Rimborso 730 in busta paga: come funziona il conguaglio IRPEF

Dal mese di luglio comincia la fase di conguaglio dell'IRPEF ossia del rimborso del 730 dell'imposta a credito o a debito in busta paga o nella pensione

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In caso di credito o debito del contribuente nei confronti dell’erario scaturente dalla dichiarazione dei redditi, a partire da luglio si avrà il conguaglio IRPEF, si avrà cioè un addebito o un “rimborso 730 in busta paga” o nella pensione. Lo scorso 7 luglio è scaduto il termine di presentazione del modello 730 ordinario, mentre per chi ha adottato il modello precompilato ha ancora un pochino di tempo per inviarlo, la scadenza, infatti è al prossimo 23 luglio.

Il modello 730 contiene i dati relativi al rapporto di lavoro (reddito, familiari a carico, ritenute versate) e gli oneri deducibili o detraibili comunicati all’Agenzia delle Entrate.

Contiene inoltre alcune informazioni presenti nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente; quali gli oneri che danno diritto a una detrazione da ripartire in più rate annuali, i crediti d’imposta e le eccedenze riportabili, nonché altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria come i pagamenti e le compensazioni effettuati con il Mod. F24.

Rimborsi IRPEF 2018 in busta paga o sulla pensione

I rimborsi Irpef sono previsti in busta paga o direttamente sulla pensione, a seconda che il contribuente sia un lavoratore dipendente o un pensionato. Il rimborso IRPEF a credito può altresì avvenire direttamente dall’INPS se il soggetto che ha presentato il 730 è un disoccupato in NASpI o negli altri casi di pagamento diretto dall’Istituto previdenziale.

Rimborso 730 in busta paga: cos’è

Il rimborso 730 è un vero e proprio conguaglio dell’IRPEF.  Se durante l’anno un lavoratore o un pensionato pagano più o meno imposte di quante spettanti, potranno ottenere il conguaglio con il modello 730. Il rimborso o l’addebito avverranno sempre tramite il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’istituto di previdenza.

Sia che il contribuente decida di operare in autonomia, sia di avvalersi di un professionista al termine della dichiarazione viene rilasciato l’esito della liquidazione; questo contiene l’importo che verrà rimborsato dal sostituto d’imposta oppure le somme che saranno trattenute in busta paga a decorrere, in linea generale, dal mese di luglio.

Addebito IRPEF a rate in busta paga

Per i contribuenti con un conguaglio a debito, ossia che devono versare imposte, possono scegliere di rateizzare questo importo. Il datore di lavoro trattiene la prima rata a luglio. Le ulteriori rate, maggiorate dell’interesse dello 0,33% mensile, saranno trattenute dalle retribuzioni nei mesi successivi, fino al mese di novembre.

Leggi anche: come leggere la busta paga

Potrebbe verificarsi, però, anche il caso che il debito da liquidazione modello 730 sia maggiore rispetto alla retribuzione del contribuente. In questo caso la parte residua, maggiorata dell’interesse nella misura dello 0,40% mensile, sarà trattenuta dalle retribuzioni dei mesi successivi.

Il conguaglio, a credito o debito, viene effettuato dal sostituto d’imposta, solitamente corrisponde alla figura del datore di lavoro (o INPS). Per i lavoratori avviene a partire da luglio, per i pensionati invece a partire da agosto.

Pertanto, se l’inserimento dell’esito della liquidazione del modello 730/2018 avviene con l’erogazione della retribuzione di luglio, il datore di lavoro dovrà versare con modello F24 quanto inserito nei cedolini dei suoi lavoratori il 16.08.

Rimborso 730 in busta paga: come funziona

È bene dettagliare meglio il rimborso del 730 in busta paga. Il rimborso è effettuato mediante una riduzione corrispondente delle ritenute a titolo di Irpef effettuate sui compensi di competenza a partire dal mese di luglio; si usa in questo caso l’ammontare complessivo delle ritenute relative alla totalità delle competenze del mese.

Ciò significa che se l’importo da conguagliare fosse inferiore alla totalità delle ritenute il sostituto potrà procedere ad effettuare il conguaglio fino alla capienza delle ritenute; sarà poi costretto ad inserire la differenza nel cedolino del mese successivo e così via. Fino al totale esaurimento di quanto necessario portare a conguaglio.

Proprio per questo motivo l’importo che il dipendente si troverà all’interno del suo cedolino sarà inferiore a quanto esposto nel prospetto di liquidazione.

Rimborso Irpef in caso di cessazione del rapporto prima di luglio

Un’altra casistica che si può verificare è la cessazione del rapporto di lavoro prima dell’effettuazione o del completamento delle operazioni di conguaglio. Se interviene, quindi, la cessazione il sostituto d’imposta non può effettuare i conguagli a debito; e non ha alternativa se non quella di comunicare tempestivamente al contribuente che dovrà provvedere in modo autonomo al versamento del risultato della sua dichiarazione.

Se, al contrario, il conguaglio fosse a credito il sostituto d’imposta sarebbe tenuto ad operare i rimborsi ai dipendenti cessati con le modalità e nei tempi ordinariamente previsti.

Infine, coloro i quali siano privi di sostituto d’imposta ma abbiano in ogni caso utilizzato il modello 730 per effettuare la propria dichiarazione è evidente che dovranno utilizzare modalità differenti per liquidare le imposte.

Il contribuente deve necessariamente utilizzare il modello F24 per poter provvedere al pagamento delle imposte; questo può essere trasmesso in modalità telematica:

  • direttamente da un professionista abilitato
  • oppure può essere il contribuente stesso ad effettuare il pagamento presso la propria banca.
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Sull'Autore

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato una pluriennale esperienza in gestione delle risorse umane, paghe e contributi, ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro e dal 2015 sono iscritta all'ordine provinciale di Pavia.

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