziente costituirebbe un indicatore in sostituzione dell’Isee, come parametro di riferimento per bonus e incentivi. Come accennato, esso considera non soltanto il reddito complessivo di una famiglia, ma soprattutto del numero di membri o la presenza di eventuali persone con disabilità. Il quoziente familiare opera dunque come metodo di calcolo delle imposte secondo un coefficiente specifico e determinato dai fattori appena citati.

Ulteriori novità in tema di no tax area, agevolazioni, IVA e IRAP

In vista della riforma fiscale si pensa anche alla rinuncia alla no tax area e ad un’opera di effettiva armonizzazione del sistema di detrazioni, agevolazioni ed esenzioni fiscali da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Vero è inoltre che anche la riforma nazionale della riscossione non appare più rinviabile, specialmente se considerata in rapporto a quella complessiva del Fisco. Ecco perché anch’essa farà parte, con tutta probabilità, del sistema della prossima riforma tributaria.

Per quanto riguarda l’IRAP, la novità potrebbe essere la sua cancellazione mentre per l’IVA l’intenzione delle istituzioni è quella di razionalizzarne l’attuale struttura, in particolare con riferimento a quelle agevolate del 4%, del 5% e del 10%. Ma è oggigiorno è comunque difficile ipotizzare un abbassamento dell’IVA per non pochi prodotti e servizi, dato il significativo apporto al bilancio statale. Molto probabile è dunque una sua revisione.

Da parte sua, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente rafforzato ancor più i servizi digitali- per venire incontro ai tanti aggiornamenti di cui alla legge di Bilancio 2023. Pensiamo alle norme sul forfettario come anche alla nuova flat tax ed alle differenti misure per la tregua fiscale. Ma questo non basta, e perciò la riforma fiscale – che sarà presentata in CdM a marzo – non potrà che rappresentare uno dei traguardi del programma di Governo.

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