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Ticket licenziamento 2026: cos’è, quando è dovuto e importi aggiornati

Antonio Maroscia2 Febbraio 20266 Mins Read
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Ticket licenziamento 2026: importi aggiornati NASpI, casi in cui è dovuto, esclusioni dal 2025 e come si calcola il contributo INPS.

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Ticket licenziamento 2026, lavoratore e datore di lavoro con documenti e calcolatrice, banconote in euro e simboli INPS a rappresentare il contributo NASpI e i costi di licenziamento.
Indice:
  • Aggiornamento 2026: nuovi importi ticket licenziamento
  • Cos’è il ticket licenziamento
  • Ticket licenziamento: quando è dovuto
  • Abbandono del posto di lavoro: cosa cambia dal 2025
  • Importi ticket licenziamento 2026
  • Esempio di calcolo del ticket licenziamento
  • Ticket licenziamento e lavoro part-time
  • Ticket licenziamento nei licenziamenti collettivi
  • Imprese edili: casi di esonero
  • Contributo NASpI per contratti a termine
  • In sintesi – Ticket licenziamento 2026
  • FAQ – Ticket licenziamento 2026

Il ticket licenziamento è uno dei costi che il datore di lavoro deve considerare in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Si tratta di un contributo dovuto all’INPS per finanziare l’indennità di disoccupazione NASpI e il suo importo viene aggiornato ogni anno in base al massimale della prestazione.

Con l’adeguamento degli importi NASpI per il 2026, cambiano anche i valori del contributo di licenziamento. Vediamo quindi cos’è il ticket licenziamento, quando è dovuto e quali sono gli importi aggiornati per il 2026.

Aggiornamento 2026: nuovi importi ticket licenziamento

Articolo aggiornato al 2026
Con la Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, l’INPS ha comunicato l’adeguamento dell’importo massimo della NASpI per l’anno in corso.

Nel 2026 il massimale NASpI è pari a 1.584,70 euro.
Poiché il ticket licenziamento è calcolato in misura pari al 41% del massimale NASpI, anche il contributo dovuto dai datori di lavoro risulta in aumento rispetto al 2025.

Cos’è il ticket licenziamento

Il ticket licenziamento (o contributo NASpI) è il contributo che il datore di lavoro deve versare all’INPS in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbe potenzialmente diritto all’indennità di disoccupazione NASpI.

Il contributo:

  • è dovuto a prescindere dalla richiesta o meno della NASpI da parte del lavoratore;
  • viene versato tramite modello F24, insieme agli altri contributi previdenziali;
  • deve essere pagato entro il 16 del mese successivo alla cessazione del rapporto.

Il ticket non è dovuto per la cessazione dei contratti a tempo determinato, per i quali opera il contributo addizionale NASpI.

Ticket licenziamento: quando è dovuto

Il contributo è dovuto in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbero diritto alla NASpI, tra cui:

  • licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
  • licenziamento per giustificato motivo soggettivo;
  • licenziamento per giusta causa;
  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni nel periodo tutelato per maternità;
  • risoluzione consensuale in sede di conciliazione obbligatoria;
  • rifiuto del trasferimento oltre 50 km o oltre 80 minuti di percorrenza;
  • mancata trasformazione dell’apprendistato in contratto a tempo indeterminato;
  • cessazione dell’attività del datore di lavoro.

Abbandono del posto di lavoro: cosa cambia dal 2025

Dal 2025 non è più dovuto il ticket licenziamento in caso di abbandono del posto di lavoro.

La novità è legata all’introduzione della disciplina delle dimissioni di fatto:

l’assenza ingiustificata protratta oltre 5 giorni (o per il diverso periodo previsto dal CCNL applicato) comporta la risoluzione del rapporto per volontà del lavoratore.

In questi casi:

  • il rapporto non è più assimilato a un licenziamento;
  • non sorge l’obbligo di versamento del ticket NASpI;
  • il lavoratore non ha diritto alla NASpI.

Leggi anche: Dimissioni di fatto: cosa sono e quali sono le conseguenze per la NASpI

Contributo licenziamento Naspi

Importi ticket licenziamento 2026

L’importo del ticket licenziamento è pari al 41% del massimale mensile NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale maturata negli ultimi tre anni, fino a un massimo di 36 mesi.

Importi aggiornati al 2026

  • Massimale NASpI 2026: 1.584,70 euro
  • Ticket annuo (12 mesi):
    1.584,70 × 41% = 649,73 euro
  • Ticket massimo (36 mesi):
    649,73 × 3 = 1.949,19 euro
  • Quota mensile:
    649,73 / 12 = 54,14 euro

Se il rapporto ha durata inferiore all’anno, il contributo è riproporzionato in mesi.

Il mese si considera intero se la prestazione si è protratta per almeno 15 giorni di calendario.

Esempio di calcolo del ticket licenziamento

Un lavoratore assunto a tempo indeterminato il 1° gennaio 2026 e licenziato il 16 marzo 2026 ha maturato 3 mesi di anzianità (gennaio, febbraio e marzo).

Il ticket dovuto sarà pari a:

54,14 × 3 = 162,42 euro

Nel calcolo dell’anzianità aziendale rientrano anche eventuali periodi di lavoro a termine precedenti alla trasformazione a tempo indeterminato.

Ticket licenziamento e lavoro part-time

Il ticket licenziamento è dovuto in misura piena anche per i lavoratori part-time.

L’importo non può essere riproporzionato in base alla percentuale di orario di lavoro.

Ticket licenziamento nei licenziamenti collettivi

Il contributo è dovuto anche nei licenziamenti collettivi, ossia quando un datore con più di 15 dipendenti effettua almeno 5 licenziamenti in 120 giorni.

  • Importo ordinario: uguale al licenziamento individuale;
  • Importo triplicato in assenza di accordo sindacale;
  • Aliquota elevata all’82% del massimale NASpI per le aziende soggette a CIGS (procedimenti avviati dopo il 20 ottobre 2017).

Imprese edili: casi di esonero

Nel settore edilizio il ticket licenziamento non è dovuto in alcuni casi specifici, come la cessazione del rapporto per fine lavori e chiusura del cantiere, secondo i chiarimenti forniti dall’INPS.

Contributo NASpI per contratti a termine

Per i contratti a tempo determinato non si applica il ticket licenziamento, ma il contributo addizionale NASpI:

  • 1,40% della retribuzione imponibile;
  • incremento dello 0,50% per ogni rinnovo (Decreto Dignità).

In caso di trasformazione a tempo indeterminato, il datore di lavoro ha diritto alla restituzione del contributo addizionale versato.

In sintesi – Ticket licenziamento 2026

  • Massimale NASpI: 1.584,70 euro
  • Ticket annuo: 649,73 euro
  • Ticket massimo (36 mesi): 1.949,19 euro
  • Quota mensile: 54,14 euro
  • Non dovuto dal 2025 per abbandono del posto di lavoro (dimissioni di fatto)

FAQ – Ticket licenziamento 2026

Cos’è il ticket licenziamento?

Il ticket licenziamento è un contributo che il datore di lavoro deve versare all’INPS in caso di cessazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbe diritto alla NASpI. Serve a finanziare l’indennità di disoccupazione.


Quando è dovuto il ticket licenziamento?

Il contributo è dovuto nei casi di licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale tutelata, mancata conferma dell’apprendistato e cessazione dell’attività del datore di lavoro.


Il ticket licenziamento è dovuto per abbandono del posto di lavoro?

No. Dal 2025 il ticket licenziamento non è più dovuto in caso di abbandono del posto di lavoro, poiché l’assenza ingiustificata oltre 5 giorni (o il termine previsto dal CCNL) comporta dimissioni di fatto per volontà del lavoratore.


Qual è l’importo del ticket licenziamento nel 2026?

Nel 2026 l’importo annuo del ticket licenziamento è pari a 649,73 euro, calcolato come il 41% del massimale NASpI. L’importo massimo, per 36 mesi di anzianità, è 1.949,19 euro.


Come si calcola il ticket licenziamento?

Il contributo è pari al 41% del massimale NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale maturata negli ultimi tre anni. Se il rapporto dura meno di un anno, l’importo è riproporzionato su base mensile.


Il ticket licenziamento è dovuto anche per i lavoratori part-time?

Sì. Il ticket licenziamento è dovuto in misura piena anche per i lavoratori part-time e non può essere ridotto in base all’orario di lavoro.


Nei licenziamenti collettivi il ticket cambia?

Sì. Nei licenziamenti collettivi il contributo è ordinariamente uguale a quello individuale, ma viene triplicato se manca l’accordo sindacale. Per le aziende soggette a CIGS l’aliquota può salire all’82%.


Il ticket licenziamento si paga per i contratti a termine?

No. Per i contratti a tempo determinato non si applica il ticket licenziamento, ma il contributo addizionale NASpI dell’1,40%, aumentato dello 0,50% per ogni rinnovo.

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Testata giornalistica registrata al Tribunale di Larino al n° 511 del 4 agosto 2018
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