Reddito di cittadinanza senza green pass, da febbraio si può perdere il sussidio

Reddito di cittadinanza senza green pass: le norme sul mantenimento del sussidio sono ora più rigorose con la manovra 2022.


Reddito di cittadinanza senza green pass: cosa comporta? Tutti abbiamo imparato a conoscere natura e funzione del sussidio di cittadinanza, vale a dire la misura di politica attiva del lavoro, specificamente ideata per offrire contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. In altre parole, è un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari di chi è senza occupazione.

Ebbene, brutte notizie per coloro che hanno ancora ottenuto il green pass, almeno nella versione base. Di fatto, dal prossimo primo febbraio, in caso di mancanza della certificazione verde, la conseguenza sarà la decadenza del sussidio. Ciò in quanto non sarà possibile accedere agli spazi dei centri per l’impiego. Ricordiamo inoltre che senza green pass non si può neanche accedere ai luoghi di lavoro, quindi in teoria non si possono accettare neanche le proposte di lavoro (e di conseguenza si mette a rischio il RdC).

Vediamo i dettagli.

Reddito di cittadinanza e green pass: diventa essenziale per continuare a incassare il sussidio

Vero è che nell’apparato di regole finora vigenti non c’è una norma specifica che prevede la non assegnazione del reddito di cittadinanza a colui il quale non possiede il green pass. Ma ciò comunque si deduce implicitamente da quanto indicato nel decreto approvato a inizio gennaio.

Il provvedimento, infatti, stabilisce altresì l’obbligo di certificazione verde base per aver accesso e dunque circolare in tutti i pubblici uffici. Tra questi ultimi, sicuramente sono da comprendersi anche i centri per l’impiego, anche se la lista definitiva dei luoghi sarà inclusa nel nuovo Dpcm, che a giorni dovrebbe essere varato dal Governo.

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Ricordiamo brevemente che il green pass base si ottiene con una delle seguenti condizioni:

  • somministrazione vaccino anti coronavirus;
  • guarigione dopo la malattia;
  • effettuazione di tampone negativo.

Il punto nodale è proprio questo: in virtù dell’aggiornato sistema di regole in tema di reddito di cittadinanza, che il Governo ha inteso rendere più rigoroso e articolato, onde evitare abusi e irregolarità nella fruizione del meccanismo, il percettore di Rdc deve periodicamente recarsi al centro per l’impiego.

Reddito di cittadinanza, obbligo di andare al centro per l’impiego ogni mese

Lo abbiamo appena accennato. Le regole in tema di Rdc sono molto cambiate negli ultimi tempi. Infatti, con la riforma del sussidio in oggetto, voluta dall’Esecutivo Draghi e approvata con l’ultima manovra, sono state introdotte significative novità. D’altronde, l’obiettivo era ed è:

  • mettere fuori gioco i ‘furbetti’ del reddito di cittadinanza;
  • rafforzare il collegamento con le politiche attive del lavoro.

Proprio quest’ultimo elemento si rivela essenziale per l’argomento che qui interessa. Infatti, tra le novità in tema di reddito di cittadinanza, compaiono le regole sulle attività e i colloqui obbligatoriamente in presenza, almeno una volta al mese, al centro per l’impiego. In quest’ambito tuttavia ecco prospettarsi l’obbligo di aver con sé il green pass almeno base, altrimenti non si potrà accedere alla struttura.

Decadenza dal Reddito di Cittadinanza

E sulla scorta delle nuove norme sul reddito di cittadinanza, non vi sono dubbi: nel caso in cui il percettore non acceda e dunque non si presenti al centro per l’impiego, la conseguenza sarà la decadenza del sussidio. A condurre a questo scenario è di fatto il mix tra la legge di Bilancio recentemente approvata in modo definitivo e il decreto del 7 gennaio, il quale inasprisce le regole sul green pass.

Ma lo rimarchiamo: il green pass richiesto è nella forma base, pertanto è sufficiente anche con un tampone negativo (rapido entro 48 ore, molecolare entro 72 ore). Per quanto attiene all’obbligo di presentarsi al centro per l’impiego, esso è stato introdotto al fine di stabilire una relazione effettiva con il percettore, onde verificare la sua concreta attività nella ricerca del lavoro e la sua motivazione a superare la situazione di disoccupazione. Questi infatti, per ottenere il contributo, deve firmare il cd. Patto per il lavoro, che di fatto ne certifica la sua occupabilità e la sua disponibilità a colloqui e percorsi formativi.

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Reddito di cittadinanza senza green pass: in quanti rischiano la sospensione del sussidio?

In base ai dati forniti dal governo sul reddito di cittadinanza e sull’andamento della campagna di vaccinazione anti coronavirus, risulta che i beneficiari che possono trovarsi a rischio di sospensione sussidio, giacché non vaccinati; non guariti e comunque senza il green pass base, sono circa 10omila. Per essi, dal primo febbraio, scatterebbe quanto meno l’obbligo di fare il tampone, per non vedersi tolto il sussidio.

E’ interessante notare che il contributo raggiunge al momento circa 1,3 milioni di nuclei familiari – in pratica circa 3 milioni di persone. Di essi, il 30% è ritenuto occupabile e dunque tenuto all’obbligo di frequentare in presenza i centri per l’impiego; recandosi nelle relative strutture almeno una volta al mese.

Concludendo, non paiono in prospettiva agevoli le verifiche dei green pass per i centri per l’impiego. Infatti, gestire centinaia di migliaia di ingressi è operazione oggettivamente gravosa. Una porzione degli impiegati dovrà occuparsi dei controlli e il servizio potrebbe dunque essere meno fluido.

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