Pensione di cittadinanza 2019: a chi spetta e come funziona

Linee guida su come come funziona e a chi spetta la Pensione di cittadinanza 2019. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

Ben presto alcune pensioni minime saranno integrate fino all’importo di 780 euro, che rappresenta la soglia di povertà stimata dall’ISTAT attraverso la nuova misura pensionistica denominata Pensione di cittadinanza. Dunque, chi ha una pensione, ad esempio, di 400 euro, potrà richiedere all’INPS l’integrazione di 380 euro, se soddisfatte naturalmente le condizioni ed i requisiti previsti dalla legge.

Com’è noto, si tratta di un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà, ossia che abbiano un’età superiore a 67 anni. Sul punto, è importante evidenziare sin da ora, che tutti i componenti del nucleo familiare e non solo il capofamiglia, devono avere un’età pari o superiore a 67 anni. Pertanto, se ad esempio in una coppia di anziani, il marito ha 68 anni, ma la moglie è più giovani di 5 anni, non spetta la Pensione di cittadinanza.

La PdC funziona più o meno allo stesso modo del Reddito di cittadinanza. Tuttavia, il sostegno economico per gli anziani risulta chiaramente più semplice poiché non sono previsti adempimenti legati al lavoro. Infatti, la sostegno per i pensionati è un sussidio economico di politica passiva; pertanto, una volta ricevuta, il beneficiario non è certamente obbligato a cercare lavoro. Quindi, potrà goderne fino al permanere dei requisiti di legge. Nelle seguenti righe cercheremo di comprendere meglio a chi spetta e come funziona la Pensione di cittadinanza 2019.

Pensione di cittadinanza 2019: a chi spetta

Innanzitutto è bene chiarire chi sono i soggetti che possono presentare la domanda di accesso alla Pensione di cittadinanza 2019. Il D.L. n. 4/2019, all’art. 2 in particolare, stabilisce che si tratta di:

  • cittadini italiani e dell’Unione Europea;
  • stranieri lungo soggiornanti (permesso di soggiorno a tempo indeterminato);
  • stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea.

Al tal proposito, requisito fondamentale è la durata della residenza in Italia. A tal fine, infatti, bisogna essere residenti sul territorio nazionale da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo. Si ricorda che un soggetto è residente nello Stato italiano, se vi dimora per più di 180 giorni.

Oltre ai requisiti soggettivi appena elencati, è necessario che il richiedente:

  • sia titolare di una pensione inferiore a 780 euro mensili
  • e che abbia compiuto il 67esimo anno di età

Requisiti ISEE pensione di cittadinanza 2019

Per poter accedere alla Pensione di cittadinanza 2019, il nucleo familiare deve possedere redditi e patrimoni, attestabili mediante ISEE, al di sotto di alcuni limiti. Nel dettaglio:

  • il valore dell’ISEE non deve essere superiore a 9.360 euro;
  • il patrimonio immobiliare non deve oltrepassare le 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione;
  • mentre il patrimonio mobiliare non può superare la soglia di euro 6.000, incrementabili in base alla composizione del nucleo. Tale soglia, infatti, è accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo, nonché di ulteriori euro 5.000 per ogni componente con disabilità, come definita a fini ISEE;

Per quanto concerne invece il valore del reddito familiare, inclusivo dei trattamenti assistenziali percepiti, la soglia da non superare è posta a 7.560 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Da notare che i predetti requisiti sono verificati in automatico dall’INPS, in base all’ISEE presentato.

Requisiti patrimoniali pensione di cittadinanza

Oltre ai limiti reddituali su illustrati, bisogna stare attenti anche al possesso di beni durevoli che contrastano con il riconoscimento della Pensione di cittadinanza. Sul punto, la legge prevede che nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di:

  • autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta;
  • autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti;
  • motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti;
  • navi e imbarcazioni da diporto

A nulla rilevano, invece, gli autoveicoli e motoveicoli per persone disabili con agevolazione fiscale

Chi è escluso dalla PdC

Esistono, tuttavia, delle categorie di pensionati ai quali non è permesso accedere alla Pensione di cittadinanza. Si tratta, in particolare, di tutti quei nuclei familiari in cui sono presenti soggetti che si sono dimessi volontariamente dal lavoro negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda. Fanno eccezione a tale esclusione: le dimissioni per giusta causa. In quest’ultima fattispecie, infatti, si ritiene che il lavoratore sia stato costretto a dimettersi, in quanto la mancata prosecuzione del rapporto di lavoro è imputabile al datore di lavoro (es, mancato pagamento della busta paga).

Come fare domanda di pensione di cittadinanza

Ma quali sono le modalità di presentazione delle domande per ricevere la Pensione di cittadinanza? A tal fine, il governo ha messo a disposizione dei beneficiari tre canali, che possono essere utilizzati a decorrere dal 6 marzo 2019, ossia:

  1. via web, attraverso il nuovo sito internet messo a punto dal governo (redditodicittadinanza.gov.it). L’accesso è garantito tramite le credenziali SPiD (Sistema Pubblico di Identità Digitale), richiedibili presso uno degli Identity Provider Accreditati;
  2. in modalità cartacea, presso tutti gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’INPS. La domanda verrà inserita subito nel portale del Ministero del Lavoro dall’operatore di sportello di Poste;
  3. tramite i Centri di Assistenza Fiscale (CAF). Per chi intendesse servirsi di quest’ultimo canale, l’INPS si riserva di comunicare successivamente data e modalità di utilizzo.

Al momento della presentazione della domanda non serviranno molti documenti; anzi, bisogna aver presentato unicamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE. Sarà compito dell’INPS ad associare l’ISEE alla domanda.

Importo Pensione di cittadinanza 2019

L’importo spettante per la Pensione di cittadinanza si divide in:

  • quota A: che rappresenta la somma di una componente ad integrazione del reddito familiare;
  • quota B: che consiste in un contributo per l’affitto o per il mutuo.

Entrambe le quote sono calcolate dall’INPS in base alle informazioni rilevate dall’ISEE.

Nello specifico:

  • la quota A, ossia l’integrazione al reddito, può arrivare fino ad un massimo di 7.560 euro in caso e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo;
  • la quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, non può essere superiore a 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo, la quota B non può superare le 150 euro mensili.

In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui. Il valore dell’ISEE (Ordinario oppure ISEE Corrente, qualora presente) dovrà comunque essere inferiore a 9.360 euro.

Come viene pagata la PdC

Infine, in riferimento alle modalità di erogazione del sussidio economico, l’INPS nelle ultime faq ha fatto sapere che su questo punto verrà fatta luce successivamente in sede di conversione in legge del D.L. n. 4/2019.

Leggi anche: Pensione e reddito di cittadinanza, guida INPS

Naturalmente, a differenza del Reddito di cittadinanza che viene erogato per un massimo di 18 mesi, la Pensione di cittadinanza non ha bisogno di essere rinnovata, in quanto ciò avviene in maniera automatico.

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679
Condividi.