Prescrizione contributi previdenziali dipendenti pubblici: chiarimenti INPS

A partire dal 1° gennaio 2019, non si verificherà alcuna prescrizione dei contributi previdenziali dei dipendenti pubblici, ecco i chiarimenti dell'INPS

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L’INPS ha pubblicato una notizia sul proprio portale con importanti chiarimenti in merito alla prescrizione dei contributi previdenziali dei dipendenti pubblici. I lavoratori delle pubbliche amministrazioni non subiranno, a partire dal 1° gennaio 2019, alcuna prescrizione sul diritto al riconoscimento dei contributi pensionistici.

Il chiarimento si è reso necessario a seguito della Circolare INPS n. 169 del 15 novembre 2017; questa afferma che dal 1° gennaio 2019 il datore di lavoro pubblico non potrà più regolarizzare i versamenti dei contributi mancanti e prescritti secondo la prassi in uso nell’ex INPDAP. In tali casi, infatti, sarà necessario sostenere un onere parametrato a quello corrispondente alla rendita vitalizia in vigore nelle gestioni private dell’INPS.

Prescrizione contributi INPS dipendenti pubblici

L’INPS afferma, dunque, che la posizione contributiva dei dipendenti appartenenti al settore pubblico potrà essere sistemata anche dopo la data del 31 dicembre 2018. Tale scadenza deve essere intesa come termine che consente al datore di lavoro pubblico di continuare ad applicare la precedente prassi consolidata nella Gestione dell’ex INPDAP, ossia che individuava la data di accertamento del diritto alla contribuzione di previdenza e assistenza come giorno dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione.

In altri termini, per i flussi di denuncia a decorrere dal 1° gennaio 2019 si applicano le nuove indicazioni di cui alla menzionata Circolare INPS. Infatti, i datori di lavoro pubblici potranno continuare ad aggiornare le posizioni assicurative dei dipendenti; ma per i flussi trasmessi dal 1° gennaio 2019 dovranno sostenere un onere.

Tale onere è rappresentato dal trattamento di quiescenza riferito a periodi di servizio per cui è intervenuta la prescrizione, utilizzando come base di calcolo il criterio della rendita vitalizia.

In definitiva, il termine del 31 dicembre 2018 non deve essere inteso come “decadenziale”, visto che anche dopo tale data è possibile sistemare la posizione contributiva.

Contributi previdenziali dipendenti pubblici, verifica contributi

I contributi possono essere verificati direttamente online sul sito dell’INPS, mediante l’estratto conto contributivo al fine di verificarne la correttezza

Per quanto riguarda gli iscritti alla Cassa Pensioni Insegnanti (CPI), nell’ipotesi di prescrizione dei contributi, il datore di lavoro può sostenere l’onere della rendita vitalizia. Si parla degli insegnanti delle scuole primarie paritarie (pubbliche e private), gli insegnanti degli asili eretti in enti morali e delle scuole dell’infanzia comunali. In caso contrario, il lavoratore dovrà pagare tale onere per vedersi valorizzato il periodo sulla posizione assicurativa.

Fonte: sito INPS

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Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

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