Legge 104, novità 2017 su caregiver e permessi

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Sono in dirittura di arrivo le novità sulla legge 104 e sul cosiddetto caregiver per i dipendenti pubblici e privati, ecco cosa prevede il Ddl Bignami.

Dopo un lungo dibattito sono in dirittura di arrivo le novità sulla legge 104 e sul cosiddetto caregiver per i dipendenti pubblici e privati. Il Ddl Bignami infatti dovrebbe essere approvato entro il 2017 e si avranno diverse modifiche alla normativa vigente, al fine di poter avere un Testo Unico sull’assistenza familiare.

Ma andiamo a vedere quali sono le novità previste in materia di ex Legge 104.

Legge 104: Cosa cambia con le nuove regole

La legge 104 è la legge di riferimento che viene applicata per i disabili o per i familiari che devono occuparsi di un disabile. Con il possesso dei requisiti previsti dalla legge, è possibile avere agevolazioni fiscali e permessi per il lavoro.

Con le nuove regole in discussione, dovrebbero arrivare diverse novità fra cui nuovi benefici economici, detrazioni e agevolazioni contributive, oltre al riconoscimento ufficiale del caregiver familiare. 

Chi è il caregiver

Il caregiver (letteralmente “colui che si prende cura”) sarà non più solo la persona che presta assistenza ad un disabile, ma anche per chi presta assistenza a un familiare over 80.

Il ddl Bignami prevede infatti il riconoscimento della figura di caregiver a chi si prende cura volontariamente e gratuitamente di un familiare o di un affine entro il 2° grado o di un minore affidato, a condizione che questi:

  • sia convivente;
  • sia riconosciuto invalido civile al 100%;
  • abbia bisogno di assistenza globale e continua per almeno 54 ore settimanali.

Contributi figurativi e altre novità per il caregiver

Una delle prime novità del provvedimento sulla legge 104, riguarda l’APE sociale. Il caregiver potrà richiedere il versamento dei contributi previdenziali figurativi, che saranno versati direttamente dallo Stato, così da rientrare nei benefici della pensione anticipata. Questi contributi saranno versati per l’intera durata del periodo di assistenza al familiare.

Il caregiver potrà richiedere allo Stato il versamento di una copertura assicurativa con rimborso spese. Tale rimborso potrà essere ricevuto nel caso in cui, il caregiver si trova in un periodo di malattia oppure infortunio, dove non è in grado di dedicarsi al disabile.

Oltre i benefici esposti, il tutore oppure familiare che si prende cura del disabile, con la nuova legge 104, esso avrà diritto anche:

  • all’iscrizione nelle categorie protette previste dalla Legge 68/99;
  • beneficio economico di 1900 euro all’anno;
  • ulteriori detrazioni fiscali fino a 1900 euro annui;
  • possibilità di chiedere orario part time o telelavoro da casa.

Novità sui permessi della Legge 104

Le nuove regole in discussione riguardano anche i permessi 104 retribuiti. In futuro sarà ristretto il campo di applicazione e non tutti potranno usufruire di tali permessi, ma vediamo cosa cambia.

Ai sensi della legge 104, i permessi retribuiti possono essere richiesti esclusivamente da:

  • lavoratori dipendenti con contratto part-Time oppure Full-Time;
  • I lavoratori che sono genitori di un figlio disabile a carico;
  • Lavoratori con parenti o affini di una persona disabile entro il II grado.

I benefici retribuiti della legge 104 sono:

  • tre giorni di riposo al mese;
  • riposi giornalieri di una o due ore.

In passato tali permessi potevano essere riconosciuti a più di un parente del disabile, con le nuove regole, i tre giorni di permesso possono essere attribuiti solo ad una sola persona per ogni singolo familiare. Infatti se si tratta di due genitori, più di un parente può godere dei privilegi concessi.

La richiesta di tali benefici dovrà essere effettuata con una domanda in cui vengono specificate tutte le condizioni personali che comportano la necessità del permesso retribuito. Novità in arrivo anche per la domanda che dovrà essere presentata al datore di lavoro con almeno tre giorni di preavviso.

Il beneficiario della Legge 104 inoltre potrà richiedere la trasformazione del proprio contratto di lavoro da pieno in part-time (fino al 50%). Il periodo di questa trasformazione non potrà comunque superare i 2 anni.

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