Pignoramento pensioni e stipendi: sospensione fino al 31 agosto

Grazie al decreto Sostegni bis ecco un nuovo stop fino al 31 agosto ai pignoramenti stipendi e pensioni. I dettagli della nuova proroga.


Pignoramento pensioni e stipendi: negli ultimi mesi, proroghe e sospensioni di vario tipo sono state previste al fine di aiutare i cittadini in difficoltà economica, ma anche i lavoratori appartenenti a categorie professionali, colpite duramente dall’accoppiata pandemia-lockdown. Non soltanto bonus e agevolazioni, dunque, ma anche rinvii delle scadenze fiscali e dei versamenti contributi INPS.

Nell’ottica di dare una boccata d’ossigeno a molte famiglie, va letto il nuovo stop pignoramenti stipendi e pensioni. Infatti, il “Decreto Sostegni-bis” – ossia il noto D.L. n. 73 del 2021 –  nell’ambito della sua fase di conversione in legge, ha stabilito la proroga al 31 agosto 2021 del termine di sospensione dell’attività di riscossione.

Non deve stupire che la proroga dello stop è fondata su considerazioni di ordine pratico e mira ad offrire una risposta efficace in relazione alla crisi economica e sociale, scaturita dal protrarsi della diffusione del coronavirus, con le sue varianti. Vediamo allora un po’ più nel dettaglio che cosa è opportuno tenere presente in merito alla stop pignoramenti stipendi e pensioni.

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Pignoramento stipendi e pensioni: proroga sospensione per tutto agosto, salvo ulteriori proroghe

In buona sostanza, lavoratori subordinati e pensionati possono ora fare affidamento sulla proroga al 31 agosto 2021 della sospensione delle attività peculiari dell’Agente della Riscossione. Rileva in particolare il blocco del pignoramento stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego (incluse quelle dovute a causa di licenziamento). Al contempo, ecco lo stop pignoramento pensioni, indennità o assegni di quiescenza. Come accennato, la fonte di tutto ciò è da rintracciarsi nel decreto Sostegni bis, e nello specifico nella sua fase di conversione in legge (ora all’esame a Palazzo Madama, dopo l’ok della Camera dei deputati).

In altre parole, la novità è che solo dal primo settembre scattano di nuovo le notifiche, vale a dire gli avvisi di accertamento esecutivo e avvisi di addebito INPS con scadenza a giugno 2021, ma anche i pignoramenti stipendi, pensioni e trattamenti assimilati.

Pignoramento pensioni e stipendi: il quadro delle successive proroghe

Non deve di certo stupire che il termine della sospensione dei pignoramenti stipendi e pensioni sia stato oggetto di successivi slittamenti, a causa della prosecuzione dell’emergenza coronavirus e del protrarsi dello stato di emergenza in tutta la penisola. Ben si comprende allora l’ondata di proroghe del termine, per tamponare le conseguenze economiche dell’ultimo anno a mezzo, ai danni di tantissimi lavoratori e famiglie.

In particolare l’art. 9 del decreto Sostegni bis è intervenuto sulla disposizione dell’art. 68, co. 1 del D.L. n. 18 del 2020, disponendo la proroga al 31 agosto 2021 del termine della sospensione dei pignoramenti delle pensioni e degli stipendi. E’  interessante notare che il citato articolo aveva operato lo stop dei termini dei versamenti, con scadenza nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020, e legati a cartelle di pagamento, emesse dagli agenti della riscossione, nonché agli avvisi previsti dagli artt. 29 e 30 del decreto legge n. 78 del 2010, poi convertito con modificazioni nella legge n. 122 del 2010, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’ economica.

Pignoramento stipendi e pensioni 2021: le date chiave

Per l’emergenza coronavirus, fu per primo il decreto Rilancio a prevedere la sospensione dal 2 marzo 2020 e fino al 31 agosto 2020 della possibilità di compiere pignoramenti stipendi, pensioni, assegni di quiescenza ed altre indennità, presso terzi da parte dell’Agente di riscossione. Posteriormente, sono stati vari provvedimenti delle autorità a disporre gli ulteriori rinvii, e in ultimo il decreto Sostegni bis.

Per chiarezza, riportiamo di seguito come è articolato lo slittamento del termine di sospensione pignoramenti stipendi e pensioni, a partire dallo scorso anno:

  • dal 31 agosto 2020 al 15 ottobre 2020 (art. 99 del decreto-legge n. 104 del 2020);
  • dal 15 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020 (art. 1-bis, decreto legge 7 ottobre 2020, n. 125, comma 2);
  • dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021;
  • 31 gennaio 2021 – 28 febbraio 2021 (in virtù del decreto Milleproroghe);
  • dal 28 febbraio 2021 si è slittati al 30 aprile 2021 (in virtù del primo decreto Sostegni);
  • alla luce del decreto Sostegni bis in fase di conversione(art. 9), oggi il termine è il 31 agosto 2021.

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Stop pignoramento stipendi e pensioni: ecco il nuovo calendario

Alla luce di questo sintetico quadro delle proroghe, abbiamo che il datore di lavoro o l’ente pensionistico, nell’amplissimo e certamente giustificato lasso di tempo di sospensione – 2 marzo 2020 – 31 agosto 2021 – non deve compiere le collegate “trattenute di pignoramento”. Esse infatti potranno ricominciare soltanto a partire dal primo settembre 2021, fatto salvo ovviamente l’eventuale pagamento del debito. Così stabilisce il decreto Sostegni bis.

Ricapitolando per concludere, soltanto da inizio settembre scatteranno nuovamente le notifiche – ci riferiamo agli avvisi di accertamento esecutivo e agli avvisi di addebito INPS con scadenza entro giugno – e i pignoramenti di stipendi, trattamenti pensionistici e assimilati.

Ma attenzione alla data del 2 agosto 2021: entro quel giorno sarà necessario pagare le cartelle esattoriali, in sospeso fin dall’8 marzo 2020. In riferimento alle rate dei piani di rateazione per cartelle con scadenza posteriore al 30 giugno 2021, esse conservano l’originario termine di pagamento – non essendo incluse nella sospensione.