Opzione donna 2021: proroga, requisiti e domanda pensione anticipata. Istruzioni INPS

Prorogata anche per il 2021 l'opzione donna, ecco le istruzioni INPS per la pensione anticipata lavoratrici dipendenti e autonome.

Si amplia, anche per quest’anno, la possibilità di poter andare in pensione con opzione donna e quindi in anticipo rispetto alle modalità ordinarie. Si tratta di una modalità di accesso alla pensione per le sole donne che hanno maturato determinati requisiti di età e numero di anni contributivi. La misura, che terminava al sua operatività il 31 dicembre 2020, è stata ora prorogata per un anno dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020). All’art. 1, co. 336 della predetta legge è stata quindi disposto il differimento del predetto termine fino al 31 dicembre 2021.

Inoltre, il legislatore ha posticipato al 28 febbraio 2021 la data entro la quale il personale a tempo indeterminato delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico.

Aggiornamento: il 19 gennaio l’INPS ha rilasciato il Messaggio n. 217 con il quale recepisce le novità introdotte dalla Manovra 2021 e fornisce le istruzioni in merito alla proroga della misura in parola.

Ma quali sono i requisiti da possedere per accedere ad opzione donna? Come funziona? E ancora, come fare domanda? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Opzione donna 2021: cos’è e come funziona

Innanzitutto, occorre specificare che si tratta di una misura rivolta esclusivamente alle donne e non consiste in un meccanismo nuovo nel sistema pensionistico italiano. Infatti, è stato introdotto per la prima volta con l’art. 1, co. 9 della L. n. 243/2004, denominata “Legge Maroni”.

Questo meccanismo consente alle lavoratrici, sia autonome che subordinate, di godere dell’assegno pensionistico in via anticipata rispetto alla pensione di vecchiaia piuttosto che alla pensione anticipata.

Come anticipato, la misura si rivolge alle sole donne che siano iscritte:

  • all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria);
  • ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome);

in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Ciò significa che sono escluse da tale meccanismo tutte le lavoratrici che risultano iscritto alla Gestione separata INPS.

Quali sono i requisiti di età e contribuzione

L’accesso all’opzione donna è garantito esclusivamente a coloro che maturano determinati requisiti anagrafici e economici.

Per quanto riguarda le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto un’età anagrafica pari o superiore a 58, entro il 31 dicembre 2020. Mentre per le lavoratrici autonome, occorre essere in possesso di età pari o superiore a 59 anni.

Con riferimento ai contributi, invece, è necessario aver maturato almeno 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2020.

Come espressamente specificato dall’INPS:

Con riferimento al requisito anagrafico richiesto, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Qual è il sistema di calcolo

Uno dei punti penalizzanti dell’opzione donna è determinato dalla modalità di calcolo della pensione. Per il solo fatto di anticipare la pensione di qualche anno, l’INPS calcola i contributi maturati, quindi l’importo della pensione, secondo il sistema contributivo.

Si tratta di un sistema piuttosto penalizzante rispetto al sistema retributivo, in quanto la pensione viene calcolata sui contributi versati durante l’intera carriera lavorativa dell’interessato. Il sistema retributivo, diversamente, prende come riferimento la retribuzione degli ultimi 5 anni (che in genere sono più elevati).

Cos’è la finestra mobile

Altro punto da tenere in considerazione quando s’intende valutare l’accesso all’opzione donna è l’erogazione del primo assegno pensionistico. Infatti, l’opzione donna è soggetta alla cd. “finestra mobile”.

Si tratta di un meccanismo che differisce l’erogazione del primo assegno pensionistico di:

  • 12 mesi, se trattasi di una lavoratrice dipendente;
  • 18 mesi, se trattasi di una lavoratrice autonoma.

Come fare domanda

Per accedere all’opzione donna occorre fare domanda telematica all’INPS. Come di consueto la domanda può essere fatta:

  1. autonomamente con accesso alla propria area riservata del sito INPS con SPID, CNS o CIE e, ancora per questo periodo, tramite PIN INPS dispositivo;
  2. tramite numero verde INPS (se in possesso di PIN dispositivo);
  3. tramite patronato.

Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

Da quando decorre la pensione con opzione donna

Come specifica il messaggio INPS numero 217 del 19 gennaio 2021 la decorrenza del trattamento pensionistico dipende dalla data di entrata in vigore della legge 178/2020.

Tenuto conto della data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, ovvero il 1° gennaio 2021, la pensione opzione donna decorre:

  1. dal 1° febbraio 2021 per le lavoratrici dipendenti e autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’AGO e delle forme sostitutive della medesima;
  2. dal 2 gennaio 2021 per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico delle forme esclusive dell’AGO.

Infine per quanto riguarda le lavoratrici del comparto scuola e AFAM, al ricorrere dei prescritti requisiti, le stesse possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre 2021 e dal 1° novembre 2021 (articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449).

INPS pensione opzione donne

Di seguito il messaggio INPS sulla pensione opzione donne per il 2021 (pdf).

download   Messaggio INPS numero 217 del 19-01-2021
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