Bonus 350 euro esteso ad autonomi e professionisti senza partita IVA: i dettagli

Anche chi è senza partita IVA ha diritto a ricevere le somme del bonus 350 euro professionisti ed autonomi di cui al DL Aiuti ter.


Vero è che il Governo aveva promesso di razionalizzare gli aiuti e i bonus attualmente previsti, con un occhio di riguardo alle misure anti caro energia, ma è altrettanto vero che le conferme su alcuni sostegni non mancano. Pensiamo in particolare al bonus 350 euro autonomi e professionisti, ovvero bonus 200 + 150 per redditi bassi di cui al Dl Aiuti quater, che ora è esteso anche a chi è senza partita IVA in virtù di una novità prevista nel decreto interministeriale dello scorso 7 dicembre.

C’è infatti una notizia diffusa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 10 gennaio scorso, che fa il punto della situazione ed annuncia di fatto l’estensione della platea dei beneficiari, includendo una fetta molto specifica di lavoratrici e lavoratori non subordinati – e tra questi sicuramente circa 30mila specializzandi in medicina e chirurgia.

Ovviamente il riferimento è a quel bonus 200 euro per professionisti ed autonomi di cui al primo decreto Aiuti, ma anche all’integrazione di 150 euro di cui al DL Aiuti ter. Cambia che il lavoratore autonomo e il professionista ora può accedere anche senza aver aperto una partita IVA, e ciò quasi a voler risollevare la storia di una misura contro il caro prezzi che – come in passato abbiamo spiegato in queste pagine – è stata fatta anche e soprattutto di ritardi, sospensioni e incertezze.

Vediamo allora qualche dettaglio sull’estensione dei beneficiari del bonus 200 euro, per capire come potrà funzionare in concreto la novità.

Leggi anche: decreto trasparenza prezzo carburanti 2023, ecco cosa prevede

Bonus 350 euro allargato: perché?

Lo abbiamo appena accennato: il Governo ha ampliato il bonus 200 euro ad autonomi e professionisti anche non sono titolari di partita IVA. Di fatto ciò emerge dalle indiscrezioni sul decreto interministeriale 7 dicembre 2022 registrato alla Corte dei Conti, ma non siamo in realtà innanzi ad una vera e propria novità perché, in passato, già il decreto Aiuti convertito in legge che ha introdotto l’indennità in oggetto, l’aveva indicato.

Una contrapposizione emerse poi con decreto attuativo del 19 agosto 2022, il quale ha disciplinato i dettagli e le modalità di richiesta del bonus per autonomi e professionisti. Il provvedimento non aveva però previsto anche chi non avesse già aperto la partita IVA: ecco allora spiegata la scelta del Governo di fare una sorta di dietrofront e stabilire espressamente l’estensione del bonus 200 euro per gli autonomi e professionisti senza partita IVA, i quali – lo ribadiamo – avranno diritto anche all’integrazione pari a 150 euro, di cui si trova traccia nel Decreto Aiuti ter.

La ragione dell’estensione si fonda su due considerazioni ben precise:

  • l’indennità una tantum per i lavoratori autonomi e professionisti consiste in una misura universale di sostegno al reddito per controbattere agli effetti economici della crisi energetica nazionale;
  • l’apertura della partita IVA non è un requisito obbligatorio al fine della identificazione del lavoratore come autonomo o professionista.

Onde avere un quadro completo dei beneficiari dell’estensione, dovremo comunque aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del citato decreto interministeriale dello scorso dicembre, ma il Ministero del Lavoro ha comunque rimarcato che l’ampliamento di cui al nuovo decreto riguarda una platea ulteriore di circa 30mila lavoratori autonomi e circa 50mila professionisti. Insomma i destinatari sarebbero circa 80mila tra professionisti e autonomi, tagliati fuori a seguito delle regole approvate la scorsa estate.

Come accedere al bonus 200 euro esteso? I requisiti

A questo punto ci si potrebbe domandare delle condizioni per conseguire i bonus 200 euro e 150 euro ‘allargati’. Ebbene, con tutta probabilità si tratterà di una conferma di quanto già previsto per i lavoratori con partita IVA aperta. Perciò al fine di conseguire il contributo una tantum contro il caro energia, gli interessati:

  • devono avere incassato un reddito complessivo lordo non maggiore di 35mila euro nel periodo d’imposta 2021;
  • non devono aver goduto del bonus 200 euro per appartenenza ad una differente categoria. Un esempio sono i percettori del RdC.

Inoltre, al fine di conseguire il bonus 200 euro aumentato di 150 euro (bonus 350 euro), autonomi e professionisti senza partita IVA devono avere un reddito complessivo lordo non maggiore di 20mila euro nel 2021. Ciò è quanto possiamo ipotizzare a seguito della pubblicazione della nota ad hoc sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro in cui viene annunciata questa estensione.

Domanda e tempistiche di assegnazione bonus 200 + 150 euro allargato

Abbiamo detto che al momento è stata pubblicata la sola nota del 10 gennaio scorso sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro, nella quale è stata annunciata l’estensione del bonus e la registrazione alla Corte dei Conti del decreto interministeriale firmato il 7 dicembre dai ministri Calderone e Giorgetti. Restiamo in attesa della pubblicazione del decreto interministeriale, ma potendo fare alcune previsioni sulle modalità per fare domanda e sulle tempistiche di accredito del bonus.

Ebbene, con tutta probabilità onde conseguire il bonus 200 euro esteso ad autonomi e professionisti senza partita IVA gli aventi i requisiti potranno fare richiesta ad hoc, servendosi di canali diversi da quello dell’INPS, istituto che è stato già ente di riferimento per le differenti categorie beneficiarie del contributo una tantum. Ecco perché sarà essenziale aspettare di leggere le istruzioni del decreto interministeriale, per avere tutti i ragguagli sul funzionamento del bonus 200 euro esteso e sulla domanda.

Per quanto riguarda invece la data di effettiva assegnazione della prestazione, il bonus 200 euro esteso ad autonomi e professionisti senza partita IVA presumibilmente sarà erogato il mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Leggi anche: esonero contributivo parità di genere 2023, ecco requisiti, meccanismo e domanda. La guida rapida

Argomenti

⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News, Facebook, Twitter o via email