Reddito di cittadinanza e lavoro stagionale: ipotesi di modifiche al sussidio

Una modifica proposta alle norme sul reddito di cittadinanza farebbe scattar la decadenza beneficio in caso di rifiuto del lavoro stagionale.


Reddito di cittadinanza e lavoro stagionale: ogni proposta concreta che si trova, in qualche modo, collegata al RdC, alle sue regole e al suo meccanismo di funzionamento, non manca mai di suscitare commenti e reazioni assai eterogenee, e – non di rado – anche alcune polemiche.

In questi ultimi giorni, è emersa una iniziativa che di fatto modificherebbe in modo sostanziale il meccanismo di funzionamento di questo sussidio, destinato a chi si trova disoccupato. In estrema sintesi, si tratta di una proposta di emendamento al recente decreto Sostegni bis, per la quale i percettori dovrebbero accettare offerte con contratto di lavoro stagionale entro 100 km dalla loro residenza sospendendo l’ottenimento del sussidio, ma avvalendosi comunque in specifici casi di un’integrazione direttamente dall’Inps.

Vediamo qualche ulteriore dettaglio in merito.

Reddito di cittadinanza e lavoro stagionale: la proposta di modifica

In queste ultime settimane, le notizie di cronaca ci dicono che il lavoro in Italia pare finalmente in ripresa, dopo i mesi bui della pandemia e del lockdown. Ebbene, sembrerebbe tuttavia che molti imprenditori dei settori turismo e ristorazione non riescano a trovare personale per la stagione estiva.

Gli imprenditori infatti criticano la mancanza di figure professionali, ma soprattutto puntano il dito contro il paradosso di non riuscire ad assumere con contratti di lavoro stagionale, mettendo nel mirino il reddito di cittadinanza. A loro dire, l’ammontare mensile di quest’ultimo sussidio convincerebbe molti percettori a rifiutare di lavorare come camerieri o comunque a dire no a contratti di lavoro stagionale; che comporterebbero una retribuzione di poco superiore, sostanzialmente pari o anche inferiore al reddito di cittadinanza stesso.

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Ecco allora che negli ultimi tempi, si fa fatica a trovare proprio gli stagionali; ossia i lavoratori da assumere per la stagione turistica: in primis camerieri; cuochi per bar e ristoranti; personale degli hotel e assistenti degli stabilimenti balneari.

Se questo è il contesto attuale, non deve stupire l’iniziativa politica della deputata siciliana del M5s Valentina d’Orso, la quale proprio per incentivare il lavoro stagionale nel turismo, intende far introdurre una modifica sostanziale al meccanismo di erogazione del reddito di cittadinanza. Detta novità sarebbe inserita come emendamento al decreto Sostegni bis.

Cosa cambierebbe per i percettori del RdC? Le finalità della modifica

Come accennato, la modifica – se la proposta venisse poi di fatto approvata – sarebbe certamente sostanziale, giacchè comporterebbe, per i percettori del reddito di cittadinanza, di dover accettare offerte di lavoro stagionali entro 100 km dalla località di residenza. Ciò pena la decadenza del beneficio.

Accettato il lavoro stagionale, la novità farebbe scattare la sospensione dell’erogazione del sussidio; ma attenzione: il titolare conserverebbe il diritto ad una integrazione versata dall’Inps. Ciò nella particolare ipotesi nella quale il compenso mensile assegnato per il lavoro stagionale, sia al di sotto all’importo del reddito di cittadinanza.

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La situazione attuale ci indica altresì che nell’ambito del decreto Sostegni bis, gli emendamenti presentati sono innumerevoli. Ora questi ultimi sono all’esame della Commissione Bilancio: tanti di questi emendamenti riguardano sia il reddito di emergenza che quello di cittadinanza.

Per quanto attiene a quest’ultimo, la finalità – del tutto evidente – della citata proposta di modifica  è quella di favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro; imponendo di fatto una ‘restrizione’ al meccanismo di erogazione del sussidio. Per questa via, i sostenitori della proposta di modifica vorrebbero contribuire a risolvere la questione della carenza di personale riscontrata da molti ristoratori e proprietari di stabilimenti balneari.

I vantaggi concreti che deriverebbero dalla citata modifica

Secondo la proposta lanciata dalla deputata grillina, la nuova norma sul reddito di cittadinanza avrebbe così l’aspetto positivo di incentivare il ritorno nel mercato del lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza che già in passato avevano svolto lavori stagionali; consentendo loro che questo reinserimento sia attuato a “condizioni economicamente vantaggiose e non svilenti”, così si è recentemente espressa la parlamentare M5s.

Ciò sarebbe garantito dal sopra accennato intervento integrativo – ed eventuale – dell’Inps. Ecco perciò che dalla modifica delle regole RdC- almeno sulla carta – sia gli imprenditori; che i lavoratori stagionali potrebbero trarre degli oggettivi vantaggi. Ma il principio alla base della proposta di modifica è anche quello di favorire la sottoscrizione di regolari contratti di lavoro, combattendo con ancor maggiore forza contro il lavoro nero.  

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In verità, la proposta di modifica delle regole sul reddito di cittadinanza, si inserisce in un clima di polemiche tra datori di lavoro dei settori turistico, alberghiero e ristorazione – da un lato – e ‘aspiranti’ lavoratori dall’altro. Nelle ultime settimane, i primi hanno aspramente criticato il meccanismo del RdC; infatti così come è strutturato oggi, spingerebbe molti giovani e meno giovani a non accettare offerte di lavoro stagionale; i secondi, invece, sostengono che il livello delle retribuzioni sarebbe oggettivamente troppo scarso; e non consentirebbe di rispettare il principio di dignità nell’ambito del rapporto di lavoro. Ecco perchè molti disoccupati hanno ‘preferito’ finora tenersi le mensilità del reddito di cittadinanza.

Concludendo, vedremo comunque a breve quale sarà il destino della proposta di modifica alle norme sul reddito di cittadinanza; e se il citato emendamento al decreto Sostegni bis andrà in porto oppure no.