Riduzione contributi Inps forfettari: comunicazione entro il 28 febbraio

In scadenza il 28 febbraio la comunicazione di adesione o rinuncia alla riduzione contributiva INPS per Artigiani e Commercianti forfettari.

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Entro il 28 febbraio i contribuenti forfettari che in precedenza hanno aderito alla riduzione contributiva INPS o contribuzione agevolata possono manifestare la loro volontà di rientrare nella contribuzione ordinaria presentando apposita istanza. La stessa data è da rispettare per chi invece intende aderirvi.

Ecco in chiaro le modalità di presentazione dell’istanza nonché le tempistiche da rispettare alla luce delle indicazioni fornite dall’Inps.

Artigiani e Commercianti forfettari: richiesta di riduzione contributiva

Per i contribuenti in regime forfettario esercenti attività d’impresa, il legislatore riconosce la possibilità di accedere ad un regime contributivo agevolato. L’agevolazione consiste nella riduzione del 35% della contribuzione dovuta sia sul reddito entro il minimale, sia quella sul reddito eventualmente eccedente. L’adesione deve essere espressa tramite apposita istanza da effettuare telematicamente tramite il sito dell’Istituto.

Per il 2020, la presentazione dell’istanza deve avvenire entro il 28 febbraio, con effetti a decorrere dall’inizio dell’anno. Una volta presentata l’istanza, fermo restando il possesso dei requisiti per rimanere nel regime forfettario non è necessario anno per anno procedere ad una nuova richiesta.

Leggi anche: Regime forfettario 2020: chiarimenti dell’Agenzia Entrate sui nuovi requisiti

Laddove non sia rispettato il termine citato:

  1. l’accesso al regime non decorrerà dall’anno in corso
  2. e sarà necessario presentare una nuova istanza entro il 28 febbraio dell’anno successivo.

Coloro che intraprendono una nuova attività d’impresa, come da circolare Inps 35/2016, devono presentare apposita richiesta con la massima tempestività dopo la data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale. L’istanza può essere presentata per via telematica accedendo al cassetto previdenziale artigiani e commercianti, selezionando l’apposito link.

Non sono tenuti a presentare nuovamente la domanda coloro che lo hanno già fatto negli anni precedenti, fermo restando il possesso dei requisiti di accesso.

Riduzione contributi Inps forfettari: effettivo accreditamento contributivo

Individuata l’agevolazione e precisato che la stessa opera sia sulla contribuzione dovuta sul minimale reddituale che sulla parte eccedente, nel caso in cui i contributi complessivi versati siano inferiori all’importo della contribuzione dovuta sul minimale di reddito, verrà accreditato un numero di mesi proporzionale a quanto versato.

In termini pratici, per far sì che il contribuente si veda riconosciuti 12 mesi di contribuzione, dovrà essere versata una somma pari all’importo del contributo dovuto sul minimale. Ove venga effettuato un versamento corrispondente al contributo calcolato sul minimale ordinario, ma inferiore rispetto al dovuto, l’Inps procederà al recupero della differenza, nel rispetto del limite del 65% (100% – agevolazione 35%).

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Nell’ipotesi di impresa già esistente, i contributi sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare, mentre nell’ipotesi di nuova impresa, la decorrenza coinciderà di conseguenza con il mese di inizio di imposizione contributiva.

Risulta in ogni caso dovuto il contributo di maternità, pari ad € 7,44 annui, da corrispondere alle scadenze previste per la contribuzione in misura fissa. Contribuzione annuale in misura fissa dovuta in 4 rate in base alle scadenze ordinarie quali: 16 maggio, 20 agosto,16 novembre e 16 febbraio (dell’anno successivo).

I contributi dovuti sulla parte di reddito eccedente il minimale sono invece versati alla scadenza previste per le imposte sui redditi, quindi:

  • in prima battuta saldo e primo acconto al 30 giugno,
  • secondo acconto al 30 novembre.

Riduzione dei contributi Inps: rinuncia all’agevolazione entro il 28 febbraio

Precise indicazioni operative sono previste anche per la rinuncia al regime contributivo agevolato.

L’uscita dal regime agevolato, si può verificare in tre ipotesi:

  • venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio;
  • scelta volontaria del contribuente di abbandonare il regime agevolato;
  • comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate con evidenza che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato. Oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire.

Con il messaggio, n° 15/2019, l’INPS individua il termine entro il quale comunicare la rinuncia al regime contributivo agevolato (per obbligo o per scelta); ossia il 28 febbraio dell’anno per il quale si richiede il ripristino del regime ordinario, con effetto dal 1° gennaio.

Pertanto, per l’anno 2020, la volontà di rinuncia deve essere comunicata entro il 28 febbraio con effetti dal 1° gennaio 2020. Le modalità di comunicazione sono quelle telematiche già descritte sopra per l’adesione al regime contributivo agevolato.

Le comunicazioni di revoca che saranno inoltrate all’INPS oltre le data citata, determineranno il ripristino del regime contributivo ordinario, con decorrenza 1° gennaio dell’anno successivo. Così ad esempio, la revoca comunicata in data 10 marzo 2020 avrà effetto a partire dal 1° gennaio 2021.

Laddove l’uscita dal regime agevolato avvenga in seguito a comunicazione dell’Agenzia delle entrate con la quale l’Inps viene portata a conoscenza della mancanza dei requisiti per accedere al forfettario o che non ha mai aderito al regime di favore, il regime ordinario avrà operatività retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata attribuita al forfait.

Si ponga attenzione al fatto che laddove il contribuente manifesti la volontà di rientrare nel regime contributivo ordinario rinunciando dunque al regime agevolato, pur avendone i requisiti, non potrà più ritornarvi.


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