Concorso Ministero Giustizia 2023 per 791 posti: requisiti, prove, domanda. La guida rapida

Nuovo concorso del Ministero Giustizia 2023 per 791 posti per laureati. Ecco cosa sapere per cimentarsi nella selezione.


L’ondata dei concorsi pubblici, iniziata dopo la fine delle restrizioni legate alla pandemia, non si ferma. D’altronde le esigenze di turnover, potenziamento degli uffici e copertura dei ‘buchi’ di organico sono molto evidenti all’interno del mondo della PA. Ed inoltre non bisogna dimenticare gli obiettivi del PNRR, che spingono anche al rinnovamento del pubblico impiego.

Ecco perché non sorprende che sia in arrivo un nuovo concorso Ministero della Giustizia 2023, per titoli ed esami, che prevede un bando per la copertura di 791 posti. L’iniziativa è frutto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il tramite della Commissione RIPAM, e rappresenta sicuramente un’opportunità interessante se pensiamo che il personale assunto potrà firmare un contratto a tempo indeterminato. Di seguito considereremo dunque i punti chiave di questo nuovo concorso, vedendo quali sono le figure ricercate, i requisiti da avere per partecipare, le prove previste e le modalità per fare domanda.

I dettagli.

Concorso Ministero Giustizia 2023 per 791 posti: come sono suddivisi i posti disponibili

Vediamo subito quali sono i profili delle figure che andranno ad integrare l’organico degli uffici del Ministero della Giustizia, in modo da indicare quali saranno gli ambiti lavorativi di coloro i quali verranno selezionati all’esito delle prove.

Come accennato in apertura, il bando in oggetto ha la finalità di reclutare varie centinaia unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato da immettere nell’Area funzionari. Questa la distribuzione dei posti in palio tramite il nuovo concorso Ministero della Giustizia 2023:

  • 413 funzionari della professionalità di servizio sociale (Codice 02) da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità;
  • 360 funzionari della professionalità pedagogica (Codice 01) da assegnare al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità;
  • 18 conservatori (Codice 03) da assegnare all’Ufficio centrale archivi notarili.

Pertanto non vi sono dubbi sulle aree in cui saranno inseriti i vincitori. La selezione, mirata a candidati laureati, ha ad oggetto profili che saranno inseriti all’interno del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e dell’Ufficio centrale archivi notarili, per rispondere ad attuali e specifiche esigenze di queste strutture.

Non dimentichiamo poi la regola sulla riserva, perché per i volontari delle Forze Armate è prevista la percentuale del 30% dei posti, calcolata sui posti relativi a ciascun singolo codice concorso.

Quali sono i requisiti generali di accesso alla selezione

Vediamo ora quali sono i requisiti che ogni interessato deve avere per poter sostenere le prove e cercare di ottenere un posto fisso nella PA. Ebbene, i requisiti generali sono quelli che seguono:

  • cittadinanza italiana o di altro Stato membro UE o di altre categorie indicate nel bando;
  • età di almeno 18 anni;
  • idoneità fisica;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • qualità morali e di condotta;
  • inclusione nell’elettorato politico attivo;
  • per i candidati di sesso maschile, posizione regolare nei riguardi degli obblighi di leva secondo la legge italiana.

Vi sono poi tutta una serie di situazioni di incompatibilità, di cui si trova chiara traccia nel testo del bando di concorso, come ad es. il non essere stati destituiti o dispensati dall’impiego presso una PA per persistente insufficiente rendimento o non il essere stati dichiarati decaduti o licenziati da un lavoro pubblico. Il candidato deve anche non aver subìto condanne penali, passate in giudicato, per illeciti penali che implicano l’interdizione dai pubblici uffici.

Quale il titolo di studio richiesto? Alcuni chiarimenti

Ovviamente in considerazione del ruolo professionale che i selezionati andranno ad occupare, è necessaria una preparazione specifica, comprovata dal possesso di un titolo di studio idoneo all’accesso al concorso, in base al profilo scelto.

Vediamo in sintesi quali sono i titoli di studio richiesti per accedere ad una delle tre selezioni previste nel nuovo concorso pubblico Ministero della Giustizia 2023.

Titolo di studio richiesto per il profilo funzionario della professionalità pedagogica (Codice 01)

  • laurea magistrale in Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua;
  • laurea in Scienze dell’educazione e della formazione o titolo equiparato;
  • laurea magistrale in Programmazione e gestione dei servizi educativi;
  • laurea magistrale in Scienze pedagogiche;
  • laurea magistrale in Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education o titoli equiparati.

Titolo di studio richiesto per il profilo funzionario della professionalità di servizio sociale (Codice 02)

  • laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali o titoli equiparati ed anche l’abilitazione all’esercizio della professione di assistente sociale e iscrizione all’albo professionale degli assistenti sociali;
  • laurea in Servizio sociale o titolo equiparato o, in alternativa, diploma universitario in Servizio sociale o diploma di assistente sociale e insieme anche l’abilitazione allo svolgimento della professione di assistente sociale e l’iscrizione all’albo professionale degli assistenti sociali.

Qual è il titolo di studio richiesto per il profilo conservatore (Codice 03) Ufficio centrale archivi notarili

  • laurea in Giurisprudenza o diploma di laurea in Giurisprudenza, senza equipollenti.

Quali sono le prove previste dal bando

Sul piano della effettiva selezione prevista nel concorso Ministero della Giustizia 2023, le prove saranno sia in forma scritta, che orale. Quella scritta avrà le seguenti caratteristiche:

  • si svolgerà solo con strumenti informatici e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate;
  • sarà prevista la possibilità di più sessioni consecutive non contestuali;
  • comporterà la somministrazione di un test di 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, mirati a valutare le conoscenze delle materie specifiche di ogni profilo professionale, le capacità logico – deduttiva e di ragionamento critico – verbale e quelle di problem solving;
  • sarà superata al raggiungimento del punteggio minimo di 21/30.

Mentre quella orale si caratterizzerà nel modo seguente:

  • potrà essere effettuata in videoconferenza;
  • sarà svolta soltanto dai candidati che avranno ottenuto un punteggio favorevole nella prova scritta;
  • consisterà in un colloquio interdisciplinare mirato ad acclarare la preparazione e la capacità professionale dei candidati;
  • sarà superata con un punteggio minimo di 21/30.

Ovviamente ai fini della valutazione finale e della pubblicazione della graduatoria, saranno anche valutati i titoli posseduti da ogni candidato, ma detta valutazione avverrà solo a seguito della prova orale.

Come e quando fare domanda domanda

Per quanto riguarda modalità e tempi per fare domanda per il concorso Ministero Giustizia 2023, ricordiamo che c’è meno di un mese di tempo. Questo perché sarà possibile presentare domanda di ammissione alla selezione in oggetto – pagando la tassa di concorso di 10 euro – entro il prossimo 13 febbraio, attraverso queste modalità:

  • utilizzo del Portale InPA;
  • accesso / autenticazione con credenziali digitali SPID, CIE, CNS, eIDAS;
  • possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) oppure di un domicilio digitale.

In particolare coloro che intendono partecipare, dovranno compilare il format di candidatura presente nel portale inPA, dopo aver effettuato la registrazione.

Per quanto riguarda le singole materie oggetto d’esame e gli altri dettagli procedurali, le informazioni sono tutte all’interno del bando, visualizzabile in questa pagina del sito del Ministero di Giustizia.

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