Fondo Nuove Competenze 2022: cos’è e come funziona. La guida rapida

Il Fondo Nuove Competenze è una agevolazione per i datori di lavoro privati, che vogliono migliorare le competenze del personale. I dettagli.


Il profitto di un’azienda passa, anche e soprattutto, dalla preparazione e dalle competenze del personale che la compone. Ecco perché l’iniziativa rappresentata dal Fondo Nuove Competenze (FNC) è sicuramente degna di nota, ed è stata delineata dal decreto Rilancio come misura del Governo avente l’obiettivo di migliorare o perfezionare la formazione dei lavoratori.

Ricordiamo subito che il Fondo Nuove Competenze consiste in una misura gestita in via diretta da ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) e fa parte degli strumenti della cosiddetta politica attiva. Quest’ultima altro non è che quell’insieme di iniziative varate dalle istituzioni per promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo della popolazione.

Ben si comprende allora l’importanza del Fondo Nuove Competenze, per facilitare una formazione mirata e professionale dei dipendenti. Ne parleremo di seguito, nel corso di questo articolo.

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Fondo Nuove Competenze: di che si tratta? Il supporto del FSE

Come accennato, il Fondo Nuove Competenze è uno strumento incluso nel decreto Rilancio che, oltre ad essere di fatto un fondo cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE), si propone di sostenere le imprese in una delicata fase come quella odierna. Dopo la pandemia adesso le tensioni internazionali: ecco allora che la formazione e l’accrescimento delle competenze dei dipendenti, al fine di migliorare le loro performance professionali, rappresentano tasselli fondamentali per proseguire comunque la ripresa economica di tutto il paese.

Ed è molto interessante il fatto che lo strumento in oggetto riceva il supporto del citato Fondo Sociale Europeo. Ci riferiamo al maggiore strumento usato dall’Unione Europea per favorire l’occupazione, supportare i cittadini nel trovare posti di lavoro migliori e garantire opportunità di lavoro più giuste. Assai consistente la dotazione del FSE, pari infatti a 10 miliardi di euro annui.

Più formazione significa più professionalità dei dipendenti di un’azienda. Ecco perché le risorse del Fondo Nuove Competenze sono così significative: la pandemia, e le disfunzioni organizzative che ne sono derivate come effetto ‘collaterale’, hanno mostrato infatti la scarsa preparazione di non pochi lavoratori specialmente dal lato delle competenze digitali. Ma non solo. Per questo il Fondo Nuove Competenze intende supportare economicamente tutti i datori di lavoro nel rimborso dei costi dei corsi di formazione svolti dal personale. Si tratta del cd. Piano Nuove Competenze.

Chi sono i beneficiari del Piano Nuove Competenze? La rilevanza degli accordi collettivi di rimodulazione

Non dimentichiamo che questo Fondo è cumulabile con le agevolazioni di cui ai Fondi Interprofessionali. Per questo motivo le imprese possono dare luogo ad un utilissimo, continuativo e gratuito processo di formazione dei lavoratori.

Il Fondo Nuove Competenze e il collegato Piano Nuove Competenze valgono per:

  • i datori di lavoro di ambito privato,
  • che abbiano sottoscritto accordi collettivi di rimodulazione con l’ANPAL.

Ai fini del meccanismo in oggetto, questi accordi collettivi hanno un’importanza chiave. Infatti, previsti anch’essi nel decreto Rilancio, includono la possibile modifica degli orari di lavoro per nuove esigenze di organizzazione e produzione, ma anche la eventuale ricollocazione dei dipendenti del settore privato.

Soprattutto, detti accordi indicano la possibilità di istituire progetti formativi ad hoc, ideati a migliorare le competenze e la preparazione del lavoratore – dettagliando sia il numero dei dipendenti coinvolti nel percorso sia il numero di ore previste per la formazione (limite massimo di 250 ore per lavoratore).

Gli accordi in oggetto debbono poi chiarire quali sono le necessità aziendali in rapporto alle nuove competenze da ottenere. Pensiamo dunque alle esigenze di maggior formazione dal lato tecnologico-digitale, oppure dal lato organizzativo, per esempio.

Il supporto economico all’impresa da parte del Fondo Nuove Competenze e la domanda per sfruttarlo

In base alle linee fornite da ANPAL, il Fondo Nuove Competenze ha la peculiarità di effettuare il rimborso, a favore delle imprese, del costo delle ore di lavoro che i dipendenti rivolgono alla partecipazione a percorsi di sviluppo e formazione. Il Fondo rimborsa anche le spese per i correlati contributi previdenziali e assistenziali.

Le imprese interessate possono partecipare al piano di cui al Fondo in oggetto, tenendo ben presente che la data di scadenza per fare domanda è stata prorogata dal decreto Milleproroghe. Ad oggi per tutto il 2022 il FNC sarà operativo e quindi per fare domanda c’è ancora tempo.

Il datore di lavoro privato interessato deve ricordare che, per presentare la domanda di accesso al Fondo Nuove Competenze, occorre anzitutto la sottoscrizione della stessa da parte del legale rappresentante dell’azienda. Segue poi il suo invio attraverso PEC all’indirizzo fondonuovecompetenze@pec.anpal.gov.it oppure tramite l’identità digitale SPID.

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Cosa indicare nella domanda per sfruttare il FNC?

L’interessato a questa iniziativa per il miglioramento delle competenze del personale, deve altresì ricordare che nella domanda sono da includersi il citato accordo collettivo con l’ANPAL, il progetto formativo per ciascun dipendente coinvolto e l’elenco di tutti i lavoratori parte del piano. Un dettaglio nient’affatto irrilevante è che nella domanda, per ogni lavoratore, l’azienda dovrà indicare il livello contrattuale e il numero di ore mirate alla formazione. Queste infatti ‘taglieranno’ l’orario di lavoro e lì interverrà il Fondo.

Di seguito ANPAL vaglierà le domande pervenute in base al criterio cronologico di invio. In caso di esito positivo e dunque di accoglimento della richiesta, le aziende beneficiarie dovranno sviluppare il programma formativo in 90 giorni, mentre i fondi a supporto delle spese potranno essere versati con un anticipo dell’importo richiesto tramite fidejussione bancaria o polizza fideiussoria assicurativa o con contributo versato a saldo in una sola tranche dopo tutte le verifiche sulla documentazione allegata.

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