Decreto Lavoro 2021 approvato: licenziamenti, cashback, cartelle fiscali, Alitalia e altro

Il decreto Lavoro 2021 è un nuovo provvedimento trasversale approvato dal Governo Draghi. Ecco i suoi punti cruciali in sintesi e il testo PDF


Decreto Lavoro 2021 approvato: un nuovo, articolato e cruciale provvedimento ha ricevuto il via libera in data 30 giugno da parte del Consiglio dei Ministri. Ci riferiamo al decreto Lavoro, il quale contiene interessanti novità su più fronti.

Anticipiamo subito che l’approvazione del decreto Lavoro era attesa soprattutto dai sindacati. In esso, infatti, trova spazio la proroga dello stop ai licenziamenti per il settore tessile “allargato” . Appare soddisfatto il ministro del Lavoro Andrea Orlando:All’interno di questo decreto ci sono strumenti che possono aiutare i lavoratori; ma avrebbero un senso diverso senza l’accordo con le parti sociali, che considero un grandissimo risultato”. Insomma, dopo settimane di trattative e confronti, il decreto Lavoro pare una sorta di traguardo intermedio. Ciò in attesa delle riforme che dovranno essere introdotte in Italia nei prossimi mesi, sul piano delle nuove opportunità occupazionali e degli ammortizzatori sociali.

Nel decreto Lavoro però ci sono anche disposizioni sul cashback, su Alitalia e sulla cartelle esattoriali. Facciamo allora il punto della situazione, offrendo una sintetica panoramica dei punti chiave del provvedimento recentemente approvato dall’Esecutivo Draghi.

Il Dl Lavoro e Imprese è stato poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 30 giugno 2021 recante misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese.

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Decreto Lavoro 2021 approvato: blocco dei licenziamenti

Vero è che proprio lo scorso sabato le tre sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, guidate da Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, erano scese scese in piazza per domandare uno stop generalizzato dei licenziamenti fino al 31 ottobre prossimo.

Quanto incluso nel decreto Lavoro appare dunque come una sorta di ‘bilanciamento’ di esigenze contrapposte; ossia da una parte quelle di lavoratori e sindacati, dall’altra quelle di aziende e imprenditori (Confindustria). Per quanto attiene ai licenziamenti, il decreto Lavoro prevede  dal primo luglio lo sblocco dei licenziamenti per i settori dell’industria manifatturiera ed edilizia; ma non per per il settore tessile e i settori ad esso correlati. Ci riferiamo alle aziende operanti nel settore moda e calzature, che pure hanno patito notevoli danni dall’accoppiata pandemia-lockdown.

Per questi tre settori appena citati, infatti il provvedimento appena approvato dal Consiglio dei Ministri dispone un’ulteriore proroga fino al 31 ottobre del divieto di licenziare per giustificato motivo oggettivo e di licenziamento collettivo. Prevista altresì l’erogazione di altre settimane di cassa Covid, gratuita. Nel provvedimento si registra anche l’ok a 13 settimane supplementari, fino al 31 dicembre 2021, di cassa straordinaria per tutte le aziende che non hanno più a disposizione mezzi di integrazione salariale, senza contributi gravanti sul datore di lavoro. E’ da sottolineare che le aziende si obbligano a sfruttare dette misure, a seguito anche dell’accordo politico trovato ieri tra Governo e parti sociali, dopo un periodo di confronti e accesi contrasti.

Alcuni rilevanti casi in cui è il licenziamento è consentito a prescindere dalla fase emergenziale

Tuttavia, è da precisare che dal complesso delle norme emergenziali che si sono susseguite negli ultimi quindici mesi – comprese quelle di cui al decreto Lavoro – sono in ogni caso escluse alcune fattispecie di recesso unilaterale dal rapporto di lavoro.

Pertanto, il datore di lavoro può tuttora interrompere il rapporto di lavoro con il dipendente in ipotesi come il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo; il licenziamento entro il termine del periodo di prova; il recesso unilaterale del datore di lavoro per aver oltrepassato il cd. periodo di comporto; il licenziamento per sopraggiunti limiti di età anagrafica, ai fini dell’ottenimento della pensione di vecchiaia.

Riassumendo – oltre alle fattispecie appena segnalate – c’è dunque anche l’ok allo sblocco selettivo dei licenziamenti, che riguarderà dal primo luglio l’industria manifatturiera e l’edilizia. Mentre ribadiamo che nei settori tessile; calzaturiero e moda – tra i più duramente colpiti dalla crisi prodotta dalla pandemia – i datori di lavoro non potranno licenziare nei prossimi mesi, e non lo potranno fare almeno fino al 31 ottobre 2021.

Cashback, Tari e cartelle esattoriali: cosa cambia con il decreto Lavoro?

Nel decreto Lavoro non vi sono però soltanto misure e scelte direttamente rivolte ad aziende e dipendenti, ma anche altre importanti novità.

Abbiamo dunque la sospensione temporanea – così come precisato dallo stesso Premier – al programma cashback e supercashback, che in verità aveva prodotto più di qualche critica e polemica in questi ultimi mesi. Più nel dettaglio, si tratta di uno stop per sei mesi, fino al 31 dicembre, a quegli strumenti ideati dal precedente Governo Conte, per incentivare i pagamenti elettronici e contrastare l’evasione fiscale. Come più volte ricordato, le risorse non utilizzate in questa direzione, saranno dunque spese per finanziare interventi di riforma in materia di ammortizzatori sociali. Ciò appare ben chiaro nella nota fornita dal Governo con riferimento al decreto Lavoro.

Ma il dl contiene anche regole cruciali in ambito fiscale. Infatti, scatta il differimento del tariffario Tari da parte dei Comuni dal 30 giugno al 31 luglio 2021. E, per quanto attiene alle cartelle esattoriali, abbiamo l’ulteriore stop, ossia la proroga della sospensione dell’invio dal 30 giugno al 31 agosto.

Il decreto ponte varato nelle ultime ore a Palazzo Chigi prevede inoltre un fondo per limitare l’aumento delle tariffe dell’energia elettrica da parte di Arera, in ragione dell’aumento del costo delle materie prime. A questo proposito, il Governo intende stanziare una cifra pari a circa un miliardo di euro, con un fondo ad hoc.

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Pos e Alitalia: quali novità nel decreto Lavoro?

Il nuovo dl del Governo si conferma un provvedimento trasversale anche per altre due differenti ragioni. Infatti, il decreto Lavoro prevede altresì misure per favorire “l’utilizzo della moneta elettronica in funzione di contrasto dell’evasione fiscale“, con l’incentivazione dell’uso deiPos collegati a registratori di cassa. In tale direzione sono previsti crediti d’imposta per l’acquisto, il noleggio e l’uso di tali dispositivi e, per chi se ne avvale, per l’azzeramento delle commissioni da pagare per le transazioni”. Quindi nonostante lo stop (temporaneo) al programma del cashback di Stato, il Governo intende spingere verso l’uso di mezzi di pagamento elettronici e dunque tracciabili, al posto di monete e banconote.

Concludendo, con riferimento all’annosa questione Alitalia, il recente decreto prevede l’introduzione di un fondo da 100 milioni di euro per il rimborso dei biglietti Alitalia, a favore di chi ha acquistato biglietti e voucher; ma, per le restrizioni legate all’emergenza Covid, non ha potuto sfruttarli. Ancora, per assicurare  la continuità operativa di Alitalia, nel decreto Lavoro è altresì prevista la proroga fino al 16 dicembre del termine di restituzione del prestito ponte. Tuttavia l’Unione Europea dovrà valutare la congruità della soluzione prospettata per la compagnia di trasporto aereo.

Testo Decreto Lavoro 2021 – Decreto legge n. 99 del 30 giugno 2021

Ecco il testo del Decreto Lavoro 2021 Decreto legge 99/2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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