Reddito di cittadinanza e riforma Pensioni nella Manovra 2022. Il quadro

La legge di Bilancio 2022 interviene su numerosi ambiti e indica l'orientamento del Governo in tema di Pensioni e Reddito di Cittadinanza.


Il 3o dicembre la legge di Bilancio 2022 ha ricevuto il via libera definitivo della Camera con 355 sì e 45 contrari, ed è dunque diventata legge. Nel testo trova spazio – come è tipico di questo genere di provvedimenti – una pluralità di misure e iniziative per il prossimo anno: dal rifinanziamento dei bonus energetici per l’edilizia al taglio dell’Irpef; dagli incentivi casa giovani agli aiuti alla disabilità.

Per poco non si è sfiorato il temuto esercizio provvisorio, in considerazione del voto finale in extremis. La manovra è un provvedimento pronto a distribuire a imprese e famiglie una cifra pari a circa 32 miliardi di euro, con specifiche grandi misure – tra cui la citata riforma dell’Irpef – insieme ad una serie articolata di mini-aiuti e bonus.

Qui di seguito vogliamo focalizzarci su due argomenti clou della manovra e delle discussioni politiche degli ultimi mesi, ossia riforma pensioni e reddito di cittadinanza. Che cosa prevede la legge di Bilancio su questi due ampi e cruciali capitoli per il presente e per il futuro di milioni di persone? Scopriamolo più avanti.

Legge di Bilancio 2022: la riforma delle pensioni. Il punto

Del testo della manovra, fondamentali sono i capitoli: fiscale, famiglie e lavoro, pensioni. Ma il Governo non ha dimenticato altri settori chiave per il futuro e lo sviluppo del paese, quali l’ambiente e la sostenibilità, e l’istruzione. Sul fronte previdenziale, un testo così importante per gli obiettivi 2022 come la legge di Bilancio, non poteva non affrontare il nodo pensioni, che pur resta aperto.

In effetti, per il momento un accordo di ampio respiro, sulle pensioni e sulla riforma da dare al settore, non è ancora stato trovato dalle forze politiche. Vero è che tra poche ore scadrà Quota 100, mentre all’orizzonte non vi è alcuna vera certezza riguardo al regime che – in chiave di lungo termine – prenderà il posto di quella che pare un’esperienza destinata a concludersi. Ossia niente più che un esperimento in campo pensionistico.

E non deve stupire che proprio nei giorni scorsi lo scontro con i sindacati si sia acceso: questi ultimi hanno infatti contestato l’assenza di risposte precise e dunque la mancanza di un orizzonte chiaro per la riforma strutturale del sistema previdenziale. Si tratta tuttavia di uno step non più rinviabile, che interessa più generazioni di lavoratori.

Superamento di Quota 100

Attenendoci alle informazioni al momento in nostro possesso, le novità sulla riforma pensioni di cui alla legge di Bilancio 2022 – e commentate dal ministro del Lavoro Orlando – sono piuttosto chiare, quanto meno circa le prospettive a breve termine:

  • cancellazione di Quota 100 a fine anno e introduzione per il 2022 del pensionamento con Quota 102;
  • progressivo ritorno alla riforma Fornero (pensione a 67 anni di età anagrafica).

Come confermato dallo stesso Premier in una recentissima conferenza stampa, la volontà del Governo è quella di tornare in pieno al contributivo. Quota 102 è un regime temporaneo per andare un po’ prima in pensione, mentre non vi sono dubbi circa il rafforzamento e la conferma per il 2022 di opzione donna e Ape sociale, con un ampliamento dei soggetti che possono servirsene (allargamento attività gravose).

Leggi anche: Pensioni anticipate nel 2022: Quota 102, opzione donna e Ape sociale

Legge di Bilancio 2022: Quota 102 e requisito anagrafico

A conferma di quanto appena ricordato su Quota 102, l’art. 23 del testo della legge di Bilancio indica che: “I requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui al primo periodo del presente comma sono determinati in 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva per i soggetti che maturano i requisiti nell’anno 2022. Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022 può essere esercitato anche successivamente alle predette date, ferme restando le disposizioni del presente articolo“.

Ecco dunque il meccanismo di Quota 102 e il perché di questo nome. La pensione anticipata non scatterà più con 62 anni di età e 38 di contributi (Quota 100); ma con gli stessi anni di contributi e 2 anni in più di età anagrafica.

Attenzione però perché il requisito dei 62 anni non scompare del tutto dall’assetto delle regole in tema di pensioni. Infatti, il Governo ha inteso prevedere un fondo con i seguenti stanziamenti:

  • 200 milioni di euro per l’anno 2022;
  • duecento milioni di euro per l’anno 2023;
  • 200 milioni di euro per l’anno 2024.

Si tratta di un’iniziativa mirata a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, da parte dei lavoratori subordinati di PMI in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni.

Legge di Bilancio: reddito di cittadinanza anche nel 2022 grazie ai nuovi finanziamenti

Ovviamente, all’interno della legge di Bilancio, non può mancare una parte espressamente dedicata alle scelte del Governo in merito al futuro del reddito di cittadinanza. Come è ben noto, si tratta di una misura mai bipartisan e sempre nel mirino di critiche e osservazioni, tuttavia vero è che – nella delicata fase della pandemia – ha costituito un supporto economico per non pochi cittadini.

Alla luce di quanto indicato in manovra, abbiamo il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, inteso come misura concreta di welfare e di lotta alla disoccupazione. Insomma, nessuna cancellazione in vista per il RdC – nonostante i rumors degli ultimi tempi – ma anzi una spesa aggiuntiva pari a un miliardo di euro per il prossimo anno, a sostenere il meccanismo di erogazione del sussidio.

Concludendo, a confermare la nuove risorse sono stati il Presidente del Consiglio e il ministro del Lavoro i quali hanno parlato di rifinanziamento e razionalizzazione. Ciò per il tramite di un meccanismo che sollecita la ricerca del lavoro; intensifica i controlli e prevede sgravi contributivi per le imprese.

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