Pensione anticipata Ape volontario, casi di rifiuto della banca

Gli istituti bancari, possono rifiutare un finanziamento per l’accesso alla pensione anticipata Ape volontario in presenza di determinate situazioni, ad esempio per i cattivi pagatori, i protestati, sovra indebitamento ecc. In questo articolo, vi spieghiamo i casi più frequenti.

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Di recente, è stato siglato l’accordo tra Abi e Ania sulla Pensione anticipata Ape volontario. L’accordo è inerente alla fase del finanziamento da attivare per accedere a tale misura. In particolare, sono stati definiti i tassi di interesse da applicare nella fase di erogazione e di ammortamento. Inclusa, anche la possibilità di richiesta di una copertura assicurativa nel caso di rischio di premorienza.

Va tuttavia, specificato che per legge, un istituto bancario può rifiutare l’attivazione dell’Ape volontario nei confronti del suo richiedente, laddove si riscontrino casi di protesti o di debiti scaduti oltre i 90 giorni. Anche nel caso di segnalazioni nella Centrale dei Rischi da parte del richiedente della Pensione anticipata Ape volontario, potrebbe essere possibile una sua esclusione dalla misura sperimentale prorogata fino al prossimo 2019.

Come comportarsi allora prima di presentare una domanda all’Inps? Innanzitutto, è da verificare la presenza dei requisiti di legge oltre al già citato requisito anagrafico e contributivo e in secondo luogo verificare la propria situazione debitoria.

Pensione anticipata Ape volontario, casi di rifiuto della banca

Per legge, sono diversi i casi di esclusione del finanziamento da parte di un Istituto bancario e per la successiva attivazione dell’Ape volontario. Ecco i più ricorrenti:

  • presenza di debiti scaduti oltre i 90 giorni nei confronti di banche o di altri operatori finanziari;
  • pignoramenti in corso;
  • protesti a proprio carico;
  • sovra-indebitamento.
  • iscrizione nei registri della Centrale dei rischi della Banca d’Italia come cattivo pagatore;
  • presenza di prestiti il cui peso, sommato all’Ape, supera il 30% della pensione.

Da sottolineare, che i casi citati non fanno riferimento allo storico del richiedente dell’Ape volontario, ma solo all’ultima situazione creditizia. In pratica, se al momento della domanda i debiti sono stati correttamente estinti o si ravvisa una chiusura e cancellazione dagli archivi della Centrale dei Rischi, potrà essere regolarmente presentata la domanda di accesso all’Ape volontario.

Come richiedere la pensione anticipata Ape volontario

Per richiedere la pensione anticipata Ape volontario, è necessario avere almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi e essere a non più di 3 anni e 7 mesi dall’età pensionabile (rif. pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio).

Oltre ai requisiti previsti dalla normativa è poi necessario essere in regola rispetto alle condizioni di legge per poter richiedere un finanziamento per non vedersi rifiutato lo stesso da un Istituto bancario.

I passaggi da seguire per richiedere la pensione anticipata APE volontario sono i seguenti:

  1. per prima cosa il soggetto interessato deve farsi certificare il possesso dei requisiti dall’Inps;
  2. nella certificazione rilasciata dall’INPS si troveranno anche l’importo minimo e l’importo massimo dell’APE ottenibile;
  3. il lavoratore potrà quindi scegliere a quale opzione aderire;
  4. il lavoratore potrà quindi presentare domanda per accedere all’anticipo pensionistico volontario;
  5. contestualmente alla domanda di pensione anticipata Ape volontario si dovrà procedere alla domanda di pensione di vecchiaia che sarà liquidata al raggiungimento dell’età anagrafica (ovvero al termine dei mesi anticipati dall’APE).

Ricordiamo che l’APE volontario è una misura introdotta nell’ultima riforma delle pensioni a carattere sperimentale e si potrà richiedere sino al 31 dicembre 2019 come da proroga inserita nella legge di bilancio per il 2018.

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Sull'Autore

Laureata in economia e commercio con una tesi in Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, si occupa della redazione di contenuti economici da oltre 4 anni.

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