Nuovo Codice di comportamento dipendenti pubblici: ecco cosa cambia per chi lavora nella PA

Novità nel Codice di comportamento dipendenti pubblici con un recente decreto approvato in Consiglio dei ministri. I dettagli.


Driminazioneiscdi dDivieto La PA sta vivendo un periodo di profonda trasformazione grazie alla spinta al digitale e a tutte quelle novità che intendono favorire l’attuazione degli obiettivi di cui al PNRR. Meno burocrazia, più ricambio generazionale e servizi pubblici più attenti ai bisogni dei cittadini e calibrati rispetto alle loro richieste. Queste sono le sfide del futuro della pubblica amministrazione in Italia e, in un contesto dinamico come questo, non deve dunque sorprendere la notizia degli aggiornamenti al Codice di comportamento per i dipendenti pubblici.

Proprio così: sono in arrivo significative novità per quanto attiene alla misurazione delle prestazioni di chi lavora nel pubblico impiego, grazie ad un intervento ad hoc del Governo. Di rilievo è un decreto approvato in Consiglio dei Ministri, il quale riguarda proprio le modifiche al Codice di comportamento dei dipendenti della PA. Vediamo allora un po’ più da vicino cosa cambia per questi lavoratori e cosa è importante ricordare su questi temi.

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Il nuovo Codice di comportamento dipendenti e la riforma della PA

Il Consiglio dei ministri, su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione, ha recentemente approvato un provvedimento che include modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 2013, recante il “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”. In sostanza si tratta di uno step adottato in attuazione di quanto al decreto legge PNRR 2 e degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza: è prevista infatti la riforma della pubblica amministrazione, che deve essere effettuata entro la scadenza del primo semestre del prossimo anno, ovvero il 30 giugno 2023.

Tra le novità introdotte nel testo anche norme ad hoc circa l’utilizzo delle tecnologie informatiche, con la possibilità per la PA di fare accertamenti e verifiche atte a controllarne il corretto uso da parte dei dipendenti, e a preservare la sicurezza degli stessi sistemi informatici. Ciò nella piena tutela della riservatezza dei lavoratori del pubblico impiego.

Non solo. Come già evidenziato nel decreto PNRR 2 convertito in legge, l’ottica del nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici è anche quella di proteggere l’immagine della PA. Anzi proprio stampa e giornali hanno già ribattezzato questa innovazione come una sorta di nuovo ‘galateo social’ per i dipendenti pubblici.

Gli obiettivi delle modifiche al Codice di comportamento dipendenti pubblici

Come accennato, il provvedimento che apporta modifiche al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici rispetta le direttrici di riforma di cui al PNRR e ha il compito di aggiornare il Codice vigente del 2013. La finalità primaria è quella di adeguare il testo alla situazione attuale ed alle mutate esigenze e necessità di una PA, che deve rinnovarsi e restare al passo con i tempi.

Le modifiche al Codice di comportamento sono dunque mirate a perseguire specifiche finalità, oggi molto sentite, quali ad esempio:

  • la maggiore tutela dell’ambiente;
  • il pieno rispetto del principio di non discriminazione nei luoghi di lavoro;
  • la tutela dell’immagine, del decoro e del prestigio della PA nell’era dei social network.

Ecco perché nel nuovo Codice dipendenti pubblici è incluso ad es. un particolare obbligo di comportamento per i lavoratori della PA , che attiene al rispetto dell’ambiente e che è mirato alla riduzione del consumo energetico e delle risorse idriche. Non solo: nel testo anche regole atte a preservare il più possibile i materiali e le risorse fornite dall’ente pubblico per lo svolgimento dei propri compiti, e norme mirate a favorire la riduzione dei rifiuti e il loro riciclo.

Divieto di discriminazioni

Le novità del Codice hanno anche a che fare con il citato divieto di discriminazioni, ed infatti si precisa che il dipendente pubblico è tenuto ad avere un comportamento in ufficio sempre rispettoso della personalità, della dignità e dell’integrità fisica e psichica di tutto il personale. Perciò fattori come l’orientamento sessuale, il genere, la disabilità, l’etnia e la religione non debbono essere alla base di comportamenti discriminatori. Previsto anche il dovere di non esprimere commenti lesivi o comunque in grado di screditare l’immagine della PA, nell’utilizzo di internet e dei social network.

Mentre per quanto attiene ai rapporti con il pubblico, il Codice di comportamento dipendenti pubblici raccomanda un comportamento idoneo alla piena soddisfazione dell’utente del servizio, limitando ove possibile gli adempimenti burocratici per quest’ultimo.

Novità per dirigenti, formazione dei lavoratori e misura delle performance

Nell’ambito del nuovo Codice, per i dirigenti si indicano specifici principi da seguire in ufficio. Buona fede e correttezza, parità di trattamento, imparzialità, inclusione e ragionevolezza sono le parole chiave a cui deve fare riferimento la condotta dei lavoratori con mansioni di alta responsabilità.

Non solo: per le figure dirigenziali anche l’obbligo di formare e curare la preparazione di ogni singolo collaboratore. Questa è una nuova responsabilità assegnata al dirigente per la crescita professionale dei collaboratori, ma anche per renderne più immediata la formazione e lo sviluppo e dunque per favorirne il contributo al buon andamento della PA.

Ma il Ministero per la PA, con l’iniziativa suddetta, ha inteso anche puntare sulla previsione della misurazione della performance dei lavoratori pubblici, sulla scorta del raggiungimento dei risultati e della loro condotta a livello organizzativo. Nel decreto del Consiglio dei Ministri anche la previsione di un ciclo formativo, la cui durata e articolazione saranno proporzionate al livello di responsabilità del dipendente. Il ciclo atterrà alle materie dell’etica pubblica e comportamento etico nelle PA.

Conclusioni

Tra le tante novità portate dal governo Meloni, c’è dunque anche il riassetto delle regole che regolano i dipendenti pubblici ed infatti, con l’approvazione in Cdm della revisione del Codice di comportamento, la prospettiva è quella di proseguire nella riforma di una PA, che basa la sua efficienza sul suo capitale umano.

Queste significative modifiche e novità, incluse nel Codice di comportamento dipendenti pubblici attraverso il meccanismo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il primo dicembre, saranno di seguito recepite entro il 30 giugno del prossimo anno con decreto ad hoc del Presidente della Repubblica, che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Conseguentemente, il nuovo Codice aggiornato entrerà in vigore e sarà dunque applicato dal giorno successivo alla sua pubblicazione.

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