Sono partiti i pagamenti di fine luglio dell’Assegno di Inclusione (ADI) destinati ai beneficiari che ricevono la ricarica ordinaria mensile. Nelle stesse giornate vengono inoltre liquidati anche alcuni arretrati relativi a mensilità precedenti, per le pratiche che sono state sbloccate dopo controlli o aggiornamenti della posizione.
Accanto alle buone notizie sui pagamenti, però, continuano ad arrivare segnalazioni di domande revocate. Tra le cause più frequenti emergono ancora problemi legati all’ISEE minorenni e, in particolare, alla corretta indicazione del genitore non convivente, un aspetto spesso sottovalutato ma determinante per il diritto alla prestazione.
Pagamenti ADI di fine luglio: ricariche in corso
Dalla giornata di oggi sono iniziate le ricariche ordinarie dell’Assegno di Inclusione previste per la fine del mese.
I pagamenti riguardano:
- i beneficiari che percepiscono regolarmente l’ADI;
- chi aveva una pratica sospesa e ora riceve il pagamento dopo lo sblocco;
- alcune situazioni con arretrati riconosciuti nei mesi precedenti.
Come accade spesso, non tutte le lavorazioni vengono completate nello stesso momento. Alcuni beneficiari potrebbero visualizzare il pagamento solo nelle prossime ore o nei giorni immediatamente successivi, entro la conclusione del mese.
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Come verificare il saldo della Carta ADI
Chi ha ricevuto la disposizione di pagamento può controllare l’importo disponibile attraverso i canali normalmente utilizzati.
Tra le possibilità ci sono:
- gli sportelli ATM abilitati;
- il servizio telefonico dedicato;
- gli uffici postali.
Se la ricarica non risulta ancora disponibile, è consigliabile attendere qualche ora prima di effettuare nuove verifiche, poiché gli accrediti vengono elaborati progressivamente.
Revoche ADI: molti casi dipendono dall’ISEE
Parallelamente ai pagamenti, continuano ad arrivare provvedimenti di revoca dell’Assegno di Inclusione.
In numerosi casi il problema non dipende dalla perdita dei requisiti economici, ma da errori o omissioni nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) utilizzata per il calcolo dell’ISEE.
Uno degli aspetti più delicati riguarda la presenza di figli minorenni e la posizione del genitore non convivente.
Il genitore non convivente può incidere sul diritto all’ADI
Molti ritengono che un genitore che non vive con il figlio non debba essere considerato nell’ISEE. In realtà, la normativa prevede regole diverse.
In linea generale, il genitore non convivente fa parte del nucleo del figlio minorenne ai fini dell’ISEE minorenni, anche se ha una residenza diversa.
Questo significa che redditi e patrimoni del genitore possono essere presi in considerazione per determinare il valore dell’ISEE e, di conseguenza, verificare il diritto all’Assegno di Inclusione.
I casi più frequenti
La situazione cambia in base alle condizioni familiari.
Genitore non convivente senza altro nucleo familiare
Se il genitore non convivente non è sposato con un’altra persona e non ha altri figli, generalmente viene considerato nel calcolo dell’ISEE minorenni.
Genitore con un nuovo nucleo familiare
Quando il genitore ha costituito una nuova famiglia o ha altri figli, la sua posizione viene valutata secondo le regole previste dalla disciplina dell’ISEE minorenni e possono assumere rilievo anche eventuali assegni di mantenimento stabiliti dall’autorità giudiziaria.
Genitori separati o divorziati
Nei casi di separazione o divorzio assumono particolare importanza i provvedimenti del giudice, che disciplinano l’affidamento del minore e gli eventuali obblighi di mantenimento.
Quando il genitore non convivente può essere escluso
L’esclusione del genitore non convivente non può essere decisa liberamente dal richiedente.
Può avvenire soltanto in presenza di specifiche condizioni previste dalla normativa, ad esempio quando:
- esiste un provvedimento dell’autorità giudiziaria che esclude la responsabilità genitoriale;
- è stata accertata l’estraneità sia affettiva sia economica;
- il figlio non è stato legalmente riconosciuto dal genitore.
In assenza di tali presupposti, il genitore deve essere considerato secondo le regole previste per l’ISEE minorenni.
Perché alcune domande vengono revocate
Le verifiche effettuate dagli enti competenti possono far emergere difformità tra quanto dichiarato nella DSU e la reale composizione del nucleo familiare.
Quando risulta che il genitore non convivente avrebbe dovuto essere considerato nel calcolo dell’ISEE ma non è stato inserito correttamente, la domanda può essere:
- sospesa;
- revocata;
- sottoposta a richiesta di integrazione documentale.
In alcuni casi, una volta corretta la posizione ISEE e verificato il possesso dei requisiti, è possibile ottenere nuovamente la prestazione con il recupero delle mensilità spettanti.
Cosa fare se l’Assegno di Inclusione è stato revocato
Chi riceve un provvedimento di revoca dovrebbe verificare con attenzione la motivazione riportata nella comunicazione.
Se il problema riguarda l’ISEE o la composizione del nucleo familiare è opportuno:
- controllare la DSU presentata;
- verificare se il genitore non convivente è stato correttamente considerato;
- rivolgersi a un CAF o a un professionista per l’eventuale aggiornamento dell’ISEE;
- presentare la documentazione richiesta qualora siano necessari chiarimenti.
Intervenire tempestivamente può evitare ritardi nella riattivazione della prestazione e facilitare il recupero degli importi eventualmente spettanti.
FAQ
Quando arrivano i pagamenti di fine luglio dell’Assegno di Inclusione?
Le ricariche ordinarie di fine mese sono in corso e vengono accreditate progressivamente. Alcuni beneficiari potrebbero ricevere il pagamento con qualche ora o qualche giorno di differenza rispetto ad altri.
Perché la mia domanda ADI è stata revocata?
Tra le cause più frequenti ci sono incongruenze nell’ISEE, errori nella composizione del nucleo familiare o la mancata indicazione del genitore non convivente quando previsto dalla normativa.
Il genitore non convivente va sempre inserito nell’ISEE?
Non sempre, ma nella maggior parte dei casi il genitore non convivente viene considerato nell’ISEE minorenni. L’esclusione è possibile solo nelle situazioni previste dalla legge e adeguatamente documentate.
Si possono recuperare gli arretrati dopo una revoca?
Se la posizione viene regolarizzata e viene accertato il diritto alla prestazione, è possibile che vengano riconosciute anche le mensilità arretrate spettanti.
