Il cedolino della pensione di marzo 2026 si presenta, per molti, più ricco del solito. Attenzione però: non tutti vedranno un aumento. Gli incrementi dipendono dalla situazione personale di ciascun pensionato – importo della pensione, età, redditi complessivi, eventuali maggiorazioni o prestazioni collegate.
Prima di dare per scontato un aumento, è bene controllare con attenzione il proprio cedolino. In caso di dubbi o discrepanze, è sempre possibile rivolgersi a un patronato oppure contattare direttamente l’INPS per ottenere chiarimenti sulla propria posizione individuale.
Vediamo ora nel dettaglio cosa cambia nel mese di marzo.
Quando pagano le pensioni di marzo 2026?
Le date di pagamento variano in base alla modalità di riscossione.
- Accredito su conto corrente bancario o postale: dal 2 marzo 2026, primo giorno bancabile del mese.
- Ritiro in contanti presso uffici postali: secondo calendario alfabetico.
Il calendario segue l’ordine dei cognomi:
- 2 marzo: A – C
- 3 marzo: D – K
- 4 marzo: L – P
- 5 marzo: Q – Z
È sempre opportuno verificare eventuali comunicazioni della propria sede di Poste Italiane, soprattutto nei piccoli comuni.
Come controllare il cedolino pensione
Il cedolino di marzo è consultabile online:
- Dal sito ufficiale dell’INPS, accedendo al Fascicolo previdenziale del cittadino;
- Tramite l’app INPS Mobile, nella sezione dedicata alle pensioni;
- Con credenziali SPID, CIE o CNS.
Nel dettaglio del cedolino sono visibili tutte le voci che hanno determinato eventuali aumenti o variazioni.
Perequazione automatica: +1,4% (ma con percentuali diverse)
La prima voce riguarda la perequazione automatica, ossia l’adeguamento delle pensioni all’inflazione.
Per il 2026 l’aumento è stato fissato intorno all’1,4%, ma la percentuale effettiva:
- È piena per gli assegni più bassi;
- Si riduce progressivamente per le pensioni più alte.
In molti casi si tratta di incrementi contenuti, pari a pochi euro mensili.
Trattamento minimo: sale a circa 611 euro
Per le pensioni vicine al minimo è prevista una rivalutazione straordinaria.
Il trattamento minimo arriva a circa 611 euro mensili, con un incremento complessivo che supera i 100 euro lordi su base annua rispetto all’anno precedente.
Questa misura interessa solo chi rientra nei requisiti reddituali previsti.
Taglio IRPEF: seconda aliquota dal 35% al 33%
Una delle novità più rilevanti della Legge di Bilancio 2026 è la riduzione della seconda aliquota IRPEF:
- Dal 35% al 33%
- Per redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro
Il beneficio teorico può arrivare fino a 440 euro l’anno, ma l’effettivo vantaggio dipende dal reddito complessivo e dalle detrazioni spettanti.
Nel cedolino di marzo saranno visibili anche gli arretrati IRPEF relativi a gennaio e febbraio 2026, perché la riduzione decorre dall’inizio dell’anno ma viene applicata operativamente solo ora.
Maggiorazioni sociali: +20 euro al mese con arretrati
Novità anche per le maggiorazioni sociali.
È previsto un aumento di 20 euro mensili per:
- Pensionati con almeno 70 anni;
- Invalidi civili totali maggiorenni;
- Con redditi bassi entro i limiti stabiliti.
L’incremento decorre da gennaio 2026, ma nel cedolino di marzo saranno corrisposti:
- 20 euro relativi a marzo;
- 40 euro di arretrati per gennaio e febbraio.
Chi ne ha diritto potrà quindi vedere 60 euro lordi aggiuntivi solo per questa voce.
Perché non tutti avranno un aumento
È importante ribadirlo: non tutte le pensioni aumenteranno.
L’importo finale dipende da diversi fattori:
- Livello della pensione;
- Reddito complessivo personale;
- Età anagrafica;
- Presenza o meno di maggiorazioni;
- Applicazione delle nuove aliquote fiscali.
In alcuni casi l’aumento potrebbe essere minimo; in altri potrebbe non esserci alcuna variazione.
Per questo motivo, in caso di dubbi sull’importo ricevuto, è sempre possibile rivolgersi a un patronato oppure richiedere chiarimenti direttamente all’INPS.
Cosa fare se l’importo non torna
Se l’importo della pensione di marzo non coincide con le aspettative, è importante non fermarsi al totale netto accreditato ma analizzare il dettaglio delle singole voci.
Ecco cosa fare:
- Controllare il cedolino online nel Fascicolo previdenziale del cittadino per verificare le voci di perequazione, maggiorazioni e trattenute fiscali.
- Confrontare il cedolino di marzo con quello di febbraio, per capire quali importi sono cambiati.
- Verificare le trattenute IRPEF, soprattutto se si rientra nella fascia 28.000–50.000 euro.
- In caso di dubbi, rivolgersi a un patronato o contattare direttamente l’INPS tramite i canali ufficiali (Contact Center o sportello su appuntamento).
Spesso le differenze dipendono da ricalcoli fiscali, conguagli o limiti reddituali non rispettati. Un controllo puntuale evita inutili preoccupazioni e consente di capire con precisione la propria situazione.
Un mese ricco di voci nel cedolino
Il cedolino di marzo 2026 è uno dei più articolati dell’anno: tra perequazione, rivalutazione del minimo, taglio IRPEF e arretrati, molte voci si sommano tra loro.
Il consiglio è di verificare con attenzione ogni riga del cedolino, confrontandolo con quello dei mesi precedenti. Solo così si può comprendere da dove deriva l’eventuale aumento – o perché non si è registrata alcuna variazione.
