Vaccinazioni Covid-19 in azienda, le indicazioni del Garante per la Privacy

Le indicazioni del Garante delle Privacy sulla protezione dei dati personali durante le operazioni di vaccinazione Covid-19 in azienda.


Lo scorso 13 maggio il Garante per la privacy italiano ha rilasciato un documento di indirizzo sulla vaccinazione in azienda, ovvero per il vaccino covid-19 ai lavoratori somministrato direttamente nei luoghi di lavoro.

Il documento è quindi un vademecum con le buone pratiche, ovvero le indicazioni generali sul trattamento dei dati personali, da seguire durante la campagna vaccinale in attesa di un definitivo assetto regolatorio, che al momento la legge non prevede. Inoltre il Garante ha rilasciato un altro documento recante: “Il ruolo del medico competente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, anche con riferimento al contesto emergenziale.”

Ecco i dettagli.

Vaccinazione covid-19 in azienda: premessa

La realizzazione dei piani vaccinali anti covid-19 sono finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione direttamente nei luoghi di lavoro ed è stata prevista dal “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”; tale protocollo è stato formato lo scorso 6 aprile 2021 dal Governo e dalle parti sociali

Il protocollo è parte integrante con le allegate “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID19 nei luoghi di lavoro”, ed ha lo scopo di perseguire la duplice esigenza di concorrere alla rapida attuazione della campagna vaccinale e accrescere i livelli di sicurezza nelle realtà lavorative pubbliche e private.

Si pensi alle grandi aziende che occupano da poche decine a diverse migliaia di lavoratori; queste, con l’attivazione di un posto di vaccino anti-covid in azienda, contribuirebbero in modo notevole alla campagna vaccinale.

L’iniziativa che forma oggetto del Protocollo infatti costituisce un’attività di sanità pubblica che si colloca nell’ambito del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19.

La vaccinazione nei luoghi di lavoro, peraltro, “rappresenta un’opportunità aggiuntiva rispetto alle modalità ordinarie dell’offerta vaccinale che sono e saranno sempre garantite, nel rispetto delle tempistiche dettate dal piano nazionale di vaccinazione, qualora il lavoratore non intenda aderire” a tale modalità di vaccinazione presso i luoghi di lavoro.

Punti vaccino in azienda: necessario rispetto della privacy

Il Garante sottolinea il fatto che, attuare dei punti vaccinali nei luoghi di lavoro comporta certamente il trattamento di dati personali relativi alla salute dei lavoratori.

Quindi se da un lato può rappresentare un’opportunità per supportare la campagna vaccinale, dall’altra dovrà essere attuata nel rispetto:

  1. della disciplina in materia di protezione dei dati (Regolamento (UE) 679/2016 e Codice in materia di protezione dei dati personali),
  2. delle norme emanate nel contesto dell’emergenza epidemiologica in corso,
  3. nonché delle disposizioni nazionali a tutela della dignità e della libertà dell’interessato sui luoghi di lavoro (art. 88 Regolamento e 113 Codice).

Vaccinazione nei luoghi di lavoro: le indicazioni del Garante

Tutto ciò premesso il Garante precisa che anche per la vaccinazione sul luogo di lavoro dovrà essere assicurato il rispetto del riparto di competenze tra medico competente e datore di lavoro; misura in evidenza nel documento sul ruolo del medico competente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro.

Il Garante precisa inoltre che le principali attività di trattamento dati sono:

  • raccolta delle adesioni,
  • somministrazione,
  • registrazione nei sistemi regionali dell’avvenuta vaccinazione ecc.

e queste operazioni devono essere effettuate dal medico competente o da altro personale sanitario appositamente individuato.

A tutela del lavoratore infatti, non è consentito al datore di lavoro raccogliere direttamente:

  1. dai dipendenti,
  2. dal medico compente,
  3. o da altri professionisti sanitari
  4. o strutture sanitarie,

informazioni sull’intenzione del lavoratore di vaccinarsi e di altri dati sulle sue condizioni di salute.

Il consenso del lavoratore non può costituire in questi casi un valido presupposto per trattare i dati sulla vaccinazione; così come non è consentito far derivare alcuna conseguenza, né positiva né negativa, dall’adesione o meno alla campagna vaccinale.

Documenti Garante Privacy

Alleghiamo infine le indicazioni del Garante privacy sulle vaccinazioni sul luogo di lavoro e il documento sul ruolo del medico competente.

download   Documento di indirizzo - Vaccinazione nei luoghi di lavoro indicazioni generali per il trattamento dei dati personali
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download   Il ruolo del medico competente in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, anche con riferimento al contesto emergenziale
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