Le ferie estive sono spesso programmate con largo anticipo. C’è chi prenota un viaggio, chi versa una caparra per una casa vacanze e chi organizza semplicemente qualche giorno di riposo con la famiglia. Ma cosa succede se, dopo aver ottenuto l’autorizzazione alle ferie, l’azienda cambia idea e le revoca pochi giorni prima della partenza?
È la domanda che ci ha inviato un lettore della rubrica La Posta di Lavoro e Diritti, preoccupato perché aveva già prenotato e pagato una vacanza per metà giugno, salvo poi ricevere una comunicazione dall’azienda che annullava il periodo di ferie per esigenze organizzative sopravvenute.
La domanda del lettore
Buongiorno, avevo richiesto le ferie per la seconda metà di giugno e l’azienda me le aveva autorizzate già da alcuni mesi. Fidandomi della conferma ricevuta, ho prenotato una vacanza per me e la mia famiglia, pagando anche alcuni acconti. Adesso però il datore di lavoro mi ha comunicato che, per motivi organizzativi e carenza di personale, le ferie non possono più essere concesse e che dovrò restare al lavoro. Può davvero farlo? E se perdo i soldi delle prenotazioni ho diritto a qualche tutela Grazie.
La risposta di Lavoro e Diritti
Gentile lettore, la situazione che descrive è più frequente di quanto si possa pensare, soprattutto nei periodi di maggiore attività aziendale o quando si verificano assenze improvvise di altri lavoratori.
Partiamo da un principio generale: il periodo di ferie viene stabilito dal datore di lavoro, che deve tenere conto sia delle esigenze organizzative dell’impresa sia degli interessi del lavoratore. Una volta autorizzate, però, le ferie non possono essere revocate con leggerezza o senza una valida motivazione.
L’azienda può revocare ferie già autorizzate?
In linea generale sì, ma soltanto in presenza di effettive esigenze aziendali che rendano necessario modificare la programmazione già concordata.
Non basta un semplice ripensamento o una scelta organizzativa ordinaria. Devono esistere motivi concreti e sopravvenuti che giustifichino il cambiamento.
Questo significa che il datore di lavoro può chiedere al dipendente di rinunciare alle ferie già approvate, ma deve poter dimostrare che la decisione è legata a reali necessità produttive o organizzative.
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Cosa succede se il lavoratore ha già sostenuto delle spese?
È proprio questo l’aspetto più delicato.
Se il dipendente, facendo affidamento sull’autorizzazione ricevuta, ha già prenotato alberghi, voli, traghetti o altre soluzioni di viaggio, la revoca delle ferie può causare un danno economico concreto.
In questi casi il lavoratore potrebbe chiedere il risarcimento delle spese effettivamente sostenute e non recuperabili, soprattutto se la revoca è avvenuta a ridosso della partenza e senza adeguato preavviso.
Pensiamo, ad esempio, a una famiglia che abbia versato 800 euro di caparra per una vacanza e che non riesca più a ottenere il rimborso dalla struttura ricettiva. Se le ferie erano state regolarmente autorizzate, quel costo potrebbe rappresentare un danno riconducibile alla decisione aziendale.
Naturalmente ogni situazione va valutata nel concreto e occorre conservare tutta la documentazione relativa alle prenotazioni e agli eventuali importi persi.
Conviene rifiutarsi di andare al lavoro?
La risposta è generalmente no.
Anche se il lavoratore ritiene ingiusta la revoca delle ferie, decidere autonomamente di assentarsi potrebbe esporlo a contestazioni disciplinari.
La strada più prudente è quella di chiedere chiarimenti all’azienda, cercare una soluzione condivisa e, se vi sono danni economici, farli presenti formalmente.
In molti casi si riesce a trovare un compromesso, ad esempio spostando il periodo di ferie ad altra data o concordando modalità che limitino il disagio subito dal dipendente.
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Come comportarsi in pratica
Se vi trovate in una situazione simile, il consiglio è di:
- chiedere all’azienda una comunicazione scritta delle ragioni che hanno determinato la revoca;
- conservare le autorizzazioni alle ferie già ricevute;
- raccogliere ricevute, prenotazioni e documentazione delle spese sostenute;
- verificare se le prenotazioni prevedono rimborsi o possibilità di modifica;
- valutare, se il danno economico è rilevante, un confronto con il sindacato o con un professionista di fiducia.
Il punto da ricordare
Le ferie autorizzate non sono intoccabili, ma nemmeno possono essere annullate all’ultimo momento senza una valida ragione. Quando il lavoratore ha già organizzato il proprio periodo di riposo e sostenuto spese facendo affidamento sulla conferma ricevuta dall’azienda, la revoca può avere conseguenze economiche che meritano attenzione e, in alcuni casi, possono aprire la strada a una richiesta di risarcimento.
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