Al via la sperimentazione della Social Card targata Fornero

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Parte in 12 città italiane la sperimentazione della nuova social card prevista dal piano crescita del Governo Monti.

Torna di nuovo in scena la Social Card. Introdotta a suo tempo dal Governo Berlusconi, non ha mai riscosso tanto successo. Ora ci riprova il Governo Monti, con un nuovo modello che andrà ad affiancarsi a quello già esistente e non abrogato.

Si legge nel comunicato stampa del Ministero del lavoro dello scorso 15 gennaio:”Con l’adozione del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, si avvia la sperimentazione della nuova social card.

La sperimentazione coinvolgerà le 12 città più grandi del paese – Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona –  durerà un anno e impegnerà un ammontare complessivo di risorse pari a 50 milioni di euro.

Il beneficio sarà modulato sulla base della numerosità del nucleo familiare e sarà notevolmente superiore a quello previsto dalla social card ordinaria – che continuerà ad operare accanto al programma sperimentale –  per arrivare fino a circa 400 euro mensili per le famiglie con 5 o più componenti”.

Mentre la ‘vecchia’ carta acquisti è destinata solo agli italiani, la nuova social card andrà a beneficio anche dei cittadini comunitari (purché dell’area Schengen). L’importo accreditato sulla singola carta non sarà uguale per tutti i beneficiari, come per la vecchia carta acquisti. Sarà invece differenziato in funzione del nucleo familiare e del costo della vita nei Comuni coinvolti.

Il target di riferimento, deciso in accordo con le città interessate,  è la lotta alla povertà minorile a partire dalle famiglie più marginali rispetto al mercato del lavoro. La nuova social card diventa uno strumento a disposizione dei Comuni – che effettueranno la selezione dei beneficiari – da integrare con gli interventi e i servizi sociali ordinariamente erogati, ma anche da coordinare in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e la scuola.

I Comuni, infatti, si impegnano ad associare al trasferimento monetario connesso alla social card, un progetto personalizzato di intervento dal carattere multidimensionale, che riguarderà tutti i componenti della famiglia, con particolare attenzione anche ai minori presenti.
La concessione della Carta al beneficiario sarà condizionata alla sottoscrizione del progetto personalizzato.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • anna

    sarà un flop!!!