Il ticket licenziamento è uno dei costi che il datore di lavoro deve considerare in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di un contributo dovuto all’INPS per finanziare l’indennità di disoccupazione NASpI e il suo importo viene aggiornato ogni anno in base al massimale della prestazione.
Con l’adeguamento degli importi NASpI per il 2026, cambiano anche i valori del contributo di licenziamento. Vediamo quindi cos’è il ticket licenziamento, quando è dovuto e quali sono gli importi aggiornati per il 2026.
Aggiornamento 2026: nuovi importi ticket licenziamento
Articolo aggiornato al 2026
Con la Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, l’INPS ha comunicato l’adeguamento dell’importo massimo della NASpI per l’anno in corso.
Nel 2026 il massimale NASpI è pari a 1.584,70 euro.
Poiché il ticket licenziamento è calcolato in misura pari al 41% del massimale NASpI, anche il contributo dovuto dai datori di lavoro risulta in aumento rispetto al 2025.
Cos’è il ticket licenziamento
Il ticket licenziamento (o contributo NASpI) è il contributo che il datore di lavoro deve versare all’INPS in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbe potenzialmente diritto all’indennità di disoccupazione NASpI.
Il contributo:
- è dovuto a prescindere dalla richiesta o meno della NASpI da parte del lavoratore;
- viene versato tramite modello F24, insieme agli altri contributi previdenziali;
- deve essere pagato entro il 16 del mese successivo alla cessazione del rapporto.
Il ticket non è dovuto per la cessazione dei contratti a tempo determinato, per i quali opera il contributo addizionale NASpI.
Ticket licenziamento: quando è dovuto
Il contributo è dovuto in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbero diritto alla NASpI, tra cui:
- licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
- licenziamento per giustificato motivo soggettivo;
- licenziamento per giusta causa;
- dimissioni per giusta causa;
- dimissioni nel periodo tutelato per maternità;
- risoluzione consensuale in sede di conciliazione obbligatoria;
- rifiuto del trasferimento oltre 50 km o oltre 80 minuti di percorrenza;
- mancata trasformazione dell’apprendistato in contratto a tempo indeterminato;
- cessazione dell’attività del datore di lavoro.
Abbandono del posto di lavoro: cosa cambia dal 2025
Dal 2025 non è più dovuto il ticket licenziamento in caso di abbandono del posto di lavoro.
La novità è legata all’introduzione della disciplina delle dimissioni di fatto:
l’assenza ingiustificata protratta oltre 5 giorni (o per il diverso periodo previsto dal CCNL applicato) comporta la risoluzione del rapporto per volontà del lavoratore.
In questi casi:
- il rapporto non è più assimilato a un licenziamento;
- non sorge l’obbligo di versamento del ticket NASpI;
- il lavoratore non ha diritto alla NASpI.
Leggi anche: Dimissioni di fatto: cosa sono e quali sono le conseguenze per la NASpI

Importi ticket licenziamento 2026
L’importo del ticket licenziamento è pari al 41% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale maturata negli ultimi tre anni, fino a un massimo di 36 mesi.
Importi aggiornati al 2026
- Massimale NASpI 2026: 1.584,70 euro
- Ticket annuo (12 mesi):
1.584,70 × 41% = 649,73 euro - Ticket massimo (36 mesi):
649,73 × 3 = 1.949,19 euro - Quota mensile:
649,73 / 12 = 54,14 euro
Se il rapporto ha durata inferiore all’anno, il contributo è riproporzionato in mesi.
Il mese si considera intero se la prestazione si è protratta per almeno 15 giorni di calendario.
Esempio di calcolo del ticket licenziamento
Un lavoratore assunto a tempo indeterminato il 1° gennaio 2026 e licenziato il 16 marzo 2026 ha maturato 3 mesi di anzianità (gennaio, febbraio e marzo).
Il ticket dovuto sarà pari a:
54,14 × 3 = 162,42 euro
Nel calcolo dell’anzianità aziendale rientrano anche eventuali periodi di lavoro a termine precedenti alla trasformazione a tempo indeterminato.
Ticket licenziamento e lavoro part-time
Il ticket licenziamento è dovuto in misura piena anche per i lavoratori part-time.
L’importo non può essere riproporzionato in base alla percentuale di orario di lavoro.
Ticket licenziamento nei licenziamenti collettivi
Il contributo è dovuto anche nei licenziamenti collettivi, ossia quando un datore con più di 15 dipendenti effettua almeno 5 licenziamenti in 120 giorni.
- Importo ordinario: uguale al licenziamento individuale;
- Importo triplicato in assenza di accordo sindacale;
- Aliquota elevata all’82% del massimale NASpI per le aziende soggette a CIGS (procedimenti avviati dopo il 20 ottobre 2017).
Imprese edili: casi di esonero
Nel settore edilizio il ticket licenziamento non è dovuto in alcuni casi specifici, come la cessazione del rapporto per fine lavori e chiusura del cantiere, secondo i chiarimenti forniti dall’INPS.
Contributo NASpI per contratti a termine
Per i contratti a tempo determinato non si applica il ticket licenziamento, ma il contributo addizionale NASpI:
- 1,40% della retribuzione imponibile;
- incremento dello 0,50% per ogni rinnovo (Decreto Dignità).
In caso di trasformazione a tempo indeterminato, il datore di lavoro ha diritto alla restituzione del contributo addizionale versato.
In sintesi – Ticket licenziamento 2026
- Massimale NASpI: 1.584,70 euro
- Ticket annuo: 649,73 euro
- Ticket massimo (36 mesi): 1.949,19 euro
- Quota mensile: 54,14 euro
- Non dovuto dal 2025 per abbandono del posto di lavoro (dimissioni di fatto)
FAQ – Ticket licenziamento 2026
Cos’è il ticket licenziamento?
Il ticket licenziamento è un contributo che il datore di lavoro deve versare all’INPS in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbe diritto alla NASpI. Serve a finanziare l’indennità di disoccupazione.
Quando è dovuto il ticket licenziamento?
Il contributo è dovuto nei casi di licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale tutelata, mancata conferma dell’apprendistato e cessazione dell’attività del datore di lavoro.
Il ticket licenziamento è dovuto per abbandono del posto di lavoro?
No. Dal 2025 il ticket licenziamento non è più dovuto in caso di abbandono del posto di lavoro, poiché l’assenza ingiustificata oltre 5 giorni (o il termine previsto dal CCNL) comporta dimissioni di fatto per volontà del lavoratore.
Qual è l’importo del ticket licenziamento nel 2026?
Nel 2026 l’importo annuo del ticket licenziamento è pari a 649,73 euro, calcolato come il 41% del massimale NASpI. L’importo massimo, per 36 mesi di anzianità, è 1.949,19 euro.
Come si calcola il ticket licenziamento?
Il contributo è pari al 41% del massimale NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale maturata negli ultimi tre anni. Se il rapporto dura meno di un anno, l’importo è riproporzionato su base mensile.
Il ticket licenziamento è dovuto anche per i lavoratori part-time?
Sì. Il ticket licenziamento è dovuto in misura piena anche per i lavoratori part-time e non può essere ridotto in base all’orario di lavoro.
Nei licenziamenti collettivi il ticket cambia?
Sì. Nei licenziamenti collettivi il contributo è ordinariamente uguale a quello individuale, ma viene triplicato se manca l’accordo sindacale. Per le aziende soggette a CIGS l’aliquota può salire all’82%.
Il ticket licenziamento si paga per i contratti a termine?
No. Per i contratti a tempo determinato non si applica il ticket licenziamento, ma il contributo addizionale NASpI dell’1,40%, aumentato dello 0,50% per ogni rinnovo.
