Sacconi: la cgil non si rende conto del contesto in cui viviamo

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Il ministro Sacconi nel commentare la proposta lanciata dal congresso della Cgil, sulla opportunità di “un piano straordinario per l’occupazione” ha detto: “Ho avuto la netta percezione che in una parte del Paese non vi sia la consapevolezza del contesto in cui siamo”.

“Sono andato al congresso della Cgil con un po’ di fiducia – spiega Sacconi- non mi hanno spaventato i fischi, che avevo messo in conto, la cosa che più mi ha colpito è stata la proposta di un piano per il lavoro, che è la summa di tutte le possibilità di spesa che si possano immaginare, comprese 400.000 assunzioni nella PA”.

Sacconi ha ribadito che “la prima politica di crescita è necessariamente di stabilità e di disciplina di bilancio, conosciamo le conseguenza che l’instabilità ha sul lavoro. La Grecia è vicina a noi geograficamente ma è anche dentro di noi, nell’Unione Europea e nella nostra moneta”.

Quindi, secondo Sacconi “in ciascuno dei Paesi Membri bisogna proseguire con un percorso di una rigorosissima disciplina di bilancio e i corpi intermedi devono intervenire. E’ troppo facile avere un’idea in termini di spesa, ma è più difficile ragionare in termini di contenimento della spesa.

Epifani, ha proposto un piano straordinario” triennale con interventi mirati per ridurre dal 10% al 7,5% “la percentuale dei tassi reali di disoccupazione”. Oltre alla pubblica amministrazione, rileva, “un piano di investimenti pubblici e privati direttamente orientati a ricerca e sviluppo, con le ricadute sui processi e le innovazioni di prodotto, possono portare fino a 150.000 nuovi posti di lavoro. Un piano di politica industriale sostenuto da meccanismi d’incentivazione, come sgravi fiscali e crediti di imposta può dare vita fino a 300.000 posti di lavoro”.

La situazione è quel che è, pero, il Ministro Sacconi non ci venga a parlare di stabilità e di rigorosissima disciplina del bilancio. Forse una mano al contenimento della spesa potrebbe venire proprio dalla riduzione di un pò di parlamentari, di un pò di sottosegretari, di un pò di auto blu, di un pò di riduzione degli stipendi (a cui tutti sono stati contrari).

Oh, probabilmente se proprio i conti come sono vanno bene così, sarebbe già tanto non minare i diritti fondamentali dei lavoratori. Si forse già così potrebbe andare bene.…

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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