RITA, cosa cambia con la legge di bilancio 2018 per le pensioni anticipate

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La nuova legge di bilancio è di recente passata al Senato per l’ultima approvazione. Tra le novità, RITA, la Rendita Integrativa Temporanea anticipata.

La nuova legge di bilancio 2018 ha introdotto importanti novità sulla RITA e sulla rendita integrativa di chi ha perso il lavoro e non ha ancora maturato i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia.

Cambiano i requisiti minimi anagrafici con accesso diretto anche per chi non ha ancora compiuto i 63 anni di età.

Come presentare richiesta per la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA)

RITA è una delle più importanti novità inserite nella nuova legge di bilancio e sempre in misura di pensioni. E’ una rendita integrativa temporanea anticipata destinata a chi ha perso il lavoro e valida fino al conseguimento dell’età minima per la pensione di vecchiaia.

Ad oggi, è ancora previsto un requisito minimo di 66 anni e cinque mesi, in attesa di ulteriori aggiornamenti sui nuovi requisiti per il prossimo triennio (con probabile aumento a 67 anni).

Dalla perdita del lavoro da parte del richiedente della RITA per poter presentare domanda per la rendita integrativa temporanea, sono necessari anche altri importanti requisiti come:

  • Età anagrafica del richiedente di almeno 63 anni e contributi minimi nel sistema di previdenza obbligatorio di almeno 20 anni.
  • Entro tre anni e sette mesi deve essere prevista anche la maturazione per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

E’ inoltre necessaria anche una iscrizione ad una assicurazione generale obbligatoria. In alternativa anche iscrizione alla Gestione separata Inps per poter accedere alla nuova RITA e alla pensione anticipata.

Cosa cambia con la nuova legge di bilancio per la RITA?

Ai requisiti minimi appena analizzati, è da considera che la nuova legge di bilancio ha stabilito delle ulteriori misure per usufruire della rendita integrativa. Dall’iscrizione ad una forma complementare, è possibile presentare domanda anche in due importanti casi:

  • Perdita del lavoro a 5 anni massimi dal diritto a percepire la pensione di vecchiaia.
  • Disoccupati da 24 mesi.

Per entrambe le categorie è necessario anche aver maturato almeno 20 anni di contributi previdenziali. Inoltre, è stato abolito il requisito anagrafico del richiedente permettendone l’accesso anche laddove non siano stati compiuti 63 anni di età.

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Prossimi passi per l’esordio della RITA per chi ha perso il lavoro

Dalle nuove direttive della legge di bilancio sulla RITA per l’anno 2018 e di un nuovo requisito minimo come 20 anni di contributi e anche meno di 63 anni di età del richiedente, si attendono ulteriori sviluppi.

Nello specifico, si attende una nuova circolare dell’Inps che indichi come accedere alla RITA e presentare relativa domanda tramite i soliti canali telematici disponibili sul portale ufficiale dell’Ente previdenziale.

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Sull'Autore

Laureata in economia e commercio con una tesi in Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, si occupa della redazione di contenuti economici da oltre 4 anni.

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