Interpello: diritto alla Naspi in caso di licenziamento disciplinare

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Per il Ministero del Lavoro la NASpI spetta nei casi di licenziamento disciplinare, anche a seguito di accettazione della c.d. "conciliazione agevolata"

Il 24 aprile 2015 il Ministero del Lavoro ha pubblicato un nuovo interessante Interpello, il numero 13/2015, in risposta ad un quesito posto dalla CISL.

In particolare la CISL, Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, ha avanzato istanza di interpello al fine di conoscere il parere della Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro circa la corretta interpretazione dell’art. 3, D.Lgs. n. 22/2015 concernente il diritto alla Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI).

L’istante chiede se la nuova indennità di disoccupazione NASpI possa essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori licenziati per motivi disciplinari e se sia possibile ricomprendere, tra le ipotesi per le quali viene concessa la NASpI, anche i casi di accettazione da parte del lavoratore licenziato dell’offerta economica propostagli dal datore nella c.d. “conciliazione agevolata” ex art. 6, D.Lgs. n. 23/2015.

La NASpI spetta al lavoratore in tutti i casi di perdita involontaria del lavoro, nei casi di dimissioni per giusta causa e nel caso di risoluzione consensuale come da procedura introdotta dalla L. n. 92/2012.

Per il Ministero del Lavoro quindi:

Appare conforme al dato normativo, specie in ragione della nuova formulazione, considerare le ipotesi di licenziamento disciplinare quale fattispecie della c.d. “disoccupazione involontaria” con conseguente riconoscimento della NASpI.

Ne consegue che, non modificando il titolo della risoluzione del rapporto, tale fattispecie debba intendersi pur sempre quale ipotesi di disoccupazione involontaria conseguente ad atto unilaterale di licenziamento del datore di lavoro.

In definitiva, si ritiene possano essere ammessi alla fruizione del trattamento indennitario di cui alla NASpI sia i lavoratori licenziati per motivi disciplinari, sia quelli che abbiano accettato l’offerta economica del datore di lavoro nella ipotesi disciplinata dall’art. 6, D.Lgs. n. 23/2015.

Interpello n. 13/2015 del 24/04/2015

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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