Assegno di integrazione salariale studi professionali al via, ecco come funziona

Al via l'assegno di integrazione salariale per i dipendenti degli studi professionali che hanno sospeso o ridotto l'attività lavorativa


Assegno di integrazione salariale per gli studi professionali al via a decorrere dal 1° gennaio 2022; la misura riguarda gli studi professionali che aderiscono al cd. “Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali”. Tale fondo, si ricorda, è stato istituito con il 3 ottobre 2017 tra Confprofessioni e le Organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs. Successivamente è stato recepito con il Decreto Interministeriale 27 dicembre 2019, n. 104125, del MLPS e MEF. Ora, con la Legge di Bilancio 2022 (L. n. 234/2021, all’art. 1, co. 208 è stato introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2022, l’assegno di integrazione salariale” in luogo dell’assegno ordinario precedente

Si specifica, sin da ora, che i datori di lavoro del settore delle attività professionali non saranno più assoggettati all’obbligo contributivo verso il FIS. Nei loro confronti sussisterà, difatti, l’obbligo di versamento della contribuzione ordinaria al Fondo di nuova istituzione

Ne dà notizia l’INPS con la Circolare n. 29 del 21 febbraio 2022.

Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali: finalità e ambito di applicazione

Il Fondo ha lo scopo di garantire una tutela a sostegno del reddito dei dipendenti del settore delle attività professionali, a seguito di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Le causali ammesse possono essere sia ordinarie che straordinarie ed è prevista l’erogazione dell’assegno di integrazione salariale.

Gli interventi del Fondo sono rivolti a favore del personale dipendente dei datori di lavoro del settore delle attività professionali che occupano mediamente più di tre dipendenti. Attenzione però: il superamento della soglia dimensionale è verificato mensilmente con riferimento alla media del semestre precedente.

Assegno di integrazione salariale Studi Professionali, condizioni e cause di intervento

Il Fondo, come anticipato, garantisce un assegno di integrazione salariale, in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dovuta a:

  • situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti;
  • situazioni temporanee di mercato;
  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi aziendale;
  • contratti di solidarietà.

Le domande di accesso all’assegno di integrazione salariale sono esaminate dal Comitato amministratore del Fondo. Tale Comitato, in particolare, delibera gli interventi seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, secondo i criteri di precedenza e turnazione.

Assegno di integrazione salariale dipendenti studi professionali, quanto dura

La misura dell’assegno di integrazione salariale è pari all’importo della prestazione dell’integrazione salariale, con il relativo massimale. L’assegno di integrazione salariale, dunque, è dovuto nella misura dell’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale.

Il massimale, per l’anno 2022, è pari a 1.222,51 euro. Tale importo, si rammenta, si rivaluta annualmente con le modalità e i criteri in atto per la cassa integrazione guadagni ordinaria.

Per ciascuna unità produttiva la prestazione è corrisposta per una durata massima di 12 mesi in un biennio mobile.

Tuttavia, per i datori di lavoro che impiegano mediamente più di 15 dipendenti e limitatamente alle causali di riorganizzazione aziendale, crisi aziendale e contratti di solidarietà è previsto un ulteriore intervento per un periodo massimo di 26 settimane in un biennio mobile.

FdS Studi professionali. la contribuzione correlata

Per i periodi di erogazione dell’assegno in commento, il Fondo versa alla gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata alla prestazione. Tale contribuzione è utile per il conseguimento del diritto a pensione, e per la determinazione della sua misura.

Pertanto, il valore retributivo da considerare per il calcolo di tale contribuzione è pari all’importo della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di prestazione lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento (c.d. retribuzione persa).

In particolare, per il 2021 e il 2022, l’aliquota contributiva da assumere a riferimento per il calcolo e il versamento della contribuzione correlata per i lavoratori iscritti al FPLD è pari al 33%.

Studi professionali, presentazione della domanda di Assegno di integrazione salariale

La domanda di accesso all’assegno di integrazione salariale deve essere presentata:

  • non prima di 30 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa;
  • non oltre il termine di 15 giorni dall’inizio della stessa.

Da notare che a tutte le istanze presentate dai datori di lavoro, a partire dal 28 settembre 2021 è associato un codice identificativo. Tale ticket si dovrà acquisire obbligatoriamente al momento della compilazione della domanda online e la procedura lo assegnerà automaticamente.

I datori di lavoro o i loro consulenti/intermediari dovranno indicare il <CodiceEvento> in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, che è gestito con il sistema del ticket.

Quindi, nell’elemento <Settimana> di <DatiRetributivi> di <DenunciaIndividuale>, nel campo <CodiceEvento> andrà utilizzato il codice che identifica l’evento di riduzione/sospensione tutelato dal Fondo. Infine gli stessi andranno valorizzati nell’elemento <EventoGiorn> dell’elemento <Giorno> in corrispondenza di <CodiceEventoGiorn>. L’elemento <NumOreEvento>, invece, dovrà contenere il numero ore dell’evento espresso in centesimi.

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