Opzione donna 2022, ultime notizie: requisito anagrafico inalterato. Ecco cosa cambia

Scompare l’innalzamento anagrafico di un anno per l’opzione donna. I dettagli nel testo del Disegno di Legge di Bilancio 2022.


Buone nuove per le lavoratrici dipendenti ed autonome che intendono anticipare la pensione con il meccanismo di pensione “opzione donna” nel corso del 2022. Come noto, infatti, nella bozza del Disegno di Legge di Bilancio 2022 era stata prevista la proroga dell’opzione donna, ma con l’innalzamento di un anno del requisito anagrafico. In altre parole, era necessario maturare:

  • 60 anni di età per i lavoratori dipendenti;
  • 61 anni di età per i lavoratori autonomi.

Chiaramente, oltre al requisito anagrafico, occorre essere in possesso di 35 anni di contributi.

Innalzamento inserito nella prima bozza di Ddl bilancio 2022 approdato in Consiglio dei ministri, ma che non dovrebbe più essere previsto nell’articolato finale della manovra 2022 su cui si dovrà pronunciare il Parlamento per l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre 2021. Di seguito i dettagli.

Opzione donna: cos’è e come funziona

L’opzione donna è un processo di pensionamento che riguarda esclusivamente una categoria di lavoratrici, ossia le donne con un determinato numero di contributi minimi e con un’età anagrafica minima. L’accesso al pensionamento anticipato è riservato sia ai lavoratori privati che pubblici, e riguarda sia i dipendenti che autonomi.

Il meccanismo di pensionamento è riservato unicamente alle lavoratrici iscritte all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria), ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del settore privato, pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Pertanto, non vi rientrano le lavoratrici iscritte alla Gestione separata INPS, di cui all’art. 2, co. 26 della L. n. 335/1995.

Opzione donna 2022, ultime notizie: requisiti invariati

Per poter usufruire dell’opzione donna è necessario possedere determinati requisiti, sia pensionistici che anagrafici. In particolare, il requisito contributivo è univoco, ossia pari a 35 anni. Diversamente, l’età anagrafica si differenzia in base alla categoria di appartenenza della lavoratrice. Infatti, è necessario avere:

  • un’età pari o superiore a 58 anni, nel caso delle lavoratrici dipendenti;
  • un’età pari o superiore a 59 anni, nel caso delle lavoratrici autonome.

Tali requisiti devono essere posseduti entro il 31 dicembre 2021.

Opzione donna 2022: meccanismo di calcolo

L’opzione donna, tuttavia, presenta alcuni limiti che potrebbero disincentivare le lavoratrici a protendere per tale meccanismo di pensionamento. Uno su tutti è sicuramente il meccanismo di calcolo, che è quello contributivo, di cui al D.Lgs. 30 aprile 1997, n. 180 (in genere più penalizzante rispetto al sistema retributivo).

Altro fattore da considerare per chi intendesse accedere all’opzione donna è la decorrenza del primo assegno pensionistico, in quanto tale tipologia di prestazione soggiace ancora alla cd. “finestra mobile” (cfr. INPS, Circolare n. 53/2011), che prevede un meccanismo in base al quale l’erogazione avviene:

  • dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti;
  • dopo 18 mesi per le autonome.

In base alla nuova proroga 2022, chi matura i requisiti al 31 dicembre 2021 può esercitare il diritto alla pensione anticipata con Opzione Donna, facendo domanda subito oppure aspettando il momento che si reputa più opportuno, magari continuando a lavorare per aumentare il proprio montante contributivo. Chi non vuole aspettare, può inoltrare domanda online tramite sito INPS, o chiamando il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile, ma anche farsi seguire da un patronato.

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