Rapporto INPS: pensioni, oltre la metà sotto i 500 euro

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Presentato il rapporto Inps 2011: oltre la metà delle pensioni è sotto i 500 euro: le donne le più penalizzate. Su esodati Mastrapasqua chiede soluzioni per tutti

Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps, lo scorso 29 maggio, ha illustrato, nella Sala della Lupa della Camera,  il Rapporto 2011 dell’Istituto. L’inps eroga ogni mese circa 18,4 milioni di pensioni sia di natura previdenziale che assistenziale a più di 13,9 milioni di cittadini per una spesa complessiva pari nel 2011 a 195,8 miliardi di euro, in aumento del 2,4% rispetto al 2010 (+4,6 miliardi).

Il valore complessivo medio della pensione inps al 31.12.2011 – che riassume i trattamenti sia previdenziali che assistenziali erogati dall’istituto – è di 770 euro mensili, con notevoli differenza tra maschi e femmine.

Il valore medio mensile della pensione inps che vede come titolare una donna è infatti di 569 euro contro 1.047 euro di una pensione maschile. Ciò è dovuto sia ad una maggiore presenza femminile tra i titolari di trattamenti di natura assistenziale (di importo più basso), sia a valori medi di pensioni previdenziali comunque inferiori a quelli goduti da beneficiari maschi.

Oltre 7,2 milioni di pensionati Inps, pari al 52,1% del totale ha un reddito pensionistico complessivo al di sotto dei 1.000 euro mensili. 2,39 milioni di pensionati, il 17,2% del totale non raggiungono i 500 euro di reddito pensionistico mensili.

ammontano a 14,8 milioni le pensioni previdenziali erogate dall’INPS; tra esse, gli assegni di vecchiaia e anzianità (in tutto circa 9,6 milioni) rappresentano quasi il 65% del totale dei trattamenti ivs erogati, per un importo complessivo annuo di 127 miliardi  di euro.

A seguire, in ordine alla consistenza numerica, vi sono 3,8 milioni di pensioni ai superstiti per un totale di più di 27 miliardi di euro l’anno. Infine, i trattamenti di invalidità previdenziale (circa 1,4 milioni) con una spesa annua di 10,6 miliardi di euro.

Rispetto al 2010 il numero delle pensioni di vecchiaia e anzianità risulta aumentato  dell’1,6%. i trattamenti di invalidità previdenziale e le pensioni ai superstiti hanno registrato, rispettivamente, un calo del 6,8% i primi e un incremento dell’1% le seconde. Complessivamente il numero delle prestazioni ivs in pagamento nel 2011 è aumentato dello 0,6% rispetto all’anno precedente (+92.910 pensioni). Allo stesso tempo, gli importi medi differiscono notevolmente tra le varie tipologie di trattamenti.

Le pensioni di vecchiaia presentano un valore medio di 684 euro mensili, mentre quelle di anzianità di 1.500 euro. Gli importi medi delle pensioni ai superstiti, pari adoltre 3,8 milioni, sono di 550 euro.

Oltre l’88% dei trattamenti è destinato alle donne le quali, stante la natura della prestazione derivata da un dante causa di sesso maschile, percepiscono in questo caso un valore medio superiore a quello dei titolari uomini (573 euro contro 380 euro).

Anche tra le pensioni di invalidità previdenziale (circa 1,4 milioni con un importo medio di 589 euro), che si presentano più equamente distribuite tra uomini e donne, permane il divario a sfavore di queste ultime in termini di valori medi, con 486 euro mensili a fronte di 712 euro per gli uomini.

Un pò di numeri anche in merito alle prestazioni a sostegno del reddito: per la CIG, nel 2011, il totale complessivo delle ore autorizzate per la Cassa integrazione guadagni, sommatoria è stato pari a 973.164.427 ore, in diminuzione rispetto alle ore autorizzate l’anno precedente del 18,8%.; il 23,6% di tali ore è stato richiesto per prestazioni ordinarie (229,4 mln di ore), il 43,5% per prestazioni straordinarie al netto della deroga (oltre 423 mln di ore) ed il 32,9% per prestazioni straordinarie in deroga (oltre 319 mln di ore).

6,5 miliardi è a spesa per le indennità di disoccupazione nell’anno oltre a 5,1 miliardi per la contribuzione figurativa. Per l’indennità di mobilità la spesa complessiva è stata di 2,4 miliardi.

Individuati anche molti furbetti: nel 2011 l’Istituto ha revocato oltre 41.000 pensioni di invalidità. Inoltre i controlli sulle aziende hanno rivelato 149.708 irregolari (circa il 61% di quelle sottoposte a verifica) e, sono idividuati 278.268 lavoratori irregolari.

Nel corso della presentazione del rapporto, in cui era presente anche il ministro del lavoro, Fornero, Mastrapasqua ha esortato il Governo a trovare una soluzione “per tutti gli esodati e non solo per i 65mila”.

Ma la Fornero frena tutti e parla di soluzione al problema degli esodati in due tempi. Un primo tempo riguardante i famosi 65mila per i quali, il decreto è pronto e, si aspetta nei prossimi giorni. Per tutti gli altri, si arriverà ad una futura soluzione con calma.

Parole che non ha digerito la Camusso, leader della CGIL che afferma come una “soluzione a due tempi è un disprezz nei confronti delle persone”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • mara montanari

    siamo donne?ebbene si,allora visto che ….se vuoi andare in pensione con 35/39 anni di contributi oltre a darti pochi soldi ti penalizziamo ,decurtandotela del 25%-30% forse pari o anche meno di chi ha lavorato 20 anni o chi ha lavorato in nero…..ma la giustizia dove’ sig.Fornero ? eppure anche lei e’ una donna!!!!!!!!!!!!! mara