Bonus 600 euro professionisti casse private: tutto da rifare col Dl Liquidità?

L'indennità di 600 euro per professionisti e autonomi iscritti alle casse previdenziali private. Domande da rifare dopo il Dl Liquidità?

Dalle ore 12.00 del 1° aprile sono iniziate le domande di bonus 600 euro anche per liberi professionisti e lavoratori autonomi iscritti a casse di previdenza private (non all’INPS quindi). Si attendeva infatti solo la pubblicazione del Decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia del 28 marzo per il via al bunus per gli esclusi dalll’indennità con pagamento dall’INPS.

Il reddito di ultima istanza prevede l’accesso all’indennità una tantum, pari a 600 euro per il mese di marzo, rivolta a determinate categorie di lavoratori individuati all’art. 27 e 28 del “Decreto Cura Italia”, fra cui i professionisti iscritti a un Albo professionale (architetti, commercialisti, ingegneri, consulenti del lavoro, geometri ecc.) e autonomi non iscritti all’INPS ma alle rispettive casse private.

Il Decreto Liquidità Dl 23/2020 ha però rimesso tutto in gioco, in quanto cambiano i requisiti per poter accedere all’indennità. Cosa accade quindi alle domande già presentate? E a coloro che hanno già ricevuto il bonus? Secondo il presidente dell’Adepp (l’Associazione delle Casse Private) le domande dovranno essere ripresentate, tenendo conto dei nuovi requisiti.

Vediamo quindi chi può accedere al reddito di ultima istanza e come fare domanda facendo riferimento alla propria cassa previdenziale. Chi invece cerca il bonus autonomie partite IVA INPS può leggere qui.

Bonus 600 euro professionisti: novità Decreto Liquidità

Il Dl 23/2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 aprile ha cambiato i requisiti per ottenere l’indennità COVID-19 per i professionisti.

Il decreto liquidità stabilisce infatti che per ottenere il bonus, oltre ai requisiti reddituali:

bisogna essere iscritti a una Cassa «in via esclusiva»

Requisito che non era previsto dal Decreto Cura Italia e né dal Decreto Interministeriale del 28 marzo. Ciò significa che chi è iscritto ad altra gestione, come ad esempio i lavoratori dipendenti iscritti anche alle casse, non possono più accedere al beneficio. Pertanto i pagamenti sono stati bloccati e si dovrà procedere all’invio di una nuova domanda. Gli unici esclusi sono gli ingegneri e gli architetti iscritti ad Inarcassa, i quali da Statuto non possono essere iscritti ad altra forma di previdenza.

Il problema più grande sarà per le Casse che hanno già emesso molti pagamenti, come ad esempio l’ENPACL (Cassa dei Consulenti del Lavoro) che ora dovranno trovare un modo per adeguarsi alla nuova regola.

Bonus 600 euro professionisti e autonomi casse private: i beneficiari

Chi sono i beneficiari della presente indennità di 600 euro? Trattasi, in altre parole, di:

  • liberi professionisti senza vincolo di subordinazione, il cui esercizio è condizionato all’iscrizione in appositi albi o elenchi (geometri, commercialisti, ingegneri, architetti ecc.);
  • lavoratori autonomi non iscritti all’INPS.

Requisiti Bonus 600 euro

Nello specifico l’indennità è riconosciuta ai seguenti soggetti:

  • ai lavoratori che abbiamo percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo, non superiore a 35.000 euro. Il limite è al lordo dei canoni di locazione assoggettati a tassazione con cedolare secca. L’attività inoltre deve essere stata limitata dai provvedimenti restrittivi per coronavirus COVID-19;
  • ai lavoratori con reddito complessivo (anno 2018), compreso tra 35.000 euro e 50.000 euro. Anche il questo caso il reddito è al lordo assunto al lordo di eventuali canoni di locazione assoggettati a cedolare secca. In questo caso gli stessi dovranno aver cessato o ridotto l’attività fra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020, oppure ridotto il fatturato nel primo trimestre del 2020 almeno del 33% rispetto allo stesso periodo del 2019,
  • in ultimo bisogna essere iscritti alla Cassa «in via esclusiva» (nuovo requisito Dl Liquidità).

Per “cessazione dell’attività” s’intende quindi la chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020. Mentre per “riduzione o sospensione dell’attività lavorativa” s’intende una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019.

A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività.

Reddito di ultima istanza professionisti e autonomi (non INPS): come fare domanda

Le domande per l’ottenimento dell’indennità devono essere presentate, a decorrere dal 1° aprile 2020 alle ore 12.00, agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti i professionisti.

L’indennità deve essere richiesta ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.

L’istanza deve essere corredata dalla dichiarazione del lavoratore interessato, rilasciata ai sensi del Dpr. n. 445/2000, quindi sotto la propria responsabilità:

  • di essere lavoratore autonomo/libero professionista, non titolare di pensione;
  • non essere già percettore delle indennità previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 96 del Dl n. 18/2020, né del Reddito di Cittadinanza;
  • non aver presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • di aver percepito nell’anno di imposta 2018 un reddito non superiore agli importi massimi su illustrati;
  • di aver chiuso la partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020 ovvero di aver subito una riduzione di almeno il 33% del reddito relativo al primo trimestre 2020 rispetto al reddito del primo trimestre 2019, ovvero per i titolari di redditi inferiori a 35.000 euro, di aver subito una contrazione dell’attività a causa dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • in ultimo bisogna essere iscritti alla Cassa «in via esclusiva» (nuovo requisito Dl Liquidità).

All’istanza deve essere allegata:

  • copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità;
  • copia fotostatica del codice fiscale;
  • le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.

Le domande devono essere presentare entro il 30 aprile 2020, pena l’inammissibilità al beneficio economico.

Decreto Interministeriale del 28 marzo 2020

Alleghiamo infine il testo completo del Decreto Interministeriale Min. Lavoro e MEF che istituisce e regolamenta il Bonus lavoratori autonomi e professionisti delle Casse private.

download   Decreto Interministeriale 28 marzo 2020
       » 2,0 MiB - 1.770 download
Condividi

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679