Rimborso 730 IRPEF pensionati agosto, settembre, ottobre o novembre: cosa sapere

Conguaglio 730 IRPEF pensionati: quando arriva e come si ricevono i soldi del rimborso della dichiarazione dei redditi a credito.


I lavoratori dipendenti percepiscono il rimborso Irpef (ove dovuto) nella busta paga del mese di luglio (o agosto in taluni casi) mentre i pensionati nel cedolino pensione relativo ai mesi di agosto o settembre o in alcuni casi fra ottobre e novembre, come vedremo in seguito. Le tempistiche variano soltanto in funzione della data in cui è avvenuta la consegna del modello 730.

Ricordiamo che dal conguaglio IRPEF derivante dalla dichiarazione dei redditi può risultare un risultato pari a zero, un credito o un debito Irpef per il contribuente (pensionato o dipendente che sia). Quest’ultimo pertanto, subirà una trattenuta nel cedolino oppure un incremento del suo importo. Il conguaglio deriva dalle detrazioni fiscali conseguite durante l’anno e dichiarate nel 730, come ad esempio le spese mediche, veterinarie, per familiari a carico ecc.

Ma vediamo quindi a chi spetta, quando arriva e come richiedere il rimborso IRPEF nel cedolino pensione.

Conguaglio IRPEF pensionati ad agosto, settembre, ottobre o novembre

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti il conguaglio spetta già nel mese di luglio per coloro che abbiano presentato il 730 entro giugno. Spetterà tra agosto e settembre per i modelli di luglio. Il rimborso arriverà ad ottobre per le dichiarazioni dei redditi nel mese di settembre (entro la scadenza del 30 settembre 2022, termine ultimo).

Lo stesso criterio del termine mobile si utilizza per i pensionati il cui sostituto di imposta è l’Inps. Addebiti o rimborsi arrivano il secondo mese successivo a quello di ricezione del prospetto di liquidazione. Ne consegue che i pensionati dovranno attendere più tempo rispetto ai lavoratori dipendenti.

Ecco di seguito le date che dovranno tenere a mente coloro che ricevono un trattamento previdenziale: non solo la pensione ma anche la NASpI, Cassa integrazione a pagamento diretto dall’INPS ecc.

  1. Chi ha presentato la denuncia dei redditi entro il 31 maggio ha ricevuto il rimborso con il cedolino di agosto.
  2. In caso di dichiarazione presentata tra il 1° e il 20 giugno, il rimborso arriva tra agosto e settembre.
  3. L’accredito arriva a settembre per le dichiarazioni presentate tra il 21 giugno e il 15 luglio.
  4. Si dovrà attendere invece ottobre/novembre in caso di consegna tra il 16 luglio e il 30 settembre (data di scadenza di presentazione del 730 sia precompilato che ordinario).

Come richiedere il rimborso IRPEF pensionati

Sotto il profilo delle modalità di richiesta del rimborso ci sono novità per i contribuenti lavoratori dipendenti che abbiano maturato un credito nei confronti del Fisco e non abbiano un sostituto di imposta. Le procedure sono più snelle per andare incontro a coloro che hanno più bisogno di liquidità.

I cittadini che avranno diritto ad un conguaglio positivo potranno fare richiesta di rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tale possibilità è concessa a prescindere dalla circostanza che vi sia o meno un sostituto d’imposta. L’accredito arriverà dal Fisco direttamente sul loro conto corrente, senza più attese. Qualora non si fornisca l’iban si procederà tramite vaglia bancario della Banca d’Italia.

Qualora, a seguito del ricalcolo delle imposte emergesse un debito del contribuente nei confronti del Fisco, questi sarà tenuto a sanare la sua posizione debitoria. Può succedere ad esempio a chi nel corso dell’anno deve restituire il cosiddetto Bonus Renzi per la presenza di molteplici redditi da lavoro.

730 a debito: quando si paga l’IRPEF

Ricordiamo infine che in caso di 730 a debito il dipendente o il pensionato ricevono il cedolino paga o pensione con le trattenute delle somme dovute. In caso di rateizzazione dei versamenti di saldo e degli eventuali acconti a partire da luglio ed entro novembre è trattenuta la prima rata.

Le ulteriori rate, maggiorate dell’interesse dello 0,33% mensile, saranno trattenute dai cedolini nei mesi successivi. Se la retribuzione è insufficiente per il pagamento delle imposte la parte residua, maggiorata dell’interesse nella misura dello 0,4% mensile, sarà trattenuta nei mesi successivi.

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