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Lavoro e Diritti » Leggi, normativa e prassi » Legge sul Caporalato: cos’è il reato di sfruttamento del lavoro

Legge sul Caporalato: cos’è il reato di sfruttamento del lavoro

Antonio MarosciaAntonio Maroscia8 Agosto 2018
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Il reato di caporalato è regolamentato dalla Legge 199/2016 entrata in vigore il 4 novembre 2016 di contrasto allo sfruttamento del lavoro.

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Caporalato: cos'è e cosa prevede la legge per il reato di sfruttamento del lavoro
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La Legge sul caporalato è entrata in vigore il 4 novembre 2016; si tratta della Legge 199 del 29 ottobre 2016 recante: disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo.

La norma di contrasto al caporalato è stata approvata in via definitiva dal Parlamento il 18 ottobre 2016 e rappresenta sicuramente un traguardo storico per la mercato del lavoro e per i diritti dei lavoratori. Con l’entrata in vigore delle norme ivi contenute si inaspriscono le pene per chi commette questo genere di reati; infatti la nuova disciplina prevede una pena per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, che andrà da 1 a 6 anni di reclusione. Pene aumentabili fino ad 8 anni se c’è violenza o minaccia e una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Nota importante è che il reato sarà uguale sia per chi fa da intermediatore, cosiddetto caporale, e sia per chi sfrutta questo tipo di “servizio”.

Reato di caporalato: cosa prevede la legge

La legge stabilisce che commette il reato di caporalato chiunque:

  • recluti manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
  • utilizzi, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di cui al precedente punto, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Caporalato: come si configura lo sfruttamento

Lo sfruttamento è configurabile in presenza di una o più delle seguenti condizioni:

  • reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
  • la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
  • sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro;
  • sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.

Sono aggravanti specifiche e comportano l’aumento della pena da un terzo alla metà:

  • il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
  • il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa;
  • l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo. Avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

Contrasto al caporalato in agricoltura

La legge sul caporalato prevede inoltre importanti disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo.

  LEGGE 29 ottobre 2016, n. 199 (161,7 KiB, 2.567 hits)

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Dott. Antonio Maroscia - Consulente del Lavoro ✔
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Consulente del Lavoro iscritto al n. 238 dell'albo provinciale di Campobasso [Link all'albo di categoria], fondatore e direttore di Lavoro e Diritti. Laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università degli Studi di Teramo. Iscritto nell'elenco speciale dell'Albo dei Giornalisti del Molise. Da quasi venti anni mi occupo di gestione del personale soprattutto per aziende medio piccole e per i più disparati settori. Negli anni mi sono specializzato anche in Previdenza e Welfare, aiutando e informando migliaia di lavoratori attraverso il sito e i canali social collegati.


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