ASpI e mini-ASpI, Inps sulle modifiche dalla Legge di stabilità 2013

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Circolare INPS 142/2013 in merito alle modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2013 alle indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI

Come tutti sappiamo, dal 1 gennaio 2013, a seguito della Riforma Fornero del Mercato del Lavoro, in relazione agli eventi di disoccupazione è istituito presso l’INPS l’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un’indennità mensile di disoccupazione.

Leggi anche: Assicurazione sociale per l’impiego, tutto su ASpI e mini ASpi

Con la circolare n. 142/2013,  l’INPS ha fornito ulteriori delucidazioni in merito alle nuove indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI e sulle modalità operative.

Leggi anche: Indennità di disoccupazione ASpi e mini-ASpI, circolare INPS.

Con la legge di stabilità per il 2013, L. nr. 228/2012, in materia di indennità di disoccupazione, sono state apportate alcune modifiche ed integrazioni alla legge di riforma del mercato del lavoro. Con circolare nr. 37 dello scorso 14 marzo, l’INPS precisa ed integra le disposizioni in materia già impartite con la circolare n. 142/2012, in particolare per quanto riguarda:

  • la durata delle indennità,
  • la sospensione della mini-ASpI;
  • l’applicabilità delle norme in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola.

Durata della prestazione indennità di disoccupazione ASpI

La legge di stabilità modifica l’art. 2,  comma 11, lett. a) e b), legge di riforma del mercato del lavoro, con riferimento al meccanismo di  computo della durata a regime dell’indennità di disoccupazione ASpI per i  nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1 gennaio 2016.

Al citato art. 2, comma 11, lett.a), infatti l’inciso ”nel medesimo periodo” è sostituito da “negli ultimi dodici mesi” e l’inciso di cui alla lett. b) del medesimo comma ”nel medesimo periodo” è sostituito da “negli ultimi diciotto mesi

Inoltre la novella legislativa precisa l’ambito temporale entro cui va verificato l’eventuale periodo di indennità già fruito, necessario per determinare il meccanismo di detrazione. Alla luce di queste modifiche, la circolare precisa che:

a)   per i lavoratori di età inferiore ai cinquantacinque anni, l’indennità viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI negli ultimi dodici mesi  precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro;

b)   per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l’indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI negli ultimi diciotto mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Durata della prestazione indennità di disoccupazione mini-ASpI

La legge di stabilità, modifica anche il meccanismo di computo della durata dell’indennità di disoccupazione mini-ASpI là dove all’art. 2, comma 21, l’inciso “detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo” è sostituito da “ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione”.

Pertanto relativamente al punto 3.2 (durata della prestazione), primo periodo, della circolare n. 142 del 2012 si precisa che l’indennità è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro e che, ai fini della durata, non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione.

Qualora invece la corresponsione di una precedente indennità mini-ASpI sia stata fruita parzialmente poiché interrotta per rioccupazione del beneficiario prima della fine del periodo di durata spettante, possono essere computati, ai fini di una eventuale nuova indennità mini-ASpi, anche i periodi di  contribuzione residui presi in considerazione per la precedente prestazione parziale, ma in relazione ai quali non vi sia stata una concreta erogazione della stessa prima indennità. Questi periodi di contribuzione residui devono naturalmente ricadere nei dodici mesi precedenti la data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

Sospensione della prestazione indennità di disoccupazione mini-ASpI

La legge di stabilità modifica l’art. 2, comma 22, della legge di riforma citata con riferimento alle disposizioni sull’indennità di disoccupazione ASpI applicabili anche all’indennità mini-ASpI. In particolare, per l’indennità mini-ASpI è stato eliminato il richiamo al comma 15 che prevede, in caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, la sospensione fino ad un massimo di sei mesi dell’indennità in godimento .

Di conseguenza, in caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato del soggetto assicurato percettore di indennità mini-ASpI,   l’indennità è sospesa fino ad un massimo di cinque giorni, secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 23, della legge di riforma.

Si confermano pertanto le disposizioni contenute nel punto 3.3 della più circolare precedente nr. 142/2013

Applicabilità delle norme in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola.

Infine la legge di stabilità inserisce all’art. 2 della legge di riforma il comma 24 bis, il quale  prevede che alle prestazioni collegate all’Assicurazione Sociale per l’Impiego si applichino, salvo diversa previsione ed in quanto compatibili, le norme già operanti in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola. Si confermano, pertanto, le disposizioni contenute nel punto 9 della circolare n. 142 del 2012.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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