Aiuti e Bonus Covid in dichiarazione dei Redditi: ultimi chiarimenti Agenzia Entrate

Ultimi chiarimenti tramite FAQ dell'Agenzia delle Entrate sulla gestione di aiuti e bonus Covid in dichiarazione dei Redditi.


Aiuti e Bonus Covid in dichiarazione dei Redditi: ultimi chiarimenti Agenzia Entrate. Il bonus INPS 600 euro non va indicato nel modello Redditi, né nei quadri reddituali né nel prospetto degli Aiuti di Stato. E’ questo uno dei principali chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con alcune FAQ pubblicate nella sezione “dichiarazione dei redditi 2021”.

L’Agenzia ha analizzato anche le novità afferenti la detassazione degli aiuti Covid-19 alla luce dell’intervento del decreto Sostegni-bis.

Detassazione dei bonus Covid: il decreto Ristori e le novità del Sostegni-bis

L’articolo 1-bis del Dl n. 73/2021 (il “Sostegni-bis”) ha abrogato il comma 2 dell’articolo 10-bis del Dl n. 137/2020. Pertanto, l’applicazione della disposizione di cui al comma 1 dello stesso articolo 10-bis, che prevede la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap dei contributi e delle indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, non è più subordinata al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

I risvolti sulla dichiarazione dei redditi

La novità di cui al decreto Sostegni-bis ha risvolti soprattutto sugli adempimenti dichiarativi.

Come riportato in un’avvertenza dell’Agenzia delle entrate:

  • gli esercenti attività d’impresa, arte o professione, nonché i lavoratori autonomi, che hanno ricevuto i suddetti indennizzi
  • non devono riportarli nella dichiarazione dei redditi.

Nello specifico, non devono essere riportati nei quadri di determinazione del reddito d’impresa (coloro che compilano il quadro RF, imprese in contabilità ordinaria) possono utilizzare il codice variazione in diminuzione 99 in luogo del codice 84) e di lavoro autonomo, nei modelli Redditi, e nei quadri di determinazione del valore della produzione, nel modello Irap (coloro che determinano il valore della produzione ai sensi dell’articolo 5 del Dlgs n. 446/1997 possono utilizzare il codice variazione in diminuzione 99 in luogo del codice 16).

Inoltre, non sono tenuti neppure a compilare il prospetto degli aiuti di Stato contenuto nei modelli dichiarativi con i codici aiuto 24 (per Redditi) e 8 (per Irap).

I contribuenti che hanno già presentato le dichiarazioni, seguendo le indicazioni fornite nelle relative istruzioni, non sono tenuti a rettificarle per adeguarsi alla citata avvertenza.

Aiuti e Bonus Covid in dichiarazione dei Redditi: le FAQ dell’Agenzia delle entrate

Quanto detto finora non vale per i vari contributi a fondo perduto riconosciuti per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e per gli altri aiuti Covid per i quali la norma di riferimento rimanda al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

Per tali contributi e indennità, l’Agenzia delle entrate ha rilasciato specifiche FAQ.

Ne riportiamo le principali.

In presenza dei codici aiuto 20, 22, 23, 27, 28 (contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle entrate), indicati nella “Tabella codici aiuti di Stato” posta in calce alle istruzioni dei modelli Redditi, nel prospetto aiuti di Stato del quadro RS non deve essere riportato l’importo accreditato al contribuente in quanto tale dato è conosciuto dall’Agenzia e quindi recuperabile per la sua registrazione nel RNA. Corretto?

Esatto. Infatti, il software di compilazione messo a disposizione dall’Agenzia non consente l’indicazione nel prospetto aiuti di Stato dell’importo dei contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia in quanto il dato non è necessario perché recuperabile.

In presenza di contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle entrate, al fine di stabilire in quale periodo effettuare l’annotazione nel prospetto aiuti di Stato, si può fare riferimento alla data dell’accreditamento?

Si conferma che per i contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia al fine di stabilire il momento da cui decorre l’obbligo di compilazione del prospetto aiuti occorre aver riguardo alla data di erogazione del contributo.

Per i crediti d’imposta da indicare nel prospetto aiuti di Stato, l’importo dell’aiuto è pari al dato del credito maturato indicato nel quadro RU?

Esatto. Infatti, il software di compilazione messo a disposizione dall’Agenzia “ribalta” in automatico l’importo dei crediti d’imposta considerati aiuti di Stato, per quanto maturato, nel prospetto aiuti di Stato.

Si chiede conferma che le somme erogate da altre amministrazioni (ad esempio, l’indennità pari a 600 euro erogata da INPS agli iscritti alla previdenza di artigiani e commercianti) non vadano indicate nel prospetto aiuti di Stato.

Si conferma che tali somme non sono da indicare nel prospetto aiuti di Stato in quanto non siamo in presenza di aiuti fiscali automatici ai sensi dell’art. 10 del decreto ministeriale 31 maggio 2017, n. 115.

Per i contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle entrate occorre indicare anche il risparmio d’imposta?

Per i contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia non si riporta alcun importo nel prospetto aiuti di Stato; neppure il risparmio d’imposta conseguente alla loro detassazione.

Si chiede se il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all’art. 120 D.L. n. 34/2020 e il credito d’imposta locazioni di cui all’art. 28 D.L. n. 34/2020 debbano essere indicati nel quadro RE e se debbano essere riportati nel quadro RS e nel mod. IRAP, nonché nel quadro RU.

I predetti crediti d’imposta non sono da indicare nel quadro RE e neppure nel modello IRAP, ma unicamente nel quadro RU e nel prospetto aiuti di Stato del quadro RS.

Infine, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che il credito d’imposta botteghe e negozi (art. 65 del D.L. n. 18 del 2020)  e il credito d’imposta spese di sanificazione (art. 125 del D.L. n. 34 del 2020) non sono aiuti di Stato dalla norma istitutiva. Da qui, non sono da riportare nel relativo campo presente nel quadro RS.

Anche  i finanziamenti garantiti dal Fondo centrale di garanzia non devono essere indicati nel prospetto aiuti di Stato.