In vista del referendum costituzionale previsto nel 2026, molti cittadini nominati nei seggi elettorali si stanno ponendo una domanda molto concreta: quanto si guadagna a fare il presidente di seggio, lo scrutatore o il segretario?
Chi viene chiamato a svolgere queste funzioni partecipa direttamente all’organizzazione delle operazioni di voto e dello scrutinio. Si tratta di incarichi temporanei ma molto importanti per garantire il corretto svolgimento della consultazione elettorale.
Per il referendum del 2026, inoltre, è prevista una novità: gli onorari dei componenti dei seggi risultano aumentati del 15%, a seguito delle disposizioni organizzative introdotte per questa tornata referendaria.
Vediamo quindi come sono composti i seggi elettorali, quali compensi sono previsti e quali diritti spettano ai lavoratori che vengono nominati.
Come è composto un seggio elettorale
Ogni sezione elettorale è formata da un piccolo gruppo di persone incaricate di gestire tutte le operazioni di voto e di scrutinio.
La composizione ordinaria prevede:
- 1 presidente di seggio, che coordina tutte le operazioni;
- 1 segretario, nominato dal presidente;
- 4 scrutatori, scelti tra gli iscritti all’albo comunale.
In totale quindi sei componenti per ogni seggio elettorale.
Durante le giornate di voto queste figure si occupano di diverse attività: preparazione del seggio, identificazione degli elettori, gestione delle schede, scrutinio finale e compilazione dei verbali ufficiali.
Quanto guadagnano presidente, scrutatori e segretario ai seggi
I compensi per chi lavora nei seggi elettorali non sono calcolati a ore ma consistono in un onorario fisso e forfettario stabilito dalla normativa nazionale.
Gli importi di riferimento derivano dalla Legge n. 70 del 13 marzo 1980, che disciplina le indennità spettanti ai componenti degli uffici elettorali.
Per il referendum costituzionale del 2026 gli importi risultano incrementati del 15%, tenendo conto dell’estensione delle operazioni di voto anche alla giornata del lunedì prevista dal Decreto‑legge n. 196 del 27 dicembre 2025.
Compensi stimati per il referendum 2026
| Ruolo | Compenso base | Compenso stimato 2026 |
|---|---|---|
| Presidente di seggio | 130 € | 149,50 € |
| Scrutatore | 104 € | 119,60 € |
| Segretario | 104 € | 119,60 € |
In presenza di più consultazioni contemporanee nello stesso seggio possono essere previste ulteriori maggiorazioni legate al numero di schede elettorali da gestire.
Chi paga e quando arrivano i compensi
Gli onorari dei componenti dei seggi non vengono pagati immediatamente al termine delle votazioni.
Il pagamento avviene generalmente:
- tramite il Comune in cui si trova il seggio;
- entro alcune settimane dalla conclusione delle operazioni elettorali.
Successivamente lo Stato provvede a rimborsare i Comuni per le somme anticipate.
Queste indennità non sono considerate uno stipendio, ma un compenso specifico per il servizio prestato durante la consultazione elettorale.
Permessi dal lavoro per chi svolge funzioni elettorali
Molte persone nominate ai seggi sono lavoratori dipendenti. La legge prevede precise tutele per consentire loro di partecipare alle operazioni elettorali.
In particolare:
- è possibile assentarsi dal lavoro per tutta la durata delle operazioni di voto e scrutinio;
- i giorni di attività al seggio sono considerati a tutti gli effetti giorni lavorativi retribuiti;
- se l’attività si svolge in un giorno festivo, come la domenica, il lavoratore ha diritto a riposi compensativi oppure a una retribuzione aggiuntiva.
Per usufruire di queste tutele il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro la nomina ricevuta e, dopo il referendum, consegnare l’attestazione rilasciata dal presidente di seggio.
Leggi anche: Permessi elettorali per il referendum del 22 e 23 marzo 2026: guida completa per i lavoratori
Un incarico temporaneo ma importante
Svolgere il ruolo di presidente, scrutatore o segretario non rappresenta soltanto un piccolo guadagno extra. Si tratta soprattutto di un incarico di responsabilità civica, fondamentale per garantire la correttezza e la trasparenza del voto.
Durante il referendum costituzionale del 2026, migliaia di cittadini in tutta Italia saranno chiamati a svolgere questo compito, contribuendo direttamente al funzionamento del sistema democratico.
Altre cose da sapere sui seggi elettorali
Come si diventa scrutatore ai seggi elettorali?
Per poter essere nominati scrutatori è necessario iscriversi all’albo degli scrutatori del proprio Comune. La domanda va presentata all’ufficio elettorale comunale, di solito tra ottobre e novembre di ogni anno. Una volta iscritti, si può essere sorteggiati o nominati in occasione delle consultazioni elettorali.
Chi nomina gli scrutatori per il seggio elettorale?
Gli scrutatori vengono nominati dalla Commissione elettorale comunale. La scelta può avvenire tramite sorteggio tra gli iscritti all’albo oppure attraverso una nomina diretta secondo le modalità stabilite dal Comune.
Chi sceglie il segretario del seggio?
Il segretario del seggio non viene nominato dal Comune, ma è scelto direttamente dal presidente di seggio. Il presidente può indicare una persona di fiducia che possieda i requisiti richiesti dalla legge.
Chi non può fare lo scrutatore o il presidente di seggio?
Non possono svolgere queste funzioni alcune categorie di persone, tra cui:
- dipendenti del Ministero dell’Interno;
- appartenenti alle Forze armate in servizio;
- medici provinciali e ufficiali sanitari;
- segretari comunali e dipendenti comunali addetti agli uffici elettorali.
Quanto tempo dura il lavoro ai seggi elettorali?
Le operazioni di seggio iniziano generalmente il pomeriggio del sabato con l’insediamento del seggio e proseguono durante le giornate di voto fino allo scrutinio finale, che può terminare nella notte o il giorno successivo a seconda della consultazione.
