Irpef: cos’è, chi la paga, scaglioni, calcolo e tutto quello che c’è da sapere

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Che cos'è l'IRPEF e come si calcola? A questa e ad altre domande cerchiamo di dare una risposta in modo semplice ed esaustivo nella guida all'IRPEF

L’ Irpef, acronimo di Imposta sul Reddito Persone Fisiche, è un’imposta diretta, personale e progressiva.

Questa definizione di Irpef ne sottintende altre, necessarie alla piena comprensione dell’argomento. Andando con ordine, un’imposta si definisce diretta quando colpisce, appunto, direttamente la ricchezza, quindi il reddito, ed è altresì personale essendo dovuta da tutti i soggetti (che producono reddito) residenti in Italia.

Ma la caratteristica che contraddistingue questa imposta è la progressività: la quota percentuale di reddito assorbita dall’imposta aumenta in proporzione al reddito stesso.

Presupposto fondamentale perché si applichi il meccanismo dell’IRPEF è, però, che vi sia reddito, prodotti in una delle seguenti categorie:

  • redditi fondiari;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi di impresa;
  • redditi diversi.

Uniche possibilità perché non vi sia applicazione di IRPEF, ossia un valore di reddito al di sotto del quale la persona fisica è esente da imposizione fiscale è avere le caratteristiche per la “No Tax Area”:

  • pensionati al di sopra dei 75 anni che abbiano un reddito complessivo inferiore agli 8.000 euro;
  • lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore agli 8.174 euro all’anno.

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L’azzeramento dell’Irpef porta con sé quello delle relative addizionali regionale e comunale.

Abbiamo a questo punto definito l’IRPEF, individuato i soggetti coinvolti ed esclusi e la tipologia di reddito, prima di analizzare il meccanismo dell’imposta è necessario fare un’ulteriore precisazione: il fisco, infatti, consente ai contribuenti di ottenere “sconti” sulle imposte.

Deduzioni e detrazioni fiscali, cosa sono

Tali “sconti” si dividono in due categorie:

  • oneri “deducibili”: possono essere sottratti al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare, diminuendo quindi la base imponibile su cui viene calcolata l’imposta;
  • oneri “detraibili”: possono essere sottratti direttamente alle imposte da pagare, diminuendo così l’importo delle stesse.

Se stringiamo il campo al reddito da lavoro dipendente, possiamo semplificare il concetto per meglio comprendere la differenza tra le due categorie.

Ipotizziamo un lavoratore dipendente con uno stipendio mensile di 2.000 euro:

  1. questo soggetto si vedrà calcolare l’imposta IRPEF al netto dei contributi previdenziali (corrispondenti al 9,19% del suo importo), quindi il suo imponibile fiscale sarà pari ad euro 1.816,20 (2.000 – 183,80);
  2. a questo punto si potrà procedere al calcolo dell’imposta su cui verranno applicate le detrazioni per lavoro dipendente e se in possesso dei requisiti anche per coniuge e figli a carico.

È evidente che se non fossero intervenuti questi “sconti” il nostro lavoratore dipendente avrebbe avuto una tassazione maggiore, in quanto avremmo considerato innanzitutto la sua base imponibile 2.000 euro.

A questo punto non resta che specificare il meccanismo proprio dell’IRPEF, individuando gli scaglioni di reddito e le relative percentuali di applicazione, ricordando che nulla è dovuto se il reddito è inferiore a euro 8.174.

Irpef, aliquote e scaglioni 2017

Gli scaglioni e le aliquote IRPEF da applicare al reddito imponibile sono cinque:

  • 1° scaglione, riguarda tutti i contribuenti che hanno un reddito compreso tra 0 e 15.000 euro: in questo caso l’aliquota Irpef prevista è pari al 23%;
  • 2° scaglione, comprende tutti cittadini con reddito tra 15.001 e 28.000 euro: in questo caso l’aliquota Irpef prevista è pari al 27%;
  • 3° scaglione, riguarda i redditi compresi tra 28.001 e 55.000 euro: in questo caso l’aliquota Irpef è pari al 38%;
  • 4° scaglione, coinvolge il reddito da 55.001 a 75.000 euro: in questo caso l’aliquota Irpef da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55.000 euro è pari al 41%;
  • 5° scaglione, interessa i soggetti con reddito oltre i 75.000 euro, per i quali l’aliquota Irpef applicata è del 43%.

Va ricordato che a partire dal secondo scaglione Irpef in poi, ossia in caso di reddito superiore a quello con aliquota Irpef base, le aliquote Irpef successive vengono applicate solo per la parte di reddito eccedente.

IRPEF come si calcola, esempio

Per fare un esempio: un soggetto con reddito pari a 20.000 euro dovrà corrispondere un’imposta pari a 3.450 euro (su 15.000 si applica l’aliquota del 23%) + il 27% della parte eccedente i 15.000 euro (in questo caso 1.350 euro ovvero il 27% di 5.000).

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Sull'Autore

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato una pluriennale esperienza in gestione delle risorse umane, paghe e contributi, ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro e dal 2015 sono iscritta all'ordine provinciale di Pavia.

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