Pignoramento pensioni: la soglia limite sale a 1.000 euro con il decreto Aiuti-bis

Con il decreto Aiuti-bis, sale a 1000 euro il limite entro il quale la pensione non può essere pignorata. Ecco i dettagli della novità


Buone notizie per i pensionati, in fase di conversione in legge del DL 115/2022 (decreto Aiuti-bis), la soglia fino alla quale non è ammesso il pignoramento della pensione sale da 700 euro a 1.000 euro. Si tratta di un’importante novità, forse in parte anche dovuta dallo Stato, ma sicuramente accettata con i favori dai milioni di pensionati italiani.

Infatti, il caro prezzi degli ultimi mesi ha messo a dura prova le tasche degli italiani che devono scegliere tra quale bolletta o altra spesa pagare e quale no. Non c’è altra scelta per cercare quantomeno di arrivare a fine mese.

Detto ciò, la novità entrerà in vigore una volta che la legge di conversione del decreto Aiuti-bis sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale; il testo della legge ora è passato dal Senato alla Camera per la sua approvazione definitiva.

Ecco nello specifico cosa cambia per i pensionati con il decreto Aiuti-bis.

Pignoramento della pensione: le regole attuali

Attualmente, in base a quelle che sono le previsioni di cui al codice di procedura civile, vedi art. 545, comma 7:

Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge.

Dunque, considerando l’attuale importo dell’assegno sociale pari a 468,11 euro, c’è il divieto di pignoramento per le pensioni fino a circa 702 euro.

Attenzione, il pignoramento può essere effettuato anche sulle somme depositate sul conto corrente, ad esclusione dell’ultimo stipendio o salario che resta sempre nella disponibile del debitore (norma speciale pignoramento da cartella esattoriale o altri avviso di riscossione).

In merito, la norma di carattere generale, comma 8, art. 545, c.p.c, prevede che se la pensione è accreditata sul conto,  può essere pignorata, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento.

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Cosa cambia con il decreto Aiuti-bis?

Come detto in premessa, in fase di conversione in legge del DL 115/2022, decreto Aiuti-bis, la soglia fino alla quale non è ammesso il pignoramento della pensione è stata rivista al rialzo: si passa da 700 a 1.000 euro.

In particolare, l’emendamento approvato dal Senato prevede che le pensioni non potranno essere pignorate:

  • per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale,
  • con un minimo di 1.000,00 euro.

La parte eccedente, potrà essere oggetto di pignoramento, ai sensi del nuovo articolo 545, comma 7: ” nei limiti  nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge”.’

Dunque, sulle somme eccedenti 1.000 euro, il pignoramento potrà avvenire: per crediti alimentari nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato; nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito; il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause sopra esposte non può estendersi oltre la metà dell’ammontare delle somme predette.

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