La riforma degli ammortizzatori sociali proposti dalla CGIL

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La riforma degli ammortizzatori sociali proposta dalla CGIl prevede una semplificazione per estendere tali ammortizzatori anche ai lavoratori attualmente privi.

Lo scorso 4 ottobre, nella sede nazionale della Confederazione, alla presenza del Segretario Generale CGIL, Guglielmo Epifani, della Vice Segretaria Generale, Susanna Camusso e del Segretario Confederale, Fulvio Fammoni, la CGIL ha proposto la riforma degli ammortizzatori sociali.

Obbiettivo primario è quello di una semplificazione di tali ammortizzatori per estendere l’applicazione ai lavoratori attualmente esclusi quali giovani, precari, migranti e donne . Una riforma  che se applicata, potrebbe estendere le tutele degli ammortizzatori sociali ad oltre 500mila lavoratori che oggi non ne possono usufruire.

In pratica, si prevede la “semplificazione degli strumenti normativi per tutti i settori che dai 7 attuali, si ridurrebbero a soli 2: la Cassa integrazione guadagni e la Disoccupazione, con aliquote unificate per tutte le qualifiche. Una sola differenziazione resterebbe per le imprese fino a 15 dipendenti (aliquote più basse) e nei settori dell’Edilizia e dell’Industria, in questi due settori le aliquote CIG sono maggiorate. La riforma prevede inoltre, la riduzione dei ‘modelli di contribuzione’, dai 24 attuali, si arriverebbe a 6”.

Tra le altre cose, si propone di:

  • eliminare il requisito del biennio assicurativo, e di fissare in 78 giornate su cui è versata contribuzione l’unico requisito con la conseguente scomparsa dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e dell’indennità di mobilità;
  • Copertura dell’80% effettivo fino ad un tetto di 1800€ netti, (l’80% corrispondente a 1800€ equivale ad una retribuzione di 2650€);
  • Décalage al 64% dopo 12 mesi, e al 50% dopo 24 mesi;
  • La durata massima di fruizione dell’indennità è fissata in 24 mesi per chi ha meno di 50 anni, 30 per chi ne ha di più; per disoccupati residenti nel Mezzogiorno sono previsti 6 mesi in più;
  • nel caso di lavoratori immigrati extracomunitari, modificare le normative preesistenti in modo da far beneficiare l’immigrato dell’intero periodo previsto dalla sua condizione di età anagrafica e di residenza, senza soppressione del permesso di soggiorno

Epifani ha dichiarato: “ è una riforma che offre maggiori certezze sia alle imprese che ai lavoratori”. Le aziende, ha spiegato il leader della CGIL “avranno una possibilità di strumenti molto più organica, rispetto alla attuale e quindi più efficiente rispetto ai cicli produttivi e ai processi riorganizzativi e agli elementi di crisi settoriali e territoriali”.

I lavoratori, ha aggiunto Epifani “potranno avvalersi di una logica più inclusiva, vale per la disoccupazione e vale per la riformata strumentazione della Cassa integrazione”. Rivolgendosi poi al Governo e alle altre forze sociali, Epifani ha concluso “bisogna ora far vivere la proposta e costruire insieme percorsi di coinvolgimento”.

il testo integrale della proposta lo trovate al seguente link: www.cgil.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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