Pensioni quota 100 ultim’ora: cos’è e come funziona

Di cosa si tratta e come funziona il sistema cd pensioni quota 100? Ultimora sulla probabile misura della riforma pensioni per l'uscita dal lavoro

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Il nuovo governo si appresta a mettere in campo una nuova riforma attraverso la prossima legge di bilancio con l’intento di superare l’attuale Riforma Fornero, tra le varie proposte di Lega e Movimento 5 Stelle figura la cosiddetta quota 100 pensioni. Ma cos’è e come funziona?

A pochi mesi dall’insediamento del nuovo governo ribattezzato giallo-verde, sembrano molto chiare le future mosse che i vice presidenti del consiglio dei ministri intendono portare avanti in tema di pensioni. Il tema della previdenza riveste senza dubbio un argomento centrale nel nuovo esecutivo. Tante sono le idee contenute nel contratto di governo sottoscritto dai neo ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini: una su tutte la riforma dei requisiti per l’uscita dal lavoro.

Si parla infatti di superamento parziale della Fornero attraverso l’introduzione della cosiddetta quota 100. In questi giorni se ne stà parlando tanto in vista della prossima manovra finanziaria, e i dubbi sono numerosi. C’è chi teme che la nuova uscita anticipata provochi una riduzione dell’assegno o chi crede che la nuova pensione non sia compatibile con le altre politiche di flessibilità in uscita. La confusione in questi casi è tanta, in quanto si tratta ancora di idee allo stato embrionale, di cui nulla è ancora certo o scritto. Ma cerchiamo di fare il punto della situazione e vediamo come questa misura potrebbe incanalarsi nell’attuale sistema previdenziale.

Quota 100 come funziona

Il sistema di uscita dal lavoro a quota 100 sarebbe una nuova uscita anticipata dal lavoro (anticipata rispetto all’ordinaria pensione di vecchiaia o anticipata); raggiungibile allorquando la somma dell’età anagrafica dei lavoratori e gli anni di contributi versati è almeno pari a 100.

Si ricorda che attualmente è possibile collocarsi in pensione principalmente in due modi:

  1. pensione di vecchiaia;
  2. e pensione anticipata.

Nel primo caso, per l’anno 2018, il requisito si raggiunge, sia per uomini che donne, a 66 anni e 7 mesi, maturando almeno 20 anni di contributi a qualsiasi titolo accreditata.

Nel caso della pensione anticipata, invece, bisogna fare un distinguo tra uomini e donne: per il 2018, i primi raggiungeranno la pensione a 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre le donne dovranno versare 41 anni e 10 mesi.

Quindi, se per esempio un lavoratore avesse maturato 39 anni di contributi, potrebbe andare in pensione già a 61 anni? Ovviamente no e nelle seguenti righe vi spiegheremo anche il perché.

Leggi anche: Pensione anticipata 2018: cos’è, requisiti e come fare domanda

Pensioni Quota 100: età minima a 64 anni

Per poter usufruire della nuova flessibilità in uscita, è necessario (in base alle ultime indiscrezioni governative) maturare un’età minima.

Infatti, per chiedere la quota 100 pensioni bisogna aver maturato almeno 64 anni di età insieme ad almeno 36 anni di contributi. Non è dunque possibile calcolare la quota cento a qualsiasi età, ma è necessario comunque avere almeno 64 anni.

Pensioni oggi quota 100: riduzione dell’assegno pensionistico?

pensioni oggi quota 100	Oltre a tale limite, negli ultimi giorni sono trapelate notizie circa una riduzione dell’assegno pensionistico in caso di domanda di pensionamento con quota 100. La riduzione, che ancora non è certa, potrebbe essere proporzionale all’anticipo riconosciuto.

Ma chi è vicino a maturare i 42 anni e 10 mesi di contributi, e quindi pensionarsi in via ordinaria con la pensione anticipata, potrebbe essere penalizzato dall’introduzione di questa novità? In realtà no, visto che la misura dovrebbe integrare quelle già esistenti, e dunque si pone come un’opzione in più per i lavoratori.

Dunque meno anni di lavoro e assegni pensionistici più leggeri. Si potrebbe definire così in termini molto spiccioli la nuova misura. Ma quanti anni in meno e quanti soldi in meno? Secondo i primi calcoli:

  • un lavoratore di 20 anni con la quota 100 potrebbe andare in pensione circa 5 anni prima ma avrebbe un assegno più basso di circa 210 euro mensili;
  • per i 30enni, invece, chi andrà in pensione con le attuali regole avrà un assegno di 1.305 euro, 1.205 nel caso delle donne. Con quota 100 entrambi prenderanno un assegno da 1.112 euro;
  • i 40enni potrebbero uscire dal lavoro con 3 anni e 7 mesi di anticipo, ma la pensione scenderebbe da 1.308 a 1.255 euro;
  • chi ha 50 anni potrebbero uscire dal lavoro con 2 anni e 9 mesi prima. La riduzione invece passerebbe da 1.469 euro a 1.349 euro.

È chiaro che parlare di calcoli e numeri è ancora prematuro, ma è doveroso affrontare con largo anticipo quello che ci aspetterà e di cui vi terremo aggiornati appena ci saranno ulteriori sviluppi in merito.

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Sull'Autore

Iscritto all'Elenco Pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria mi occupo principalmente della redazione di articoli e approfondimenti giuslavoristici e previdenziali per riviste specializzate online. Collaboro attivamente in uno studio di consulenza del lavoro in Lamezia Terme come praticante CdL.

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