Lavoro autonomo occasionale e prestazioni di lavoro occasionale: differenze, limiti e normativa

Quali attività possono essere svolte con le prestazioni di lavoro occasionale e che differenza c'è con il lavoro autonomo occasionale? Guida


Qual è la differenza tra lavoro autonomo occasionale e la prestazione di lavoro occasionale (o lavoro accessorio)? Come inquadrare i lavori che non hanno frequenza abituale, ma solo occasionale? Queste sono alcune delle domande più frequenti che ci vengono poste nel lavoro di tutti i giorni, quando si vuole inquadrare una prestazione lavorativa che avviene solo saltuariamente e non di tipo professionale o comunque limitata nel tempo.

Pensiamo ad esempio ai piccoli lavori di giardinaggio, oppure lavoretti di casa fatti da hobbisti; oppure alle ripetizioni per i figli, o alle prestazioni di baby sitter che non fanno questo lavoro abitualmente; o ancora pensiamo al sito internet realizzato dal nipote ancora studente… Il dubbio quindi è, come inquadrare queste prestazioni ai fini fiscali, assicurativi e contributivi?

La normativa italiana in materia, sebbene ampia e complessa, ci fornisce molti strumenti idonei a coprire tali situazioni: le più note e usate sono il lavoro autonomo occasionale art. 2222 c.c. (con ritenuta d’acconto) e le prestazioni di lavoro occasionale (o lavoro accessorio) da regolarizzare con libretto di famiglia o contratto di prestazione occasionale (PrestO), a seconda che il beneficiario della prestazione sia un privato o un’azienda. Di seguito i dettagli e alcuni esempi pratici.

Prestazioni di lavoro occasionale

Introdotte dal Decreto Legge 24 aprile 2017 numero 50 (convertito in Legge 21 giugno 2017 numero 96) dopo l’esperienza dei voucher, con lo scopo di contrastare il fenomeno del lavoro irregolare o “in nero”, le prestazioni di lavoro occasionale sfruttate dai privati (al di fuori dell’esercizio della loro attività professionale o di impresa) vengono remunerate attraverso un libretto nominativo prefinanziato, denominato “Libretto Famiglia”.

Tale tipologia contrattuale può essere utilizzata, entro determinati limiti, per attività legate alla gestione dell’ambito familiare (articolo 54-bis comma 1 del D.L. n. 50/2017) come:

  • Piccoli lavori domestici;
  • Assistenza domiciliare a bambini, persone anziane, malate o con disabilità;
  • Insegnamento privato supplementare.

Allo stesso modo per le prestazioni di breve durata, non abituali, ma dovute ad esempio a piccole lavorazioni temporanee, i datori di lavoro possono usare il Contratto di prestazione occasionale, equiparabile nel meccanismo al libretto di famiglia.

Il sistema in entrambi i casi è gestito dall’INPS che diventa intermediario nella remunerazione della prestazione e per la copertura previdenziale e assicurativa.

Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale sono i successori dei vecchi voucher o buoni lavoro INPS.

Leggi anche: Lavoro Occasionale PrestO e Libretto Famiglia (ex Voucher): la circolare esplicativa INPS

Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale, limiti economici

Come per il lavoro autonomo occasionale, anche le prestazioni di lavoro occasionale hanno dei limiti in base alla retribuzione. Abbiamo accennato in precedenza ai limiti previsti per il ricorso a prestazioni di lavoro occasionali. Tali infatti si definiscono le attività lavorative svolte entro i seguenti limiti, individuati con riferimento ad un anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre):

  • Il prestatore non può ricevere da un singolo utilizzatore, un compenso eccedente i 2.500 euro lordi ed è soggetto ad una durata non superiore a 280 ore;
  • Parimenti, l’utilizzatore non può riconoscere al singolo prestatore un compenso eccedente i 2.500 euro lordi ed è tenuto a rispettare una durata non eccedente le 280 ore.

Non è finita qui perché il prestatore, sempre in un anno civile, non può ricevere dall’insieme degli utilizzatori compensi superiori a 5 mila euro netti.

Dal canto suo, all’utilizzatore è fatto divieto di corrispondere alla totalità dei prestatori compensi superiori a 5 mila euro netti.

Ai fini del limite appena citato, sono computati in misura pari al 75% del loro ammontare, i compensi riconosciuti a:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o invalidità;
  • Giovani con meno di venticinque anni, regolarmente iscritti ad un ciclo di studio presso un istituto scolastico o università;
  • Disoccupati;
  • Destinatari di prestazioni integrative del salario o altre prestazioni a sostegno del reddito.

Ne consegue che, per gli utilizzatori che ricorrono alle prestazioni dei soggetti di cui sopra, il tetto annuo per i compensi è elevato a 6.666,00 euro lordi.

Lavoro autonomo occasionale

Le prestazioni di lavoro occasionale (o lavoro accessorio) non devono tuttavia essere confuse con il “lavoro autonomo occasionale” disciplinato dall’articolo 2222 del Codice Civile.

Tale tipologia contrattuale si caratterizza per:

  • Assenza di subordinazione nei confronti del committente;
  • Prevalenza dell’apporto lavorativo del soggetto rispetto all’attività di altri soggetti o all’ausilio delle strumentazioni di lavoro;
  • Svolgimento di un’opera o di un servizio (verso un corrispettivo) in maniera occasionale, senza i requisiti della professionalità e della prevalenza;
  • Qualificazione dei compensi percepito come “redditi diversi” (articolo 67 comma 1 lett. l del TUIR);

ed è esente da:

  • IVA, in quanto non rappresenta un’attività di lavoro autonomo svolta per professione abituale, ancorché non esclusiva;
  • Contributi INPS, sino al limite annuo di 5 mila euro (tetto massimo oltre il quale bisogna iscriversi alla Gestione Separata INPS).

Tuttavia, come recentemente previsto a norma del Decreto “Fiscale” (D.L. n. 146/2021 convertito in L. n. 215/2021) a decorrere dal 21 dicembre scorso gli incarichi di lavoro autonomo occasionale (non le prestazioni disciplinate dal Decreto numero 50/2017) devono essere comunicate all’ITL competente in base al luogo di esecuzione della prestazione, a mezzo posta elettronica ordinaria.

Leggi anche: Lavoro autonomo occasionale, nuova comunicazione obbligatoria: ecco come fare

Lavoro autonomo occasionale e prestazioni di lavoro occasionali: esempi pratici

Analizziamo tramite alcuni esempi pratici quali attività possono rientrare nell’universo delle prestazioni occasionali o, al contrario, essere considerate lavoro autonomo in senso stretto o occasionale.

Piccoli lavori di giardinaggio

Come dev’essere inquadrato il vicino di casa che si occupa della potatura degli alberi o della rasatura del prato? L’attività rientra a tutti gli effetti nelle prestazioni per cui è ammesso il ricorso al lavoro occasionale, indicate dall’articolo 54-bis comma 10 del Decreto numero 50 tra i “piccoli lavori domestici, compresi lavoro di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione”.

Attenzione, la prestazione svolta dall’artigiano (ad esempio la sistemazione delle aiuole) rientrerà invece nell’attività di lavoro autonomo in senso stretto soggetta ad IVA.

Baby-sitter

I genitori che hanno l’esigenza di affidare i figli alla cura e alla custodia di baby-sitter possono utilizzare il Libretto Famiglia. Il già citato articolo 54-bis comma 10 richiama espressamente la “assistenza domiciliare ai bambini” come una prestazione inquadrabile nell’ambito del lavoro occasionale.

Creazione di un sito internet

Se hai necessità di creare un sito internet per te o un tuo familiare sappi che questa attività non rientra tra quelle remunerabili tramite il Libretto Famiglia.

Al contrario:

  • Si ricade nel lavoro autonomo in senso stretto (con emissione di fattura) se il prestatore svolge tale attività in maniera abituale con conseguente apertura di una partita IVA;
  • oppure se la prestazione è svolta in maniera occasionale, senza i requisiti della professionalità e della prevalenza, l’attività è inquadrabile come lavoro autonomo occasionale ai sensi dell’articolo 2222 del Codice Civile, con conseguente emissione di una nota di pagamento.

Rientra in quest’ultima fattispecie il caso di Mario Rossi, impiegato commerciale in un’azienda alimentare, il quale si occupa occasionalmente ed in maniera non prevalente di creazione siti web, in favore di committenti privati diversi dal datore di lavoro.

Traduzione libri di testo

Come nel caso appena descritto, anche il privato che ha necessità di farsi tradurre un libro di testo non potrà utilizzare il Libretto Famiglia.

Si ricade ancora nel dubbio: lavoro autonomo o lavoro autonomo occasionale?

L’attività resa da parte di chi si occupa in maniera abituale di traduzione ricade nell’universo del lavoro autonomo con assoggettamento ad IVA.

Viceversa, il docente universitario di inglese incaricato di tradurre un libro di testo dovrà emettere una nota di pagamento, trattandosi di lavoro autonomo occasionale.

Lezioni private e ripetizioni

Il genitore che ha necessità di lezioni private per i propri figli può ricorrere alle prestazioni di lavoro occasionale ai sensi del Decreto numero 50.

Tale fattispecie è infatti ascrivibile alle ipotesi di “insegnamento privato supplementare” di cui all’articolo 54-bis comma 10.

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