L’INPS torna sul tema della Certificazione Unica 2026 con una novità che riguarda direttamente milioni di contribuenti. Con una news pubblicata il 30 aprile 2026, l’Istituto ha annunciato un aggiornamento delle informazioni contenute nella CU INPS 2026, con particolare riferimento alle somme che non concorrono alla formazione del reddito.
Un intervento tecnico, ma con effetti concreti: l’obiettivo è permettere a chi percepisce prestazioni a sostegno del reddito di ottenere correttamente i benefici legati al taglio del cuneo fiscale già in sede di dichiarazione dei redditi, senza dover intervenire manualmente sulla precompilata.
Sono state aggiornate le informazioni della Certificazione Unica 2026 (redditi 2025) relative alle somme che non concorrono al reddito. I nuovi dati, già disponibili dal 31 marzo, sono stati inseriti automaticamente nella dichiarazione precompilata: nella maggior parte dei casi si può accettare senza modifiche e ottenere comunque i benefici fiscali.
Le novità riguardano i percettori di prestazioni a sostegno del reddito, che potranno beneficiare delle misure di riduzione del cuneo fiscale previste dalla legge di bilancio. Nessuna modifica invece per i pensionati.
Perché l’INPS ha aggiornato la CU 2026
L’aggiornamento nasce dall’esigenza di allineare la Certificazione Unica alle misure introdotte dalla legge di bilancio 2025 (legge n. 207/2024), in particolare:
- la somma aggiuntiva non imponibile
- l’ulteriore detrazione fiscale
Questi benefici sono collegati alla riduzione del cuneo fiscale e spettano a determinate categorie di contribuenti. Per questo motivo, l’INPS ha rivisto alcune informazioni presenti nella sezione della CU dedicata alle somme che non concorrono al reddito, rendendole coerenti con la normativa vigente.
Il risultato è importante: i dati aggiornati sono già stati trasmessi e inseriti automaticamente nella dichiarazione precompilata.
Chi è interessato davvero dalla novità
Non tutti i contribuenti devono preoccuparsi di questo aggiornamento. La modifica riguarda in modo specifico:
- percettori di prestazioni a sostegno del reddito, come NASpI, CIGO e assegni di integrazione salariale
- soggetti che percepiscono prestazioni di accompagnamento alla pensione
In questi casi, la CU 2026 aggiornata consente di calcolare correttamente i benefici fiscali spettanti.
Diverso il discorso per i pensionati: chi ha percepito solo redditi da pensione nel 2025 non rientra tra i beneficiari delle misure di riduzione del cuneo fiscale.
Cosa succede nella dichiarazione dei redditi 2026
La vera novità è operativa: chi presenta il modello 730 o il modello Redditi PF troverà già tutto aggiornato.
Le informazioni corrette sono infatti confluite automaticamente nella dichiarazione precompilata. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il contribuente potrà:
- accettare la dichiarazione così com’è
- senza modifiche manuali
- ottenendo comunque i benefici fiscali spettanti
Un passaggio che semplifica molto la gestione della dichiarazione, soprattutto per chi ha percepito più prestazioni o ha situazioni reddituali non lineari.
Come verificare se la CU è aggiornata
Un punto pratico da non sottovalutare riguarda il controllo della propria Certificazione Unica.
L’INPS chiarisce che la CU corretta è quella scaricata nuovamente dal sito a partire dal 31 marzo 2026. In particolare, bisogna verificare:
- la presenza del codice “1” nella sezione dedicata alle somme che non concorrono al reddito
- un’apposita annotazione che segnala la possibilità di fruire dei benefici fiscali
- la dicitura che indica che il modello sostituisce il precedente
Per evitare errori, il consiglio è semplice: riscaricare la CU 2026 aggiornata dal portale INPS o tramite i canali ufficiali.
Quanto valgono i benefici: importi e soglie
La misura principale riguarda la somma aggiuntiva non imponibile, destinata ai lavoratori con reddito fino a 20.000 euro. L’importo varia in base al reddito e può arrivare fino a circa 960 euro annui.
Per chi ha redditi più alti, tra 20.001 e 40.000 euro, entra invece in gioco l’ulteriore detrazione, che può arrivare fino a 1.000 euro, riducendosi progressivamente fino ad azzerarsi oltre la soglia prevista.
Sono cifre che possono incidere concretamente sul risultato della dichiarazione dei redditi, soprattutto in presenza di più fonti di reddito.
Attenzione ai casi particolari
Ci sono situazioni in cui la dichiarazione dei redditi resta comunque obbligatoria, anche se si è ricevuto il beneficio in busta paga o tramite INPS.
Ad esempio, chi ha:
- più rapporti di lavoro
- redditi misti tra lavoro dipendente e prestazioni INPS
deve presentare la dichiarazione per verificare il corretto importo spettante ed evitare eventuali conguagli.
Precompilata 2026 al via dal 30 aprile: dati già aggiornati e fase solo consultazione
A completare il quadro arriva anche la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, che conferma come dal pomeriggio del 30 aprile 2026 sia disponibile la dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti, con oltre 1,3 miliardi di dati già inseriti tra redditi e spese. La comunicazione arriva per smentire alcuni articoli di stampa tratti da comunicazioni istituzionali di un Sindacato (ndr CGIL) e di un centro di assistenza fiscale.
Un aspetto rilevante riguarda proprio le Certificazioni Uniche: eventuali anomalie rilevate da datori di lavoro o enti pensionistici sono state già corrette e ritrasmesse, con aggiornamento automatico dei dati nella precompilata.
Fino al 14 maggio, però, la dichiarazione resterà in modalità sola consultazione, anche per consentire eventuali ulteriori rettifiche da parte dei sostituti d’imposta. In caso di modifiche, il contribuente riceverà un avviso nel proprio cassetto fiscale.
Qui di seguito il testo del Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate.

Il punto finale: meno errori e meno interventi manuali
L’intervento dell’INPS va nella direzione di una maggiore automatizzazione della dichiarazione dei redditi. L’aggiornamento della CU 2026 riduce il rischio di errori e, soprattutto, evita al contribuente di dover intervenire manualmente per ottenere benefici che gli spettano.
Un passaggio tecnico, ma con un impatto pratico evidente: meno correzioni, meno dubbi e maggiore certezza sugli importi riconosciuti.
Ora resta solo un passaggio fondamentale: controllare la propria CU aggiornata e verificare la dichiarazione precompilata, che da quest’anno dovrebbe essere molto più “pronta” di quanto siamo abituati a vedere.
Fonte: INPS
