Il Conto Termico 3.0 riparte ufficialmente. Dal 13 aprile 2026 si riapre la possibilità di presentare domanda per uno degli incentivi più importanti dedicati all’efficienza energetica, rivolto sia ai privati sia alla pubblica amministrazione.
La riattivazione arriva dopo il blocco improvviso di inizio marzo, causato da un vero e proprio “assalto” alle richieste. Ora il meccanismo è stato corretto per evitare nuovi stop e garantire una distribuzione più equilibrata delle risorse. Vediamo cosa cambia, chi può accedere al bonus e quali interventi sono finanziati.
Cos’è il Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo economico destinato a privati, imprese, enti del Terzo Settore e pubbliche amministrazioni per lavori di efficientamento energetico degli edifici. Il contributo può coprire fino al 65% della spesa sostenuta e, in alcuni casi particolari, arrivare anche al 100%.
Tra gli interventi agevolati rientrano, ad esempio, isolamento termico, pompe di calore, impianti da fonti rinnovabili e sistemi collegati alla riqualificazione energetica. Dal 13 aprile 2026 le domande tornano disponibili dopo la sospensione di marzo dovuta all’elevato numero di richieste.
Quando riaprono le domande per il Conto Termico 3.0
Il nuovo via libera scatta dalle ore 12:00 del 13 aprile 2026. Da quel momento sarà di nuovo possibile inviare le richieste attraverso il portale dedicato, rimasto inattivo per oltre un mese proprio per gestire l’eccesso di domande registrato a marzo.
La riapertura non è solo formale: il sistema è stato rivisto per evitare che le risorse si esauriscano nel giro di poche ore, come accaduto in precedenza.
Il punto centrale è la nuova suddivisione dei fondi, che introduce un equilibrio tra le diverse categorie di beneficiari.
Come funzionano i nuovi fondi: cosa cambia davvero
La dotazione complessiva resta pari a 900 milioni di euro, ma ora viene suddivisa in modo più preciso:
- 500 milioni destinati ai privati, con una quota specifica riservata alle imprese
- 400 milioni per le pubbliche amministrazioni, inclusi fondi per diagnosi energetiche
Questa separazione serve a evitare che una sola categoria – come accaduto con i piccoli Comuni – assorba tutte le risorse disponibili, lasciando fuori gli altri beneficiari.
È proprio questo il correttivo principale introdotto dopo il blocco di marzo.
Conto Termico 3.0: come funziona l’incentivo
Il Conto Termico è un contributo diretto per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. A differenza di altre agevolazioni fiscali, non si tratta di una detrazione, ma di un rimborso che può arrivare anche in tempi relativamente brevi.
In generale, il bonus copre fino al 65% delle spese sostenute, ma in alcuni casi può arrivare anche al 100%, soprattutto per interventi realizzati da enti pubblici o in contesti specifici.
L’obiettivo è chiaro: ridurre i consumi energetici, abbattere i costi in bolletta e favorire la transizione verso fonti più sostenibili.
Cosa rientra nel conto termico 3.0 2026
Il Conto Termico 3.0 finanzia una vasta gamma di lavori legati al miglioramento energetico degli immobili.
Tra gli interventi più richiesti troviamo:
- isolamento termico di pareti, tetti e superfici opache
- sostituzione degli impianti di climatizzazione con pompe di calore
- installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
- sistemi per la ricarica dei veicoli elettrici
In alcuni casi, l’incentivo è più elevato se vengono utilizzati prodotti conformi a specifici standard, con una spinta verso tecnologie efficienti e sostenibili.
Chi può richiedere il Conto Termico 3.0
Uno degli aspetti più rilevanti di questa versione è l’ampliamento dei beneficiari.
Possono accedere al contributo:
- cittadini privati
- imprese
- enti del Terzo Settore
- pubbliche amministrazioni
Questa apertura ha reso il bonus molto più attrattivo rispetto al passato, contribuendo anche al boom di domande registrato a marzo.
Perché le domande erano state bloccate a marzo
Lo stop improvviso di inizio marzo non è stato casuale. In poche ore erano arrivate richieste per circa 1,3 miliardi di euro, ben oltre la disponibilità prevista.
Gran parte delle domande proveniva dai piccoli Comuni, spinti dalla possibilità di ottenere un rimborso fino al 100% delle spese. Questo ha creato uno squilibrio immediato, escludendo di fatto privati e imprese.
La sospensione è servita a:
- verificare le domande presentate
- eliminare quelle non ammissibili
- ricalibrare la distribuzione delle risorse
Nel frattempo, sono stati anche prorogati i termini per le richieste che cadevano nel periodo di blocco.
Cosa conviene fare adesso
Con la riapertura delle domande, il fattore tempo torna decisivo. L’esperienza di marzo ha dimostrato che le risorse possono esaurirsi molto rapidamente, soprattutto per gli interventi più richiesti.
Chi è interessato dovrebbe muoversi subito, verificando:
- la tipologia di intervento realizzabile
- i requisiti tecnici richiesti
- la documentazione necessaria per la domanda
Il Conto Termico 3.0 resta una delle opportunità più concrete per ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza degli edifici, ma richiede attenzione e tempestività per non restare esclusi.
In questa nuova fase, con regole più chiare e fondi suddivisi, l’obiettivo è proprio quello di garantire maggiore accesso e meno sorprese rispetto a quanto accaduto solo poche settimane fa.
Maggiori informazioni sul sito del GSE.
