Come leggere la busta paga: guida introduttiva

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Come leggere la busta paga è una delle domande più frequenti poste da tutti i lavoratori dipendenti, ma anche dai datori di lavoro. Vediamo come fare.

Come leggere la busta paga? Alzi la mano chi non si è mai posto questa domanda almeno una volta nella vita lavorativa.

A chi non è capitato di avere difficoltà nella lettura della propria busta paga? Per chi non è del “mestiere” è sicuramente un arduo compito capire il significato e la funzione di ogni singola voce riportata nel cedolino e si finisce quasi sempre per guardare un’unica casella: quella del “netto in busta”.

Come leggere la busta paga: guida introduttiva

Lo scopo di questa guida è quello di capire quali voci compongono la busta paga e di conseguenza come si fa ad arrivare al netto in busta partendo dal lordo.

Prima di addentrarci nell’analisi dettagliata delle voci è bene capire cosa sia la busta paga e quale sia la sua funzione.

Cos’è la busta paga?

La busta paga è un documento obbligatorio che riassume gli elementi che compongono la retribuzione di un lavoratore dipendente nonché le ritenute previdenziali e fiscali percepite in un determinato periodo.

Il primo utilizzo della busta paga è quello “classico”: è lo strumento attraverso il quale il datore di lavoro determina la retribuzione spettante al suo lavoratore per il periodo in cui ha lavorato, solitamente il mese.

È inoltre, il mezzo attraverso il quale si può richiedere un finanziamento o un mutuo bancario. Il lavoratore, attraverso la propria busta paga, può verificare la congruità del proprio stipendio in relazione a quanto pattuito nel contratto individuale di lavoro ovvero quanto stabilito nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) così come controllare l’ammontare residuo di ferie e permessi maturati e goduti.

Come è fatta la busta paga?

L’attuale aspetto della busta paga nasce dall’unione di più registri. Inizialmente erano previsti due registri: libro matricola e libro paga. Il primo aveva lo scopo di registrare ogni ingresso in azienda associando ogni lavoratore ad un numero di matricola. Il secondo serviva per dettagliare la parte relativa alla retribuzione, all’imponibile previdenziale e fiscale nonché determinare lo stipendio netto del lavoratore.

LUL, libro unico del lavoro

Il DL. 112/2008 ha abrogato questi due libri introducendone uno solo: il libro unico del lavoro (LUL). Questo nuovo documento nasce dall’unione dei libri obbligatori per i datori di lavoro, ossia i libri paga e matricola. Il LUL ha lo scopo di dettagliare il rapporto intercorrente tra lavoratore e datore di lavoro, unendo i dati contenuti nel “vecchio” libro paga e aggiungendo una nuova sezione dedicata alle presenze del lavoratore dalla quale si evince per ogni giorno le ore lavorate ordinarie, straordinarie ma anche le assenze effettuate da ogni lavoratore.

La busta paga non ha un formato univoco, questo infatti dipende dalla software house che viene utilizzata per l’elaborazione della stessa. In ogni caso vi sono alcuni dati che devono essere obbligatoriamente contenuti.

Per cercare di semplificare un argomento abbastanza ostico, l’ideale sarebbe leggere questa guida tenendo a portata di mano la propria busta paga ed individuando i dati di cui parleremo di volta in volta.

Come leggere la busta paga: le 3 sezioni principali

Prima di capire come leggere la busta paga, partiamo con il suddividere il cedolino in tre sezioni:

  • intestazione;
  • corpo del cedolino;
  • parte finale.

Intestazione cedolino, dati dell’azienda e del lavoratore

Nell’intestazione ritroviamo sinteticamente i dati legati all’anagrafica dell’azienda e del lavoratore. Generalmente troveremo inoltre il mese di retribuzione, ossia il mese per il quel viene erogato lo stipendio al lavoratore.

I dati dell’azienda quali:

  • la ragione sociale;
  • l’indirizzo dell’azienda;
  • eventualmente, se diverso si può riportare l’indirizzo del luogo dove si presta l’attività lavorativa;
  • infine la matricola INPS e la posizione assicurativa INAIL.

Nel caso del lavoratore, invece, i dati che vengono riportati sono sia di carattere personale sia lavorativo.
Innanzitutto vengono riportati i dati anagrafici del lavoratore:

  • nome e cognome;
  • codice fiscale;
  • indirizzo di residenza.

In secondo luogo vengono inseriti i dati legati ai riferimenti contrattuali come la data di assunzione:

  • la data di scadenza contrattuale (se si ha un contratto a termine);
  • il CCNL a cui si fa riferimento;
  • livello;
  • le mansioni. (Quindi l’inquadramento del lavoratore i base al CCNL riferito alla qualifica e alla mansione effettivamente svolta).

Mediante l’unione di questi dati viene calcolato il trattamento economico base spettante al lavoratore. A questo si potranno eventualmente aggiungere altri elementi se contrattati individualmente con il datore di lavoro.

Parte centrale del cedolino paga

Per capire come leggere la busta paga non è possibile prescindere dalla lettura della parte centrale del cedolino. Infatti nella seconda parte individuata come parte centrale, o corpo, della busta paga abbiamo i dati legati alla retribuzione del lavoratore. Inoltre vi sono una serie di voci che ci danno idea della prestazione lavorativa del lavoratore, nel mese di riferimento, al lordo delle trattenute previdenziali e fiscali.

In questa sezione, infatti, troveremo indicazione delle ore ordinarie, ossia il normale svolgimento dell’attività lavorativa, delle ore di straordinario se il lavoratore ha prestato attività lavorativa in aggiunta alla normale attività, ma anche tutta una serie di voci legate alle assenze. Pensiamo ad esempio alle ferie, ai permessi, alla malattia o la maternità.

Cedolino paga, la parte finale

L’ultima parte della busta paga è, probabilmente, quella di più difficile comprensione sia per la quantità di dati riportati, sia perché ricca di calcoli da effettuare per poter calcolare lo stipendio netto.

In questa parte troviamo i dati legati alla parte previdenziale e quindi il totale dei contributi trattenuti al lavoratore, quelli legati all’imponibile fiscale e la relativa imposta lorda, le detrazioni e di conseguenza l’imposta netta.

Solo dopo aver eseguito tutti questi calcoli sarà possibile leggere con esattezza la casella che, in fin dei conti, più interessa: il netto in busta.

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Sull'Autore

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato una pluriennale esperienza in gestione delle risorse umane, paghe e contributi, ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro e dal 2015 sono iscritta all'ordine provinciale di Pavia.

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