ABC Lavoro, la maxisanzione sul lavoro nero

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Piccola guida alla maxisanzione sul lavoro nero a seguito delle modifiche introdotte dal D. Lgs 14 Settembre 2015 n. 151 in attuazione del Jobs Act

Dal giorno 24 Settembre 2015 sono entrate in vigore le novità riguardanti il regime delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale.

Con un decreto attuativo del Jobs Act, il Decreto Legislativo 14 Settembre 2015 n. 151, sono state ridelineate le sanzioni in materia lavoristica, a partire dalla maxisanzione sul lavoro nero 2016 che prevede l’introduzione di sanzioni a scaglioni per i datori di lavoro che utilizzano operai, dipendenti, collaboratori e manodopera non regolari.

Leggi anche: Nuove sanzioni in materia di lavoro, circolare del Ministero

La nuova tipologia sanzionatoria ha introdotto una pesante maxisanzione a scaglioni con un importo proporzionato alla durata dei giorni in cui il dipendente ha lavorato in nero:

  • è prevista una sanzione da 1.500 a 9.000 euro per un massimo di 30 giorni lavorati “in nero”;
  • una sanzione che rientra nel range dai 3.000 ai 18.000 euro se il “lavoro nero” è tra 31 e 60 giorni;
  • una sanzione dai 6.000 ai 36.000 se il “lavoro nero” accertato, si è effettuato per più di 60 giorni.

Sono escluse dal cumulo con la maxisanzione sul lavoro nero multe riguardanti la non avvenuta comunicazione di assunzione, il mancato ricevimento di contratto al lavoratore e la mancata registrazione sul Libro unico del lavoro (che peraltro diventerà telematico dal primo Gennaio 2017).

E’ importante rilevare che il datore di lavoro ha la possibilità di regolarizzare la violazione accertata e ottenere una netta riduzione delle sanzioni avvalendosi della cosiddetta “diffida”.

Infatti, il Jobs Act ha confermato ed integrato tale procedura che consente di regolarizzare la violazione verificata e ottenere una diminuzione degli importi sanzionatori, prevedendo una maggiorazione del 20% delle multe in caso di lavoratori stranieri o minorenni con obbligo scolastico.

Inoltre, per poter usufruire della riduzione della sanzione è necessario che:

  • il soggetto al momento dell’accertamento della violazione lavori ancora per il suo datore di lavoro;
  • il soggetto venga assunto con un contratto di lavoro subordinato;
  • il soggetto lavoratore assunto debba restare in servizio per lo stesso datore come minimo per tre
    mesi.

Altra cosa da tener presente, fondamentale per le sanzioni ridotte, è quella di dare prova dell’avvenuto pagamento delle multe, dell’avvenuta regolarizzazione, di contributi e premi entro tre mesi dalla comunicazione dell’appuramento dell’infrazione.

Sono state anche previste sanzioni inerenti ad infrazioni in tema di orario di lavoro, ovvero:

  • per violazioni che comprendono fino a 5 lavoratori, sanzioni da 100 a 750 euro;
  • tra i 6 e i 10 lavoratori, un importo che va da 400 a 1.500 euro;
  • per infrazioni relative a un numero maggiore di 10 lavoratori, un importo da 1.000 a 5.000 euro.

Per di più, l’art. 22 del D.Lgs. 151/2015 ha modificato gli importi delle somme aggiuntive dovute ai fini della revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, nella misura di 2.000 euro, per le sospensioni conseguenti all’impiego di lavoratori “in nero”, e di 3.200 euro, per le ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza.

L’importo residuo (rispettivamente 2.400 e 1.500 euro), maggiorato del 5% (rispettivamente 120 e 75 euro), deve essere versato entro 6 mesi dalla data di presentazione dell’istanza di revoca.

Per completezza, ricordiamo la disciplina in esame consente ai datori di lavoro di ottenere la revoca della sospensione sulla base del rispetto di particolari condizioni. In particolare, in caso di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro è necessario:

  • l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro, con particolare riferimento ai profili attinenti all’eventuale sorveglianza sanitaria;
  • il pagamento del 25% (800 euro) della somma aggiuntiva (3.200 euro);
  • la formazione e l’informazione sui pericoli legati all’attività svolta, nonché la fornitura dei dispositivi di protezione individuale. Invece, in caso di sospensione per impiego di lavoratori “in nero”, si rende necessario:
  • l’assunzione dei lavoratori irregolarmente impiegati attraverso la stipula di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a tempo parziale con riduzione dell’orario di lavoro non superiore al 50% dell’orario a tempo pieno, o con contratto a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi;
  • il pagamento del 25% (500 euro) della somma aggiuntiva (2.000 euro).
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Sull'Autore

Libero Professionista, Laureata in Scienze Politiche Economiche all'Università di Padova, specializzata in Diritto del Lavoro, in Diritto Tributario e in Diritto Immobiliare, ha un'esperienza pluriennale in consulenza alle imprese in materia di lavoro dalla loro costituzione alle agevolazioni contributive, alla contrattualistica, alla gestione di tutte le problematiche relative al personale dipendente (maternità, malattia, infortuni, ferie, TFR...), all'assistenza in caso di ispezione degli Enti fino alla redazione delle buste paga. Collabora come editor con il sito web "Lavoro e Diritti" per approfondire e tutelare i diritti dei lavoratori.

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