Bonus facciate, Agenzia Entrate: sì a restauro balconi e spese accessorie

Nel bonus facciate 2020 rientrano rifacimenti di balconi e le spese accessorie. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate.

Il bonus facciate 2020 spetta anche per il restauro dei balconi? E vi rientrano anche le spese accessorie? Con un recente interpello l’Agenzia delle Entrate (numero 191 del 23 giugno 2020) fornisce chiarimenti in merito all’ambito di applicabilità della detrazione fiscale del 90% introdotta dalla Legge di Bilancio 2020, in riferimento alle spese sostenute per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici situati in zona A o B (cd Bonus facciate), come identificate nel decreto ministeriale del 2 aprile 1968 n. 1444. Rientrano altresì gli edifici collocati in zone assimilabili, sulla base di normative regionali o regolamenti comunali.

Secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate sono comprese nel Bonus facciate le spese effettuate per interventi sui balconi senza che necessariamente vengano eseguiti interventi sulla facciata dell’edificio. La novità inoltre è che si può beneficiare della detrazione fiscale anche in caso di esecuzione di opere accessorie. Si precisa infatti che sono agevolabili i costi sostenuti per la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza e la sostituzione dei pluviali.

Ricordiamo che il Bonus facciate può riguardare interventi eseguiti su condomini, parti di edifici, singole unità immobiliari a qualunque categoria catastale appartengano, compresi i beni strumentali.

Bonus facciate 2020: possibile il restauro dei balconi

L’Agenzia delle Entrate chiarisce alcuni punti essenziali relativi al bonus facciate rispondendo al quesito posto da un contribuente che solleva alcuni dubbi in merito alla riconducibilità della detrazione ad alcuni interventi riguardanti esclusivamente i balconi di un edificio, senza che in alcun modo vengano eseguiti dei lavori sulla facciata.

L’Agenzia delle Entrate spiega che la detrazione fiscale del 90% comprende anche interventi di rinnovo di elementi costitutivi dei balconi con esclusione di interventi sui terrazzi.

Rientrano inoltre nel bonus lavori finalizzati a decoro urbano nonché la mera pulitura e tinteggiatura della superficie e interventi su ornamenti o fregi; se influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio. A patto che si rispettino i “requisiti minimi” richiesti dal decreto MiSE 26 giugno 2015 e i valori limite della trasmittanza termica delle strutture opache verticali componenti l’involucro edilizio indicati dal decreto MiSE 11 marzo 2008.

Leggi anche: Bonus facciate, lavori ammessi: guida e circolare agenzia delle Entrate

Bonus facciate sulle spese accessorie

Facendo riferimento ad una precedente circolare (n. 2/E del 14 febbraio 2020), l’Agenzia delle Entrate, nel rispondere alla richiesta di delucidazioni del contribuente, afferma che fanno parte del bonus facciate anche le spese accessorie.

Si pensi alle spese sostenute per acquistare i materiali necessari all’esecuzione dei lavori, quelle di progettazione o altre prestazioni professionali connesse, le spese sostenute per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi, nonché i costi per il rilascio dell’APE e altri connessi alla realizzazione degli interventi.

Per fare ulteriori esempi si pensi:

  • ai costi di installazione dei ponteggi o a quelli per lo smaltimento dei materiali al termine dei lavori;
  • ai diritti pagati per richiedere titoli abilitativi edilizi,
  • alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Criterio di imputazione della spesa per fruire della detrazione fiscale

Come vengono imputati i costi nell’ambito del bonus facciate? L’Agenzia delle Entrate fornisce dei chiarimenti anche su questo aspetto, specificando che sono agevolabili le spese documentate e sostenute nell’anno 2020.

Non sono richieste dunque altre condizioni e questo sta a significare che non è necessario fare riferimento alla data di esecuzione degli interventi. Ciò che rileva è unicamente la data di effettivo pagamento

Criterio di cassa o di competenza?

Qual è il criterio di imputazione delle spese? Specifica il Fisco che per le persone fisiche, inclusi gli esercenti di arti e professioni, nonché per gli enti non commerciali si fa riferimento dunque al criterio di cassa, ovvero alla data del pagamento effettivo.

Per fare un esempio, pensiamo ad un intervento incominciato a settembre 2019 e a pagamenti iniziati nello stesso anno ma terminati nel 2020. Ci si chiede se in questo caso sia possibile fruire del bonus facciate anche per le spese relative al 2019. La risposta è negativa poiché saranno agevolabili esclusivamente le spese sostenute nel 2020.

Nel caso di sulla facciata di un edificio condominiale si potranno detrarre le spese relative ad interventi su parti comuni; questo se il bonifico di pagamento sia effettuato nell’anno 2020, indipendentemente dalla data di versamento della rata condominiale da parte del singolo condomino.

Ad esempio, nel caso di bonifico eseguito dal condominio nel 2019, le rate versate dal condomino nel 2020, non danno diritto al bonus facciate.

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