Cessione del quinto dello stipendio: obblighi e regole da seguire

Co'è e come funziona il prestito con cessione del quinto dello stipendio? Ecco la nostra guida per lavoratori e datori di lavoro interessati.

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

La cessione del quinto dello stipendio è una forma di finanziamento che il lavoratore può richiedere ponendo a garanzia una parte della propria busta paga mensile. Può capitare che il lavoratore abbia bisogno di un prestito per far fronte ad una spesa improvvisa oppure perchè vuole fare un acquisto di un bene o di un servizio senza tuttavia sostenere la spesa in un’unica soluzione, ma pagando a rate.

Con la cessione del quinto il lavoratore (o il pensionato), può decidere di chiedere un prestito, senza dover giustificare le motivazioni per cui lo sta richiedendo; la restituzione del prestito avviene mensilmente operando una trattenuta sullo stipendio o sul cedolino pensione. Lo strumento del prestito con cessione del quinto nasce come forma di accesso al credito, inizialmente riservata ai dipendenti statali e pubblici ed estesa successivamente aperta anche a pensionati e dipendenti privati. Vediamo ora come funziona, cosa prevede la legge e quali sono gli obblighi in capo al datore di lavoro.

Cessione del quinto dello stipendio: di cosa si tratta

La cessione del quinto dello stipendio appartiene alla macro area del contratto di cessione del credito, disciplinato dall’art. 1260 del codice civile.

In sostanza è un prestito avente a garanzia l’impegno del lavoratore a pagare il debito contratto con la società di finanziamento (istituto bancario o finanziaria) attraverso la trattenuta di 1/5 della propria retribuzione.

La società finanziaria esige un’ampia tutela per evitare l’insolvenza del creditore, nei casi gravi di morte o invalidità, ma anche più semplicemente nel caso di cessazione del rapporto di lavoro; la tutela avviene attraverso una polizza assicurativa oppure chiedendo come garanzia quanto accantonato di TFR.

Prestito con cessione del quinto dello stipendio: tipologie di rapporti di lavoro ammessi

Ad oggi possono richiedere una cessione di parte del loro stipendio tanto i dipendenti del settore pubblico quanto quelli del privato ed anche i pensionati.

Il prestito normalmente è concesso indipendentemente dalla qualifica, ma di norma è preferibile avere un contratto a tempo indeterminato, proprio per le maggiori garanzie richieste dalle società che erogano il finanziamento. Inoltre può essere richiesto anche da coloro che sono stati soggetti a pignoramenti ed iscritti nel registro dei cattivi pagatori.

Leggi anche: Anticipo TFR per ristrutturazione: come funziona

Cessione del quinto contratto a tempo determinato

Non è escluso, a priori, chi ha un contratto a tempo determinato, ma in questo caso le condizioni sono molto stringenti:

  • la cessione non può durare per un periodo temporale superiore alla durata totale del contratto
  • il TFR deve essere cedibile per intero.

Cessione del quinto della pensione

In modo analogo anche i pensionati possono chiedere un finanziamento e che la restituzione dello stesso avvenga con trattenute sulla pensione.

Per offrire maggior tutela l’addebito, anche in questo caso non può essere superiore ad un quinto della pensione e la rata viene calcolata al netto delle trattenute fiscali.

In questo caso l’Istituto di previdenza (INPS o altra cassa) svolge il ruolo del datore di lavoro come vedremo in seguito.

Caratteristiche del prestito con cessione del quinto

La prima caratteristica di questa tipologia di prestito è che il datore di lavoro paga mensilmente la rata direttamente all’Istituto di Credito. Vi è infatti una trattenuta mensile del 20% dello stipendio direttamente sulla busta paga; successivamente il datore di lavoro provvede a bonificare l’istituto di credito di tale trattenuta.

Altre caratteristiche sono:

  1. il richiedente il prestito (lavoratore o pensionato) non è tenuto a dare motivazioni della richiesta del presti e può usare il denaro come meglio ritiene opportuno;
  2. la rata massima non può superare il quinto dello stipendio;
  3. il numero di rate massime del finanziamento è pari 120;
  4. questo finanziamento non necessita di altre garanzie (oltre alla busta paga e al TFR);
  5. non possono essere fatte due cessioni del quinto contemporaneamente, a meno che la somma dei due finanziamenti non superi il quinto (ad esempio due finanziamenti da 1/10 della paga);
  6. il datore di lavoro non può opporsi alla cessione del quinto dello stipendio.

Adempimenti del datore di lavoro o dell’istituto di previdenza

La società finanziaria o l’Istituto di Credito provvedono ad ottenere informazioni riguardanti la possibilità di accesso ad un prestito. Successivamente si richiede la compilazione di un certificato, da parte dell’azienda (o dell’INPS in caso di pensionato). Nel certificato si dovrà dichiarare la disponibilità economica del soggetto, ovvero la retribuzione mensile e la quota di TFR accantonato.

La società di credito procede quindi al rilascio del benestare al prestito con cessione del quinto dello stipendio. Ora il datore di lavoro non può opporsi alla cessione; pertanto si obbliga a procedere mensilmente con la trattenuta della rata e al versamento sul conto corrente indicato.

Ulteriore compito del datore di lavoro è quello di comunicare alla società di finanziamento il caso della cessazione del rapporto di lavoro. In questo caso l’Istituto non potrà continuare a richiedere il pagamento della rata da parte del datore di lavoro, ma quest’ultimo dovrà comunicare l’ammontare del TFR per le eventuali garanzie.


Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679

Condividi.