Bollo sulle fatture elettroniche: calcolo e versamento. Nuove indicazioni

L'Agenzia delle entrate fornisce nuove indicazioni in merito alle modalità di pagamento dell'imposta di bollo sulle e-fatture.


Con un provvedimento adottato in data 4 febbraio l’Agenzia delle entrate fornisce nuove indicazioni sulle modalità di calcolo e versamento del bollo sulle fatture elettroniche in transito dal Sistema di interscambio. L’attenzione è rivolta alla procedura secondo la quale l’Agenzia delle entrate verifica il corretto assolvimento dell’imposta di bollo sulle e-fatture e in caso di errori od omissioni provvede allo loro integrazione, portandone a conoscenza il contribuente.

Il tutto avviene su un’apposita area del portale Fatture e corrispettivi. Il contribuente non è obbligato ad allinearsi alle evidenza del Fisco. L’Amministrazione finanziaria mette a disposizione del contribuente l’imposta da versare tenuto conto delle integrazioni effettuate e di eventuali comunicazioni di segno opposto evidenziate dal contribuente.

Il pagamento può essere effettuato direttamente sul portale Fatture e corrispettivi con addebito sul proprio conto corrente. In alternativa è possibile stampare l’F24 e procedere al  pagamento tramite i canali tradizionali.

La nuova procedura si applica alle fatture elettroniche emesse dal 1° gennaio 2021.

Bollo sulle fatture elettroniche

A regolare il pagamento dell’imposta di bollo sulle e-fatture è  il D.M. MEF del 17 giugno 2014. Tale decreto è stato oggetto di modifiche con un ulteriore decreto, quello del 4 dicembre 2020. Decreto che ha modificato anche le tempistiche di effettuazione dei pagamenti del bollo in base al trimestre di riferimento e all’importo dovuto.

L’adozione di tale decreto è legata  alle previsioni di cui all’art.12-novies del D.L. 34/2019 e all’art. 17 del D.L. 124/2019.

Tali decreti legge  hanno introdotto una particolare procedura finalizzata al pagamento dell’imposta di bollo sulle e-fatture. Procedura in cui un ruolo chiave è svolto dall’Agenzia delle entrate tramite il portale Fatture e corrispettivi.

Il tutto parte dal compito riconosciuto all’Agenzia delle entrate di integrare le fatture per le quali non è stata indicata l’assolvimento dell’imposta di bollo. Nello specifico, l’Agenzia può integrare le fatture in transito dal Sistema di interscambio (S.d.I.), attraverso delle procedure automatizzate. Come vedremo a breve, il contribuente è portato a conoscenza degli importo dovuti ma può comunque opporsi alle integrazioni. Se ritenute non necessarie.

Cosa succede in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento

In caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento, l’Agenzia delle entrate comunica al contribuente sul portale Fatture e corrispettivi:

  • l’ammontare dell’imposta,
  • della sanzione amministrativa del 30% (articolo 13, comma 1, del D.Lgs 471/1997), ridotta ad un terzo, nonche’
  • degli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione.

Attenzione: se il contribuente non paga gli importi sono iscritti a ruolo.

Bollo e-fatture: il provvedimento dell’Agenzia delle entrate

Il decreto del 4 dicembre scorso demandava a un provvedimento del Fisco:

  1. la definizione delle modalità tecniche per l’integrazione delle fatture elettroniche e per la consultazione ed eventuale modifica, da parte di contribuenti e intermediari, dei dati proposti dall’Agenzia,
  2. le modalità di comunicazione delle irregolarità per il recupero dell’imposta dovuta e non versata.

Tale provvedimento è stato adottato in data 4 febbraio. In tal modo sono state meglio definite le suddette procedure di integrazione delle fatture in difetto nonchè le modalità di versamento del bollo.

Come procedere all’integrazione e al versamento dell’imposta

L’attività di controllo e di assistenza da parte del fisco opera in riferimento a ciascun trimestre.

Per le fatture elettroniche inviate tramite SdI, l’Agenzia delle entrate predispone due distinti elenchi, contenenti gli elementi identificativi, rispettivamente:

  1. delle fatture elettroniche emesse e inviate tramite SdI che riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo (denominato Elenco A, non modificabile);
  2. delle fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2021, emesse e inviate tramite SdI che non riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali emerge tale obbligo (denominato Elenco B, modificabile).

Tal ultimo elenco è il risultato delle integrazioni effettuate dall’Agenzia delle entrate.

Gli elenchi sono messi a disposizione del contribuente o del suo intermediario entro il 15 del mese successivo al trimestre di riferimento. Nel portale fatture e corrispettivi.

Il contribuente non è tenuto ad allinearsi alle indicazione del Fisco. Infatti, entro la fine del mese successivo alla chiusura del trimestre può spuntare gli estremi delle singole fatture per le quali ritiene che l’imposta non sia dovuta. Può anche integrare l’elenco con l’indicazione di fatture per le quali non è stata assolta l’imposta senza che sia l’Agenzia a segnalarlo.

Attenzione, per le fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate nel secondo trimestre solare dell’anno e inviate tramite SdI nel medesimo periodo, le modifiche sono effettuate entro il 10 settembre dell’anno di riferimento.

Come e quando versare l’imposta di bollo sulle e-fatture

Entro il 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre, sulla base dei dati delle fatture elettroniche indicate nell’Elenco A e nell’Elenco B eventualmente modificato, il contribuente è informato circa l’importo da versare. Le informazioni sono messe a disposizione nell’area riservata del portale fatture e corrispettivi.

Come da provvedimento in esame,

detto termine è prorogato al 20 settembre per le fatture elettroniche relative alle operazioni effettuate nel secondo trimestre solare e inviate tramite SdI nel medesimo periodo.

Il pagamento dell’imposta di bollo è effettuato nei termini di cui all’art. 6 del D.M 17 giugno 2014 (come modificato dal decreto 4 dicembre 2020):

  • utilizzando l’apposita funzionalità di addebito in conto corrente disponibile nel servizio web, che
  • prevede obbligatoriamente il pagamento dell’intero importo(Elenco A + elenco B eventualmente modificato).

In alternativa il pagamento può avvenire anche in F24.

Come fare il ravvedimento operoso

Con lo stesso stesso servizio web è possibile ravvedere, ovvero procedere al ravvedimento operoso anche dell’omesso o carente versamento dell’imposta di bollo.

Ad ogni modo, il servizio web rilascia la prima ricevuta a conferma dell’inoltro della richiesta di addebito e la seconda ricevuta con l’esito del pagamento.

Il contribuente che non adempie al versamento dell’imposta, anche in ravvedimento, è attenzionato dal Fisco. Infatti, l’Agenzia delle entrate invia apposita comunicazione al proprio indirizzo PEC (presente in INIPEC) contenente:

  1. codice fiscale, denominazione, cognome e nome del cedente/prestatore;
  2. numero identificativo della comunicazione, anno d’imposta e trimestre di
    riferimento;
  3. codice atto, da riportare nel modello di pagamento F24, in caso di versamenti collegati all’anomalia segnalata;
  4. gli elementi informativi relativi all’ anomalia riscontrata;
  5. l’ammontare dell’imposta ,della sanzione (articolo 13, comma 1, del D.Lgs 471/1997 con riduzione ad 1/3) nonché degli interessi dovuti.

Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, il contribuente, anche per il tramite di un intermediario, può fornire chiarimenti in merito ai pagamenti dovuti.